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Rifinitura embroidery/2

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Mi scuso per aver detto che i sistemi di rifinitura  sono sostanzialmente due, ….anzi sono tre, …anzi  sono quattro e chissà quanti altri ne scoprirò.

Questo è l’ultimo – in ordine di tempo – che ho trovato. L’ho appena visto e quindi non so dare una valutazione, ma mi sembra interessante e lo applicherò nella prossima lavorazione.

Nel frattempo posto alcune cosette:

embroidery_ciondolo
embroidery_metallo

embroidery_lenteAlla prossima. T

 

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Rifinitura embroidery

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Non ho ancora foto  da mostrare, ma due grafici sì.

Ho trovato e provato un nuovo sistema per la rifinitura dell’embroidery, per intenderci quel giro finale di perline con cui si congiunge la parte superiore e il retro di una lavorazione.

Fino ad oggi credevo che i sistemi fossero sostanzialmente due: o una perlina dopo l’altra oppure la tecnica a  brick stitch. Quest’ultima, con una resa finale più accurata visivamente, presenta però l’inconveniente di mostrare il filo che unisce una perlina alla successiva e, se questo dà fastidio, occorre un ulteriore giro per creare dei picot che in parte nascondano la congiunzione.

Ebbene, ho notato che alcune perlinatrici russe, vere maestre dell’embroidery,  usano un terzo sistema: si infila una perlina al solito modo unendo i due bordi ma prima di tirare il filo, si lascia formare una piccola asola e badando che la perlina sia spostata nella parte sinistra della curva si passa l’ago (praticamente il normale sistema del fissaggio del filo con i nodi) e si tira bene. In questo modo il filo non si vede, le perline restano vicine tra loro, ma non vicinissime, creando una piacevole bordura.

I do not have photos to show, but the two graphs do.

I found and tried a new system for finishing an embroidery creation, for instance the final round of  beads with which joins the top and back of a feature.

Until now I believed that the systems were basically two: either a bead after the other or brick stitch technique. The latter, with a final yield more accurate visually, presents however the drawback of showing the thread that joins a bead to the next and, if this is bothering, it is necessary to create a further round of picot that partly hide the conjunction.

Well, I noticed that some Russian beaders use a third system: it puts a bead in the usual way by combining the two edges but before you pull the thread, lets form a small loop and making sure that the bead is moved to the left side of the curve the needle passes (basically the system of fixing the thread with knots) and it shoots well. In this way, the thread is not seen, the beads are close together, but not so close, creating a nice border.

 

rifinitura2

rifinitura1

 

Provatelo, non ve ne pentirete.

Alla prossima. T

 

Pendente “triangolo su triangolo”

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Eccolo qui, nella versione rosa; ne avevo realizzato uno anche in blu ma si è nascosto in qualche angolino e per ora è irreperibile.

pendente_peyote     pendente_chattycathy

 

Ho seguito passo passo il video-tutorial di Kelly di Offthebeadedpath realizzando al peyote  due triangoli separati e di misura diversa; il più piccolo viene poi cucito sopra quello più grande e prima della cucitura dell’ultimo lato si inserisce il rivoli.

Non ho incontrato alcuna difficoltà e anche il momento dell’assemblaggio dei due triangoli non mi ha causato problemi tant’è vero che  ho subito iniziato un altro pendente (quello che risulta disperso). Mi piacciono molto i lavori di questa simpatica signora americana,una neo-mamma che ha visto ulteriormente ridursi il tempo a disposizione per lavoro,  blog e tutorial per il suo canale.

A questo proposito mi ha davvero colpita una sua riflessione sui tempi di preparazione di una “creazione”:

per il disegno occorrono da 1 a 40 ore

stendere il modello e fare foto da 1 a 8 ore

modificare le foto da 30 minuti a 2 ore

per collegare le foto al modello e farlo diventare un pdf da vendere al pubblico da 1 a 2 ore

in più la realizzazione del video che può durare anche uno o più giorni.

Non essendo io una creativa “naturale” normalmente seguo le istruzioni di qualcun altro più bravo e capace di me e adesso che ho visto nero su bianco quanto tempo in effetti  occorre l’ammirazione si è unita alla gratitudine ed al rispetto. Chapeau!

Per finire e recuperare un po’ sulla tabella di marcia visto che sono mancata da queste pagine per qualche settimana vorrei inserire due foto riguardo alla tecnica netted che ha tanto  interessato. I riferimenti  li trovate qui  e qui.

choker          parure_netted

 

Tutto questo per dire che un bracciale leggermente più lungo può diventare un girocollo, quello che in inglese si chiama “choker”particolarmente adatto a chi possiede un collo sottile e slanciato (non la sottoscritta, infatti qui lo indossa una mia cara amica..con i giusti requisiti).

