Archivi tag: perline principianti

Riepilogo

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In questo periodo sono stata un po’ occupata, ma non ho smesso di lavorare.

Ho pensato di rinchiudere in un piccolo video le principali cosette uscite – sempre molto umilmente  e con ancora tanta strada davanti-  da testa e mani. Tra le foto sono rimaste prima per sbaglio e poi per scelta due di Filippo: così è possibile ammirarlo in tutta la sua bellezza…

 

Alla prossima. T

Riapro per aggiungere che quasi tutto quello che compare nel video è presente nel blog , con spiegazioni o rinvii. T

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Lunghezza di collane e bracciali (come calcolarla)

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Oggi, per festeggiare una domenica di tempo finalmente discreto dopo pioggia e neve, diamo i … numeri.

Ho trovato su diversi siti  una indicazione non da poco: la misura indicativa in centimetri per collane e bracciali. Non so se  lo fate anche voi, ma io di solito vado ad occhio; quando però si tratta di produrre qualcosa che poi verrà indossato da altri, o una piccola serie che copra più possibilità,  la questione della lunghezza diventa un poco più importante.

In generale possiamo dire che per avere una collana che arrivi 

appena sotto la gola calcolare 30-35 cm
alla base del collo calcolare 40-41 cm
sotto il collo calcolare 46 cm
sul décolleté calcolare 51-52 cm
sopra il seno calcolare 61-62 cm
pieno petto calcolare 76 cm
sotto il seno calcolare 78 cm
sopra l’ ombelico (tipo chanel) calcolare 84 cm.

Invece per i bracciali da donna

misura molto piccola: 16,5 cm
misura piccola: 17,8 cm
misura media: 19 cm
misura grande: 20,3 cm
misura molto grande: 21,6 cm

Nel caso interessassero anche misure per uomo o per bambino e non avete voglia di cercare chiedete pure e le pubblicherò.

Alla prossima. T

Bracciale con margheritine

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Dedicato alle principianti

Un lavoretto facile facile, un po’ naif  forse,  ma carino da fare e da vedere.

Occorrono perline di  3 colori diversi di misura non piccola, anzi: vengono bene le perline di conteria, quelle non identiche fra loro.

 Un primo colore (A) serve da distanziatore tra le varie margheritine
Un secondo colore (B ) costituisce la corolla
Un terzo colore (C) costituisce il centro

 Nel mio caso su un tratto di filo abbastanza lungo (calcolare 50-60 cm perchè per formare ogni fiore praticamente si ritorna indietro di un passaggio ) ho infilato la chiusura, fermando il filo con uno schiaccino e facendo rientrare la coda del filo attraverso le prime perline.

Poi ho infilato 4 perline del colore A , come prima volta, mentre  in tutte le altre ne ho usate 3.

 Ora si infilano 4 perline del colore B che formeranno  il contorno del fiore e 1  di colore C (il centro) e si rientra con l’ago  indietro nella prima B inserita:  il movimento deve avvenire sull’esterno e rivolto verso di noi.   Se si appoggia  il lavoro su un piano si vedrà che si è  formato un mezzo fiore.

Altre 3 perle B sull’ago e si infila questa volta dalla parte opposta nella perlina  B immediatamente sottostante la C. Tirando il filo la corolla si chiuderà a cerchio intorno al suo centro.

E via così: ora altre 3 perline A separatrici e poi la nuova margheritina: per il mio polso ne sono occorse 7.

Una volta  che si è quasi raggiunta la misura desiderata  si inseriscono le 4 perline A come all’inizio e poi la seconda parte della chiusura.

Siccome il lavoro in sè era molto semplice ho preferito usare una chiusura un po’ vistosa e abbinare a quello appena descritto  un secondo braccialettino formato dalle stesse perline in ordine vario infilate su un filo elastico: l’insieme è fanciullescamente piacevole.

Le possibilità di utilizzo di questa tecnica, non so se la si possa chiamare così, sono numerosissime e tutte nelle nostre mani.    

        

Alla prossima. T

Spirale DNA – rush finale

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Ci siamo. Questo è lo schema.

1) Sull’ago un bugle, una perlina chiara, una scura, un bugle, una perlina scura, una perlina  chiara. Si rientra in tutte fino ad uscire dalla coppia chiarascura. (Per comodità questa sequenza –chiarascura letta da destra verso sinistra indicherà sempre l’ ALTO del lavoro).

2) Si lascia una coda di filo per la chiusura che avverrà in un secondo tempo: volendo si può fissare con dello scotch. Questa codina iniziale sarà importante nei primi passaggi per stabilire la direzione del lavoro che evidentemente andrà nel senso opposto.

