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Orecchini ad onda

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Non saprei in quale altro modo chiamarli.

orecchini ad onda

Li ho trovati qui, tra i progetti di una creatrice americana, Jill Wiseman, dalle forme generose, ma dalle mani delicatissime… Mi hanno subito colpito perchè – diciamocelo – sono diversi dal solito ed io sono costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo  (e che rientri sempre nelle mie possibilità di realizzazione). Ebbene, in questo caso le due condizioni sono state soddisfatte.

Le spiegazioni sono chiare; anzi, direi che il lavoro è ancora più semplice di quanto non sembri, soprattutto l’inserimento – con relativo secondo passaggio per il rinforzo – delle grosse perle e la formazione dell’onda. Per di più è veloce e permette infinite variazioni. Last, but not least, indossati stanno benissimo.  

Nella foto si vede il davanti e il retro degli orecchini, vale a dire la base e la decorazione con le perline 8/0.

Per oggi è tutto, ma anticipo che, tenuto conto delle numerose richieste e delle ultime tendenze, il prossimo post riguarderà un  vistoso bracciale elastico.

Alla prossima. T

 

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Orecchini Art Deco

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Suppongo che il termine Art Deco abbia a che fare con una certa aria da primo Novecento..

orecchini vittoriani

A me sembra di aver già trovato un tipo di lavorazione simile; in ogni caso,  ho visto questi orecchini, mi hanno convinto, li ho realizzati e…mi piacciono molto. Approvati! Anzi OK, perchè con questa sigla sul foglietto di appunti catalogo tutto quello che mi riesce e che mi dà una qualche soddisfazione.

Ho due o tre cosette da aggiungere. In ordine sparso:

1) Ho usato – come da istruzioni –   biconi swarovski da 6 mm e perline da 4 mm: avrei preferito utilizzare  delle perle un po’ più grosse e di un altro colore e ci ho pure provato, ma la struttura restava decisamente molle….

2) Non mi piaceva appieno il pendente, troppo “art deco” per i miei gusti e così ho aggiunto una goccia direi a trapezio: nella foto ho accostato anche altre possibilità, come una goccia classica o una sempre a trapezio, ma nera per contrasto. Ecco spiegato perchè l’orecchino è per ora figlio unico: devo decidere la versione finale per una coppia  e non è detto che non cerchi altre soluzioni.

3) Il filo. L’autrice consiglia il Fireline. Ho voluto provare con quello di nylon  (il cosiddetto da pesca) da 0.20 e sono tornata di corsa al Fireline. Bisogna passare più volte tra le perle e i biconi e quindi occorre qualcosa di sottile e resistente.

4) In ogni modo trovo che per chi è alle prime armi sia interessante la visione del video  soprattutto per le soluzioni del pendente e dell’asolina superiore a cui attaccare la monachella, replicabili in altre occasioni.

5) Questo orecchino è ben proporzionato: la parte lavorata – veramente facile da realizzare –  è più piccola di quanto non sembri, ma con il pendente raggiunge i 5 cm di lunghezza, monachella esclusa.

MI sembra di aver scritto tutto quello che mi si agitava in mente. Buon lavoro a tutti.

Alla prossima. T

Orecchini ad intreccio

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orecchini intreccio

Li consiglio vivamente a chi, pur essendo principiante, vuole iniziare ad allargare le proprie possibilità.

Lo schema è semplice e di sicuro già visto, ma la lavorazione è leggermente diversa, in quanto non si usa il classico filo, ma quello metallico; nel mio caso ho utilizzato del filo di rame argentato,  più sottile (credo)  del consigliato Artistic Wire 24 gauge.

L’unica difficoltà consiste nel rientrare appunto con il filo metallico nella prima delle 4 perline 11/0  in modo da formare una specie di fiorellino (nella foto bianco): bisogna prenderci la mano, insomma…Al terzo tentativo è andata!

orecchini intreccio

Per il resto, il tutto procede molto rapidamente e in men che non si dica sono terminati ed indossabili. Io non me la sono sentita di appendere una ulteriore goccia finale perchè – monachella compresa – raggiungono i 7 centimetri e mi sembrava già una bella lunghezza.

