Archivio mensile:febbraio 2014

Orti urbani

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Questa volta parliamo di tutt’altro. Per l’esattezza di un fenomeno che – per fortuna – anche in Italia si sta diffondendo :  gli orti urbani. Da qualche tempo seguo un gruppo di persone che si occupa proprio di questo: recuperare parti di terreno o abbandonate o appartenenti a persone non più in grado di gestirle (ed è il caso di parecchi monasteri) in piena città. Ed è così possibile vedere il sabato mattina degli aspiranti ortolani che armati di vari attrezzi si recano in un posto incantato, una serie di fasce letteralmente affacciate sul mare. Da qui il nome che da solo vale un intero programma : Orto sul Porto. (Lascio il link per chi volesse approfondire nel blog appositamente creato).

ortosulporto3

Ecco due riquadri strappati alle erbacce ed ai terribili ailanti  pronti a ricevere cure e semi: le fave sono già nate!! orto sul porto Quando sono all’Orto sul Porto i polmoni mi si dilatano,  il respiro rallenta, il calore mi invade: da tanti anni non provavo una sensazione così assoluta di calma e serenità interiore. Mi dispiace solo non trovare le parole più adatte per esprimere quello che provo in questi momenti di ascolto  (c’è tanto da imparare, in pratica ci si spalanca davanti un nuovo mondo) e di  lavoro. Eppure…eppure. Ostacoli e difficoltà non mancano, non ultima quella da parte dei vertici politici cittadini che da un lato sembrano accogliere con favore iniziative del genere, ma dall’altro sono ancora più interessati a trasformare queste oasi di verde in colate di cemento….. Vedremo. Vuol dire che non saremo Forconi, ma Zappette e cercheremo di farci sentire per difendere quello che a tutti gli effetti è un  bellissimo bene comune. Alla prossima. T

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Braccialetto (ultimo) in filo elastico

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Perchè ultimo? Perchè bisogna andare oltre e anche se è sempre piacevole fare questo tipo di oggetti (che tra l’altro piacciono e si vendono!!!), occorre tassativamente tentare nuove strade.

bracciale filo elastico

E allora perchè questo post? Risposta: perchè ho trovato l’unica indicazione veramente utile, cioè quale misura di filo elastico tagliare per ottenere un braccialetto giusto.

Ecco la ricettina magica (che mi sono permessa di tradurre  in centimetri):
misurare il proprio polso – aggiungere 1,27 cm – poi aggiungere 7,62 cm

Ad esempio il mio polso è 17 cm + 1, 27 = 18,27. Ora a 18,27 si aggiungono 7,62 cm per un totale di 25,89 cm . Quindi la misura ottimale è circa 26 centimetri di filo elastico, che ovviamente andrà riempito per circa 18/19 cm (per essere esatti, la misura del polso + 1,27 cm) con i componenti prescelti, mentre il resto, suddiviso sui due lati,  servirà per stringere con i nodi.

Sempre per dovere di correttezza vi metto il link per il bracciale in questione e relative spiegazioni.

Alla prossima con anelli! T

Orecchini ad onda

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Non saprei in quale altro modo chiamarli.

orecchini ad onda

Li ho trovati qui, tra i progetti di una creatrice americana, Jill Wiseman, dalle forme generose, ma dalle mani delicatissime… Mi hanno subito colpito perchè – diciamocelo – sono diversi dal solito ed io sono costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo  (e che rientri sempre nelle mie possibilità di realizzazione). Ebbene, in questo caso le due condizioni sono state soddisfatte.

Le spiegazioni sono chiare; anzi, direi che il lavoro è ancora più semplice di quanto non sembri, soprattutto l’inserimento – con relativo secondo passaggio per il rinforzo – delle grosse perle e la formazione dell’onda. Per di più è veloce e permette infinite variazioni. Last, but not least, indossati stanno benissimo.  

Nella foto si vede il davanti e il retro degli orecchini, vale a dire la base e la decorazione con le perline 8/0.

Per oggi è tutto, ma anticipo che, tenuto conto delle numerose richieste e delle ultime tendenze, il prossimo post riguarderà un  vistoso bracciale elastico.

Alla prossima. T