3) In questo momento il filo principale  va verso l’esterno. Ora bisogna guardare la coppia da cui si proviene: si tratta di una chiarascura. Si infila perciò sull’ago la stessa sequenza, cioè una perlina chiara e una perlina scura + il bugle e si entra con l’ago in basso nella coppia scurachiara (per comodità questa coppia di perline scurachiara letta da sinistra verso destra  indicherà sempre il bordo BASSO del lavoro). Tenere il lavoro ancora piatto, senza tirare il filo.

          

 4) Sull’ago infilare la sequenza di perline che vediamo già presente, cioè  una scura, una chiara + il bugle e si rientra in alto nella coppia chiarascura, quella più esterna; in pratica questo quarto bugle va a posizionarsi in diagonale sopra  gli altri 3.

     

5) Ruotare il lavoro su se stesso e tirare il filo.

6)  Ci si trova in ALTO. Infilare la sequenza di perline uguale a quella già presente cioè chiarascura + il bugle. Sistemarsi  il lavoro tra le dita (si dovrebbe formare una specie di coppa) e  infilare l’ago nella coppia  scurachiara più esterna  in BASSO. Si comincia a formare la doppia spirale.

7) Ora ci si trova in BASSO. si inserisce la sequenza scurachiara + il bugle  e come prima si va ad infilare nella coppia in ALTO chiarascura: il bugle va a posizionarsi in diagonale sul lavoro.

Si continua fino alla lunghezza desiderata.

Le solite osservazioni:

Le amate/odiate perline scure/chiare orlano tutta la lavorazione. La continua alternanza permette di valutare la correttezza dei passaggi.

Ovviamente si possono creare dei segmenti con bugle di dimensioni diverse, creando un’ulteriore variazione nelle spirali.

Presumo che una volta acquisita maggiore dimestichezza la famigerata alternanza chiara/scura e viceversa possa essere sostituita da  colori di perline di  propria – e libera-  scelta.

Non credo che la misura dei bugle sia importante: comunque, per la collana della foto, io ho usato bugle da 10 mm e perline 11/0, inserendo una striminzita  rimanenza  di bugle molto più lunghi come motivo centrale.

   

Giuro che una volta presa la mano il lavoro procede spedito e senza intoppi.

E della spirale DNA non ne parliamo più.

Alla prossima. T

Spirale DNA – dubbi e risposte

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Qualche giorno fa ho detto di avere scoperto di avere fatto, senza saperlo, una collana usando la tecnica della spirale a DNA.  Ebbene, adesso sono sicura di  NON  aver fatto niente del genere, ma di avere solo applicato una tecnica a spirale normale,  con l’unica differenza di aver utilizzato dei bugle insieme alle perline, ingannata in questo anche dall’utilizzo spesso confuso del termine in lavorazioni simili che compaiono in rete.

La prova provata sta nel confronto di queste due foto:

                 

Il lato positivo di tutta la faccenda consiste nell’essere riuscita a realizzare effettivamente una spirale che ruota su se stessa e devo ammettere che la diversità –  e la soddisfazione – è notevole.

E adesso arriviamo al dunque: come si fa la vera spirale DNA? Diciamo che non è assolutamente difficile, anzi, ma come in tutte le cose, bisogna partire con il  piede (nel nostro caso il passaggio di filo) giusto. In queste ore sto cercando di mettere a punto una spiegazione chiara ed efficace insieme e appena pronta la pubblicherò.

Alla prossima. T

La curiosità ti porta a:

Spirale DNA

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

A dire il vero, fino a qualche ora fa non sapevo di aver già  fatto una spirale DNA ed ero tutta contenta perchè avevo trovato uno schema che la spiegava; ieri sera ne ho iniziato un campioncino e mi ricordava qualcosa… Stamani ho ripescato un vecchio lavoro ed eccola lì, la spirale DNA, solo che io l’avevo fino a qual momento chiamata spirale e basta.

Si tratta di un lavoro semplice e ripetitivo: l’unica difficoltà secondo me sta nel primo giro, ma ho trovato una soluzione.

Dunque si infila una perlina 11/0, un bugle, 2 perline 11/0, un bugle, 2 perline 11/0, un bugle, una perlina 11/0 e si rientra a cerchio nella prima perlina inserita. Ci ritroviamo tra le mani una coppia di perline, un bugle, una coppia di perline, un bugle, una coppia di perline, un bugle, in una forma vagamente triangolare.  Si lascia un po’ di coda per avere il tempo di decidere come chiudere un lato della lavorazione.

Sull’ago un bugle, 2 perline 11/0 e si rientra nella prima perlina subito dopo il primo  bugle del giro precedente.
Sull’ago un bugle, 2 perline 11/0 e si rientra nella prima perlina subito dopo il secondo bugle del giro precedente.
Sull’ago un bugle, 2 perline 11/0 e si rientra nella prima perlina subito dopo il terzo bugle del giro precedente.

