Archivio mensile:settembre 2014

10 libri

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Mi dispiace, esco un po’ dal seminato delle perline, ma non so resistere alla lista dei 10 libri che hanno un significato speciale per me. Di getto (una volta avrei detto di pancia) eccola:

 

1) La zia Giulia e lo scribacchino di Mario Vargas Llosa –  la prima volta in cui ho capito che un libro si poteva “costruire”e che ha orientato le mie scelte in seguito. Fantastico.

2) La versione di Barney di Mordecai Richler – da non confondere assolutamente con il film. Trovato in un book-crossing e me ne sono innamorata.

3) Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez – Letto quando Feltrinelli pubblicava il meglio della narrativa mondiale. Con Marquez ho scoperto gli scrittori sudamericani che continuo a ritenere ai vertici della scrittura

4) Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar – Il passato è un eterno presente.

5) Paula di Isabel Allende – Letto dopo quasi tutti i  precedenti libri dell’Allende,  ne ho capito  la genesi. Un grande dolore personale raccontato con parole tali che diventa il dolore di ciascuno. Non mi  vergogno a dire che mi ha fatto piangere.

6) Piccole donne di Louise Alcott – Siamo state tutte bambine e tutte abbiamo sognato di vivere con la famiglia March…

7) Dune di Frank Herbert – Qui andiamo sul paranormale perchè dopo averlo letto mi ha risvegliato una straordinaria ed inspiegabile acutezza nel sentire gli altri e…. E mi fermo qui se no mi prendono per pazza

8) Uccelli di rovo di Colleen McCullough. Ah, padre Ralph..

9) Il birraio di Preston di Andrea Camilleri. Potrei dire tutto Camilleri, ma Il birraio rientra in quel genere di libri “costruiti” cui ho accennato all’inizio. Decisamente la forma di scrittura che preferisco e che, secondo me, rende gli scrittori degli artisti pari ai pittori ed agli scultori

10) Torno bambina e riporto una strofetta mai dimenticata di un libretto che deve essere stato tra le mie prime letture:

Conigliuzza, scusi sa,

ma lei proprio non mi va,

dica pure a suo marito

che mi sono indispettito.

Autore? Non lo so e, quello che è più triste, mai più lo saprò.

 

Alla prossima. T

Bracciale “peyote”

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Tornata finalmente al vecchio PC, riprendo questa sorta di conversazioni silenziose con chi mi legge.

Non ho delle novità vere e proprie: diciamo che l’estate non è stata poi così fruttuosa e, ed è la cosa che mi piace di più, ho dedicato il tempo soprattutto ad imparare e un po’ meno a produrre.

Parto con un braccialetto a peyote, realizzato seguendo il video di Svetlana Mcdaniel:

bracciale_peyote       bracciale_peyote3

I colori originali erano tipo Burberry; invece io ho preferito (in realtà dovrei dire che sono stata costretta perchè questi colori avevo, ma è bello credere di poter scegliere) tinte pastello  più morbide. Fino ad ora non avevo mai usato il peyote per lavorazioni “rettangolari”, a fascione, per intenderci: ma questo mi è sembrato il giusto compromesso tra la tecnica e la portabilità.

Distaccandomi dal tutorial, ho adottato  il sistema a cui sono abituata per la chiusura.

Le spiegazioni a voce sono in russo, per cui consiglio di spegnere l’audio e di seguire solo quelle scritte in inglese e, ovviamente, le immagini. Il tutto è molto chiaro ed il risultato garantito.

 

Alla prossima. T