Alla prossima. T

 

 

 

 

 

 

Bracciale con inserti tubolare square stitch

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bracciale_moduli

La foto non è nitidissima, ma la momento non riesco a fare meglio. Ho tante cosette da mostrare e mi intoppo sulle immagini!!! = rabbia e frustrazione insieme.

Dunque: si tratta di un delizioso braccialetto creato seguendo questo video. In realtà sarebbe ancora più bello, ma io mi sono fermata a metà, paga dei miei modulini, e non sono andata oltre nella realizzazione delle  sfere rivestite di filo wire. (Il mio consiglio è di vedere una prima volta tutto il video e poi scegliere).

Il risultato è veramente carino e di sicuro fattibile nella sua completezza (per me in un’ altra occasione).

Quando si entra nel  canale YouTube della creativa si nota subito che tutti i tutorial sono doppi, in quanto oltre alla versione in portoghese è presente anche quella in inglese, molto più accessibile. Superata la barriere linguistica, ma non occorre una grande conoscenza,  in questo caso l’alternanza tra didascalie e filmato è ottimale: tutto è molto chiaro e direi che, volendo, si può lavorare in contemporanea…

L’unico particolare a cui fare attenzione è la chiusura. Io ho dapprima inserito un moschettone, ma il  bracciale risulta leggermente rigido di suo e quindi ho preferito una chiusura a calamita (oppure niente).

Ritorno un attimo sui modulini, perchè li trovo davvero interessanti e replicabili anche per ottenere collane o segmenti di collane, magari da completare con una catena.  Inoltre, sono molto veloci da realizzare e di sicuro effetto.

Non so se può essere utile, ma vorrei brevemente accennare al metodo che adotto per seguire i video-tutorial.

Non è che conosca molte lingue, ma ormai non mi fermo davanti a niente e una breve occhiata mi fa capire se sono in grado di interpretare oppure se è il caso di lasciar perdere. Una volta appurato che ce la posso fare, apro in contemporanea una pagina di word e – passando da una schermata all’altra – trascrivo la sequenza dei passaggi, aggiungendo di mio tutto quello che può aiutarmi a muovermi meglio, una volta che non ho più le immagini davanti, ma solo la spiegazione scritta. Divido anche visivamente – numerandoli  e spaziandoli tra loro – i  singoli passaggi.

Non dimentico mai l’intestazione con il nome dell’autore, per dare a Cesare quel che è di Cesare e una foto.  Infine, l’archiviazione sulla Nuvola . Ho attivato Onedrive che offre gratuitamente molto spazio ed è di facile  ed immediato utilizzo. In questo modo il computer di casa non viene appesantito e il materiale è sempre raggiungibile anche da altre postazioni, compreso il famigerato tablet che tante preoccupazioni mi ha dato la scorsa estate, ma non quella di recuperare e consultare il materiale accumulato.

Alla prossima. T

 

Embroidery: istruzioni per l’uso

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Partiamo da questi due lavoretti:

 

embroidery resina

embroidery animalier

 

Nella prima foto ho incastonato una resina, nella seconda un grosso bottone tipo animalier.  In tutti e due i casi ho usato la tecnica embroidery che, come si sarà capito, mi piace tantissimo e mi dà moolta soddisfazione.

Ci sono arrivata per gradi e con un po’ di titubanza perché non ho esperienza nel cucire e ricamare in senso stretto: ho guardato qualche video in rete e ho dato qualche occhiatina qua e là.

In pochissimo tempo questa lavorazione mi ha conquistato perché è molto versatile e permette di seguire il proprio estro, senza bisogno di copiare da qualcun altro e poi si possono osare accostamenti che per il 90 per cento dei casi risultano migliori di quanto  si era immaginato.

A grandi linee, i miei consigli sono i seguenti:

1) il materiale su cui incollare (e di seguito lavorare) il cabochon, la pietra, la moneta,insomma quello di cui si dispone.  Se si vuole il meglio, lo stiff stuff, ma è costoso. Io al mercato ho trovato dei quadrati di feltro pressato con cui mi trovo benissimo. Invece, il feltro morbido secondo me è adatto solo per le piccole lavorazioni, come gli anelli

2) la colla. Il mio consiglio è di sperimentare, ma non userei quella tipo Attack. Da sempre io uso la Hasulith che dà ottimi risultati per tenuta e pulizia.