E si continua fino alla lunghezza voluta.

Dicevo il primo giro: io ho incontrato qualche difficoltà nel riconoscere la famosa prima perlina subito dopo il bugle e ancora una volta mi sono venuti in aiuto i colori.

Ci sono due possibilità: o come nella foto in alto si fa un giro con bugle e perline di un colore (qui bugle argento e perline 11/0  bianche) e il giro seguente con un altro (qui bugle rossi e perline 11/0 rosa) e allora è facile individuare il giro precedente, oppure, come nella foto sotto,  si possono usare bugle tutti dello stesso colore, ma le due 11/0 devono essere diverse tra loro e rispettare sempre il medesimo ordine di infilatura. In tal modo una volta scelto il colore della prima perlina dopo il bugle sarà sempre quella e di quel colore nel corso di tutta la lavorazione.  Ripeto, dopo il primo giro, o al massimo il secondo, non ci sono più problemi.

Buon lavoro. T

La curiosità ti porta a:

Perline – Gli schemi: finiamo il lavoro

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Poche (spero) parole per completare il discorso sulla realizzazione di uno schema.

 Una volta ottenuta la nostra bella croce, o rombo che dir si voglia, in qualche modo va finita. In questo caso ho utilizzato uno dei sistemi che di solito uso per terminare orecchini o pendenti  e cioè:

Su uno dei due capi di filo che fuoriescono dall’ultima perla (vedi articolo precedente) inserisco 4 perline, una perla uguale a quelle adoperate per la lavorazione,un anello;
rientro con l’ago nella perla e nella prima perlina subito sottostante;
inserisco altre 3 perline  e rientro in orizzontale nella perla che mi ritrovo a lato (che poi sarebbe sempre l’ultima della lavorazione precedente). In tal modo si forma un triangolo di perline: la chiusura è fatta.
Di solito con il filo stringo un primo nodo, ripasso il filo tra le perline, un altro nodo, mi allontano dal nodo e taglio;
con l’altro capo invece, rifaccio tutto il percorso della finitura per irrobustirla; prima un lato del triangolino, la perla, l’anello, l’altro lato del triangolino; poi i soliti nodi prima di tagliare. 

Alla prossima. T

Perline – Gli schemi

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Oggi vorrei occuparmi degli schemi per i lavori con le perline rivolgendomi a chi finora ne era completamente all’oscuro. Dico subito che mi spaventano un po’ e tendo a sorvolare quando mi capitano sott’occhio a meno che non capisca subito che posso interpretarli e soprattutto posso realizzare quanto promettono palline, giravolte di fili colorati, frecce, crocette…. 

Partiamo da questo  

Si vede subito che si tratta di uno schema facile, ma il risultato è veramente grazioso, anzi di più, direi regale. Si ottiene una bella croce, ben dimensionata, e con un ricco ricamo sulla parte anteriore.

In generale, su una fotocopia dello schema –  se necessario ingrandito –  traduco in parole quanto vedo e scrivo tutti i passaggi, tipo

I: Si porta una perla al centro del filo, si inserisce una nuova perla sul capo di destra, un’altra sul capo di sinistra e si incrocia in una quarta perla
II: Sul capo di sinistra si infilano 4 perle e si rientra dall’alto verso il basso nella prima
III:Con l’altro capo si  ripete la medesima sequenza e lo stesso movimento
IV: Ci si deve trovare con i due capi che escono verso il basso da due perle affiancate
V: Si incrocia in una nuova perla
VI: Si infila una perla sul capo di destra, una su quello di sinistra e si incrocia  in un’ultima (quarta) perla
VII: Risulta una bella forma, ma un po’ morbida.

Siccome la croce – chiamiamola così – è  davvero morbida o la si lascia tale e quale e allora occorre ripassarla per darle maggiore sostegno,oppure si  procede con l’ulteriore decorazione sul davanti e questo è il mio consiglio spassionato.

A questo punto, se  si è proprio principiante-principiante magari è meglio dare un’occhiatina a qualche tutorial sulla decorazione delle sferette. In giro ce ne sono tanti, ne segnalo uno in italiano, ma sarebbe utile guardarne anche altri ricordando che i gesti delle mani sono universali…

Quindi, con qualche chiarimento in più sulla tecnica, non sarà difficile leggere la seconda parte dello schema. Si parte sempre con gli stessi fili  dalla crocetta in basso a destra, si infilano su un capo una perlina, una perla; idem sull’altro capo e si incrocia in una nuova perlina (risulta una specie di mezzo fiore), si tirano i fili, si riparte con una perla e una perlina su ogni capo e si incrocia nella grossa perla della precedente lavorazione che si trova proprio davanti: tirando i fili si formerà un fiore completo.