Chi ha trovato interessante questo tipo di lavorazione può cominciare ad approfondire il discorso su cosa significhi gauge, che purtroppo si trova spesso nei siti americani, QUI .

Avevo dimenticato i saluti. Rimedio subito.

Alla prossima. T

Braccialetto di perle

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Tempo fa avevo realizzato un braccialetto di perle (qui il tutorial  di Lory68 che avevo seguito) utilizzando la tecnica netted per la trama su cui venivano  applicate tante, ma tante perle. Purtroppo avevo commesso un errore nella parte finale e, anche se probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto, ai miei occhi questa perla mal messa dava un fastidio terribile.

Dopo decine di pandorine che in pratica si costruiscono nello stesso modo, mi sono sentita ormai pronta a ripetere l’esperimento fallito anche perchè questo tipo di braccialetto secondo me sta benissimo con la bella (!) stagione e soprattutto con jeans e maglietta. trama tecnica netted  

        tecnica netted

bracciale tecnica netted

Osservazioni: quasi nessuna. Devo dire che a distanza di tempo gli appunti presi si sono rivelati sempre chiari, a sostegno della validità del tutorial. Ho usato delle bugles (maschile, femminile? Mah..) da 2 mm come richiesto e non esattamente regolari. Quando lo rifarò, perchè lo rifarò, proverei con una misura un po’ più consistente.  Il bracciale una volta terminata la trama di base risulta  molto morbido, ma le perle che si aggiungono a completamento lo irrigidiscono nella maniera giusta. Deduco ancora che se si usano bugle più lunghe occorrerà anche aumentare in proporzione la misura delle perle di decorazione.

Aggiungo velocemente un tris di orecchini che non hanno bisogno di nessuna spiegazione: basta guardarli.

orecchini anelli

Alla prossima. T

Orecchini, bracciali, collane/2

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collana perle ovaliSempre con l’idea di eliminare materiale accumulato questa volta inizio a mostrare una collana che a me piace molto e che è nata allo scopo di utilizzare delle grosse perle ovali, non solo stile  anni ’70, ma proprio degli anni ’70 in quanto me le ha regalate una mia carissima amica che – beata lei – ha in casa  lo spazio necessario per tenere tutto, ma dico tutto, compresa la bigiotteria di quando eravamo ragazze.

Diciamo anche che in questi giorni  ho riscoperto le coppette che, se ben armonizzate, danno davvero un tocco di completezza e ricchezza.  Ho poi alternato sfere in ceramica dipinta a mano  e grossi distanziatori in argentone.

Il tutto montato su cavetto doppio e usando i coprischiaccini, anche quelli rivalutati ed ormai irrinunciabili.

 

 

Avevo poi abbondanza di componenti  similSwarovski  a forma di farfallina o quadrifoglio: ne avevo utilizzato qualcuno come stopper di due collane, ma gli altri rimanevano lì, nella loro celletta…

Ne ho fatto degli orecchini, molto semplici, ma molto portabili:orecchini quadrifoglio

 

orecchini farfalla e quadrifoglio3

Ho utilizzato dei chiodini che avevo sempre scartato in quanto molto “teneri” e malleabili con le dita: ebbene, una volta inseriti si sono rivelati ottimi  e finalmente sono riuscita a fare dei nodini ad orefice quasi perfetti.