3) Incastonatura sì, incastonatura no. Ormai sono abituata e faccio sempre qualche giro di peyote circolare per essere sicura che la pietra centrale non fuoriesca. Se non volete o non sapete lavorare al peyote in questo video 75Marghe75 mostra un sistema alternativo altrettanto valido oltre a fornire tutte le spiegazioni necessarie per imparare questa tecnica.

4) Tecnica vera e propria. In rete si trovano moltissimi tutorial in tutte le lingue. Io personalmente adotto ” due perline avanti, tre perline indietro”. Capirete, capirete…

5) Materiale per il retro del lavoro. Si può scegliere tra pelle, ecopelle, dainetto (finta alcantara), alcantara vera e propria…

6) Rifinitura finale. Serve per unire il retro alla lavorazione e per completare il tutto in modo armonico. Direi che i procedimenti sono sostanzialmente due: o quello a brick stitch che 75Marghe75 presenta nel suo video o quello proposto invece nella parte finale (la seconda) di questo tutorial di Cr3stina. Io mi regolo tra l’uno e l’altro a seconda dell’aspetto e della dimensione dell’oggetto su cui sto lavorando.

A riprova della mia scarsezza tecnologica e per mia futura memoria segnalo che per preparare questo post ho impiegato quasi un mese. Però ho scoperto che esiste un’ App per lavorare con WordPress grazie a Maurizio che ringrazio di cuore.

Alla prossima. T

Anelli

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Adesso, con un po’ di tristezza, ma sarà anche per il tempo….torno ai lavoretti che sto completando in questo periodo. Mi sono data anima e corpo (anzi dita) agli anelli perché mi piaccono, sono veloci da realizzare e soprattutto mi permettono di lavorare con l’embroidery che amo tantissimo. Andiamo con ordine, se solo riuscissi a inserire la foto!!! anelli embroidery Diciamo che sono tutti inseriti su basi di metallo, sono tutti incastonati con qualche giro di peyote, ma questo l’ho già scritto in un altro articolo e non mi ripeto più. Volevo invece soffermarmi sui 4 centrali: come pietra ho usato delle gocce di vetro, vendute dall’Ikea come decorazione per vasi. Ne posseggo una marea, di diversi colori e ho pensato di utilizzarne qualcuna. Anche se sono leggermente asimmetriche, trovo che si prestino bene per anelli disinvolti, non troppo grandi,  ma che fanno la loro bella figura. Il quarto invece è il risultato di un esperimento, anche se l’idea non è mia originale. L’ho chiamato  “accumulazione”: si tratta di sistemare su una base, in questo caso,  delle perle di fiume le une sulle altre per poi ricoprirle con uno strato di colla (la mitica Hasulith che  asciugandosi  diventa del tutto trasparente). Il risultato è gradevole e perfezionabile con qualche piccola aggiunta…. Mi auguro di scrivere il  prossimo post in un giorno di vera estate, perché oggi, tra nuvole, nebbia, pioggia e grandine non lo sembra proprio. Buon lavoro. T

Girocollo

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perliposta

Ho pensato di unire l’utile al dilettevole: quando qualcuno mi scrive chiedendo  piccoli aiuti o piccolissimi suggerimenti risponderò tramite post. In questo modo oltre che l’interessata penso di poter raggiungere più persone che magari hanno la stessa esigenza.

Inizio la nuova rubrica rivolgendomi a G. che cercava qualche indicazioni su come realizzare un girocollo con le perline.

Cara G., dal basso della mia esperienza e rifacendomi a quanto ho già realizzato (ed inevitabilmente ripetendomi), suggerirei queste proposte.

1) Anche se si ha poca pratica, la spirale Cellini è fattibile, soprattutto se ben spiegata (come in questo caso da Valentina OOO) . La consiglio  sempre  e sempre aggiungo che un solo spezzone  con una catenella sottile che lo attraversa tutto basta a realizzare un girocollo elegante e che tutti noteranno.

spirale Cellini

 

2) Se si ha ancora meno pratica, la spirale rope prospetta mille soluzioni. Rileggiti i miei vecchi post relativi a questa semplice tecnica, ripetitiva, ma sempre nuova come risultato finale.

spirale rope

 

Per semplificarmi la vita (ma al solito ognuno fa quello che vuole) quando finisce il filo ne approfitto per aggiungere un qualche tipo di decorazione che spezza la continuità della spirale e nasconde la giuntura….

3) Le beaded beads (Palline/sferette con perline).

beaded beads

Basta digitare in rete  e si trovano mille esempi. Spesso sono davvero molto facili da realizzare, permettono di smaltire piccoli quantitativi di avanzi e si possono alternare ad altri elementi (in questo caso un mix di anellini in seta ed in metallo) per dare vita ad un girocollo estivo e disinvolto utilizzando anche una collanina comprata già fatta. Non è possibile che nessuno le noti….