Si procede nello stesso modo per il secondo elemento di decorazione.

Il groviglio al centro significa che sempre attraverso le grosse perle della precedente lavorazione bisogna spostarsi prima su un lato, ritornare indietro per completare l’altro braccio della croce, tornare di nuovo indietro  ed eseguire l’ultimo fiore in alto (infatti si vedono i fili incrociati in uscita).

L’abbondanza dei giri visibili nel disegno ci avrebbe dovuto mettere sull’avviso fin dalla prima occhiata sulla necessità di
a) avere a disposizione parecchio filo
b) usare delle perle con un foro che permetta più passaggi.

E con questo intervento lungo e didascalico spero di aver accontentato qualcuno: sento che ne riparleremo ancora.
Alla prossima. T

 

La curiosità ti porta a:

 

Bracciale ad intreccio

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Oggi parliamo del bracciale riprodotto qui a fianco. Nel video (!) ho mostrato la tecnica più semplice possibile per ottenere degli intrecci. I risultati sono discreti ma diciamo che si può fare di meglio con un piccolissimo passo in avanti.

Dunque si parte tagliando un filo della lunghezza necessaria ricordando che va doppiato ed è sempre meglio abbondare. 
Si infila il moschettone (o l’anello), uno schiaccino, si porta tutto al centro del filo e  si preme lo schiaccino con le pinze (ovviamente la chiusura rimane all’interno della piccola asola che si è formata).
Sui due capi uniti si infila una perlina a piacere e da questo momento si lavora con i due capi del filo separati.
Su uno dei due si inseriscono una perlina A, una perla (un cristallo, quello che si vuole purchè più grosso), una perlina A.
Sull’altro si inseriscono una perlina A, una perla B (di dimensione ancora diversa, leggermente più grande della A e più piccola della perla inserita sul capo opposto), una perlina A, una perla B, una perlina A e si incrocia in una nuova perlina A.

Ora guardate bene da dove provengono i due capi e infilate le stessa sequenza di perline già presente. L’incrocio dei fili  le porterà  a posizionarsi in modo alternato.

Per terminare, stesso lavoro dell’inizio: si passano i due capi in un’unica perlina (identica a quella già usata), schiaccino, moschettone (o anello).
L’effetto è gradevole; il lavoro velocissimo.

Note spicciole:

Ho usato i termini  A, B per indicare le varie dimensioni , ma si possono usare le misure che si preferiscono: anche perle, cristalli o perline tutte uguali, devono solo armonizzarsi tra loro. Credo che niente possa valere il proprio gusto e la voglia di sperimentare.

Direi che anche il  numero di elementi inseriti può variare.

Io ho usato cavetto anzichè filo, perchè mi sembra che il bracciale risulti più robusto…

Alla prossima. T

Orecchineide- 2

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Dedicato alle principianti che vogliono provare qualcosa di più.

Altri esempi di orecchini semplici da realizzare.

 Questi della foto sono stati ottenuti seguendo un tutorial di Offthebeadedpath.
Mi sono piaciuti perchè in pratica si realizza una sfera (in realtà leggermente schiacciata) con un solo ago, senza incroci, e in pochi giri, con un aumento e una diminuzione, si creano questi simpatici pendenti.

L’unica raccomandazione è di usare perline regolari perchè gli incastri devono essere perfetti ed evitare così antiestetiche “aperture” sulla superficie della pallina.
In inglese una realizzazione di questo tipo  si dice “puffy ” cioè gonfia e io ho pensato di tradurla con “pallotta” che rende bene sia la cicciosità che la facilità.

Questi invece, per me difficili da fotografare, sono un gioiellino: si lavora con due aghi,  in poche mosse si ottiene una prima losanga, poi una seconda che si sovrappone, si completa con un bordo ed infine si fa l’occhiello per la monachella.
Risultano piuttosto piccoli, o almeno io non ho ancora provato con materiale più dimensionato, ma deliziosi.

In questo caso ho usato sferette di pietra dura, non perfettamente regolari,  perline 11/0 color avorio e perline 8/0 color cacao, tutte regolari.

Ho preso il campione dal video di una signora americana (della Florida, mi pare) che riesce e dedicare un po’ di tempo alla sua “ossessione” (testuale) solo di notte e perciò con un gioco di parole  ha chiamato il suo canale “Beadifulnights”; è molto chiara nelle spiegazioni,si riesce a seguire  anche se non si ha molta dimestichezza con l’inglese,  le riprese sono di buona qualità e i risultati, per quanto mi riguarda, garantiti.

Alla prossima. T