Chiuso il capitolo del riutilizzo a tutti i costi, meglio rinfrescare la mente con qualcosa di nuovo e per me il nuovo è l’embroidery: non lo avevo mai, mai provato e mi piace molto, molto….grazie a Lu.ciondolo embroidery

Alla prossima. T

Orecchini facili a onda

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Tra le migliaia di siti sul perlinaggio nel grande mare del web  da qualche tempo ci si imbatte in  una simpatica signora genovese che  in maniera molto disinvolta commenta, presenta, insegna. Il suo canale,  Thesissietina (efficace condensato dei nomi di una amata cagnetta e della sua vivace padrona) presenta molti bei lavori, quasi tutti al di sopra delle mie attuali possibilità, ma l’ultima volta in cui l’ho visitato ho finalmente  visto qualcosa che, ad occhio e croce, sarei stata  in grado di rifare.

Si tratta di questo paio di orecchini, a cerchio e ad onda. Bellissimi. Facili da fare. Rimando decisamente al video per la spiegazione; qui, al solito,  mi limito a qualche nota e consiglio.

Per prima cosa raccomando – per questo tipo di lavori –  di applicare il suggerimento che Tina dà all’inizio sulla curvatura di un lato dell’anello di metallo: con un minimo di pratica quell’ulteriore asola di sicurezza trasforma una “baracchetta” da bancarella in una valida base per orecchino.

Seconda cosa: quelli in foto non rispecchiano il tutorial fino in fondo perchè mi sono fermata prima dell’ultimo giro di rifinitura (in pratica, manca la spuma dell’onda) in quanto il risultato mi piaceva già così. Gli orecchini risultano ricchi e mossi al punto giusto, secondo i miei gusti.

Terzo: ho fatto anche altre prove e quella che più mi soddisfa è questa: il solito giro di base con le 11/0 e una sola onda con perline magatama iridescenti.  Infine ecco le due versioni a confronto e, se volete, confrontatele con l’originale.

Ho voluto chiamare questi orecchini  “Graziella” e sono in particolare  dedicati ad una persona davvero speciale che ama la vita, il suo lavoro  e…i cerchi. Eccola accontentata.
Bye. T.

Spirale Rope – Orecchini

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La semplicità e la velocità con cui si realizzano i lavori con la tecnica della spirale rope permettono di ottenere in pochi minuti un bel paio di orecchini.

Il mio consiglio questa volta è di adoperare,  sia per la “corda” che per le spirali, perline del medesimo colore, tranne una di forte contrasto. Stanno benissimo quelle trasparenti  (io le chiamo color acqua), o dorate, ma poi al solito ognuno fa quello che vuole.

Allora: si inserisce  sul filo 1  perlina 8/0 , le si fa ripassare dentro il filo per fissarla meglio, si lascia un po’ di coda di filo e quindi si inseriscono le altre tre e questa sarà la nostra “corda”; di seguito una perlina identica alle prime, un cristallo (o una perlina un po’ più grossa e di un colore che stacchi bene) e come ultima  una perlina identica alle prime.

Il primo passaggio è il solito: si rientra con l’ago nelle 4 perline iniziali.

  Chi fosse alle prime armi nel secondo giro e in tutti gli altri fino al raggiungimento della lunghezza voluta non dovrà far altro che

 inserire una perlina  che alza di una  la “corda” e la sequenza di tre (perlina – cristallo – perlina)  che andranno a formare la spirale, allontanare leggermente con il dito le ultime tre, per distinguerle,  e  rientrare poi nelle ultime 4 della” corda“. 

Una volta raggiunti i centimetri previsti io (ma ognuno adotti il metodo che preferisce) passo il filo in un anello, a cui poi attaccherò la monachella, rientro all’ indietro  nelle ultime 4 perline della “corda”, faccio il solito nodo, risalgo tra perlina e perlina verso l’anello per ripassarlo una seconda volta; ancora qualche passaggio e almeno un nodo e poi taglio.

Riprendo anche il filo iniziale  (se si vuole, si può aggiungere un’ ennesima perlina a mo’ di goccia) e lo passo tra le perline, con almeno un nodo.

Et voilà: gli  orecchini sono ora pronti da indossare. Alla prossima. T

Lo so: le foto non sono granchè, ma stiamo lavorando per migliorare…