Spero di essere stata almeno utile a G. (e non solo) e comunque resto a disposizione per ogni tipo di chiarimento.

Alla prossima. T

 

Orecchini a stella

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Eccoci qua. Non sono scappata, semplicemente ho avuto – e sto avendo – qualche problema con il tablet. Pensando che fosse un passaggio liscio liscio ho rinunciato ad un abbonamento con il telefono fisso + ADSL  per passare ad un ben più moderno e portabile tablet, ma….le cose non sono andate come dovevano. Prova e riprova qualcosa è migliorato, ma  incontro ancora delle difficoltà soprattutto nel gestire le foto.

Dunque, ricomincio da dove mi ero fermata. Siccome l’ estate è alle porte (e pure gli amati/odiati mercatini) per il momento cerco di ampliare la gamma dell’offerta. In primo luogo degli orecchini.

orecchini a stella

 

Questi li ho realizzati qualche settimana  fa, in pieno caos-tablet  e mi sembra di ricordare che non presentino difficoltà, anzi… .infatti ne ho trovato altri iniziati e non finiti a causa del trasloco in montagna (pure quello!) e se rifaccio qualcosa è perchè mi è venuto bene e in fretta. Inoltre quello che propone Svetlana Mcdaniel di solito è piacevole e non difficile e realizzo sempre volentieri le sue creazioni. Poche parole (comprensibili), istruzioni scritte chiare e in men che non si dica gli orecchini sono pronti.

Alla prossima. T

 

Compleanno

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Bracciale Birthday

 

Perchè si chiami così non lo so, fatto sta che si tratta di un bel bracciale di Deborah Roberti  che dà molta, moolta soddisfaziooone! Prelevato anche questo dal sito Aroundthebeadingtable, è scaricabile in formato PDF e, come sempre, è corredato da chiarissime spiegazioni passaggio per passaggio e anche se il nostro inglese zoppica ci sono i disegni a dare un aiutino… Cosa volere di più?

Questa volta ho qualcosa da dire, un paio di piccoli appunti che spero servano a rendere un bel lavoro ancora più gratificante.

Primo consiglio: sulla stampata ho contrassegnato i passaggi che via via eseguivo, in modo da non saltarne: dopo un po’ lo schema è diventato più chiaro ed automatico, ma l’età avanza, la memoria vacilla e ho preferito non rischiare… Siccome bisogna ripetere la sequenza centrale fino alla lunghezza desiderata  ad ogni passaggio diventavo ambidestra: mentre con una mano tenevo il lavoro, con l’altra (e non sono mancina)  facevo  il mio bravo segnetto.  Però non ho sbagliato nemmeno una volta!

Secondo: a me le asoline così sottili per attaccare la chiusura non piacciono molto e se posso cerco di evitarle… Credo che ognuno abbia un proprio sistema preferito e collaudato: ecco, fate ricorso a quello. Io mi sono regolata così: nella parte centrale dell’ultima riga ho fatto una bella e larga asola con 10 perline, inserendo il moschettone e  ripassando almeno tre volte.

Nella foto si vedono due risultati diversi per la stessa lavorazione: in un caso ho usato, oltre alle 11/0,  dei cristalli sfaccettati 4×6 mm ottenendo un bracciale molto compatto ed appariscente; nell’altro ho adoperato perle  e biconi da 4 mm con un effetto  molto più rado e morbido, ma forse anche più elegante.

Buon beading!

Alla prossima.T

 

 

 

Due coppie di orecchini

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Come diceva Monti? Vedo la luce in fondo al tunnel.  A parte il fatto che quella luce (= uscita dalla crisi) l’ha vista solo lui, io invece comincio a vedere un barlume di serenità dopo un  periodo davvero brutto, per cui mi approprio della sua brutta frase per rendere l’idea della mia rinascita.

Allora, eccoci di nuovo qui. Non è che non abbia proprio fatto niente, ma nei giorni cupi ho preferito andare sul liscio e ho ripetuto con  leggere varianti dei lavoretti già presentati. Per ora di nuovo ho  queste due coppie di orecchini. diverse tra loro, ma ugualmente belle e gratificanti, una volta realizzate.

coppie di orecchini

 

Quelli rettangolari sono di Chiara Gandini, mentre quelli a a tecnica herringbone sono i Paika di Mu.  In questi ultimi rispetto all’originale l’asola per la monachella è …una semplicissima asola.

Non ho niente da aggiungere perchè le spiegazioni sono chiare ed esaurienti in entrambi i casi ed i risultati davvero soddisfacenti. Li consiglio vivamente.

Alla prossima. T