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Bracciale “peyote”

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Tornata finalmente al vecchio PC, riprendo questa sorta di conversazioni silenziose con chi mi legge.

Non ho delle novità vere e proprie: diciamo che l’estate non è stata poi così fruttuosa e, ed è la cosa che mi piace di più, ho dedicato il tempo soprattutto ad imparare e un po’ meno a produrre.

Parto con un braccialetto a peyote, realizzato seguendo il video di Svetlana Mcdaniel:

bracciale_peyote       bracciale_peyote3

I colori originali erano tipo Burberry; invece io ho preferito (in realtà dovrei dire che sono stata costretta perchè questi colori avevo, ma è bello credere di poter scegliere) tinte pastello  più morbide. Fino ad ora non avevo mai usato il peyote per lavorazioni “rettangolari”, a fascione, per intenderci: ma questo mi è sembrato il giusto compromesso tra la tecnica e la portabilità.

Distaccandomi dal tutorial, ho adottato  il sistema a cui sono abituata per la chiusura.

Le spiegazioni a voce sono in russo, per cui consiglio di spegnere l’audio e di seguire solo quelle scritte in inglese e, ovviamente, le immagini. Il tutto è molto chiaro ed il risultato garantito.

 

Alla prossima. T

 

 

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Compleanno

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Bracciale Birthday

 

Perchè si chiami così non lo so, fatto sta che si tratta di un bel bracciale di Deborah Roberti  che dà molta, moolta soddisfaziooone! Prelevato anche questo dal sito Aroundthebeadingtable, è scaricabile in formato PDF e, come sempre, è corredato da chiarissime spiegazioni passaggio per passaggio e anche se il nostro inglese zoppica ci sono i disegni a dare un aiutino… Cosa volere di più?

Questa volta ho qualcosa da dire, un paio di piccoli appunti che spero servano a rendere un bel lavoro ancora più gratificante.

Primo consiglio: sulla stampata ho contrassegnato i passaggi che via via eseguivo, in modo da non saltarne: dopo un po’ lo schema è diventato più chiaro ed automatico, ma l’età avanza, la memoria vacilla e ho preferito non rischiare… Siccome bisogna ripetere la sequenza centrale fino alla lunghezza desiderata  ad ogni passaggio diventavo ambidestra: mentre con una mano tenevo il lavoro, con l’altra (e non sono mancina)  facevo  il mio bravo segnetto.  Però non ho sbagliato nemmeno una volta!

Secondo: a me le asoline così sottili per attaccare la chiusura non piacciono molto e se posso cerco di evitarle… Credo che ognuno abbia un proprio sistema preferito e collaudato: ecco, fate ricorso a quello. Io mi sono regolata così: nella parte centrale dell’ultima riga ho fatto una bella e larga asola con 10 perline, inserendo il moschettone e  ripassando almeno tre volte.

Nella foto si vedono due risultati diversi per la stessa lavorazione: in un caso ho usato, oltre alle 11/0,  dei cristalli sfaccettati 4×6 mm ottenendo un bracciale molto compatto ed appariscente; nell’altro ho adoperato perle  e biconi da 4 mm con un effetto  molto più rado e morbido, ma forse anche più elegante.

Buon beading!

Alla prossima.T

 

 

 

Braccialetto (ultimo) in filo elastico

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Perchè ultimo? Perchè bisogna andare oltre e anche se è sempre piacevole fare questo tipo di oggetti (che tra l’altro piacciono e si vendono!!!), occorre tassativamente tentare nuove strade.

bracciale filo elastico

E allora perchè questo post? Risposta: perchè ho trovato l’unica indicazione veramente utile, cioè quale misura di filo elastico tagliare per ottenere un braccialetto giusto.

Ecco la ricettina magica (che mi sono permessa di tradurre  in centimetri):
misurare il proprio polso – aggiungere 1,27 cm – poi aggiungere 7,62 cm

Ad esempio il mio polso è 17 cm + 1, 27 = 18,27. Ora a 18,27 si aggiungono 7,62 cm per un totale di 25,89 cm . Quindi la misura ottimale è circa 26 centimetri di filo elastico, che ovviamente andrà riempito per circa 18/19 cm (per essere esatti, la misura del polso + 1,27 cm) con i componenti prescelti, mentre il resto, suddiviso sui due lati,  servirà per stringere con i nodi.

Sempre per dovere di correttezza vi metto il link per il bracciale in questione e relative spiegazioni.

Alla prossima con anelli! T

Bracciale tennis

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Sembra proprio che certe idee girino per l’aria e contagino le persone.

Da tempo avevo in mente di proporre qualcosa sul braccialetto tennis (qualcuno ricorda Chris Evert, la tennista? C’è una piccola storia dietro a lei e ad un filo di brillanti che portava al polso e da qui il nome) e per la serie “quello che riesce a me riesce a tutti” avevo cercato ispirazione e suggerimenti.  Da non credere: in almeno due continenti – Europa e America – è scoppiata la febbre del bracciale tennis e sono stata sommersa da troppi schemi e tutorial. Ho davvero faticato per restringere il campo e alla fine ho scelto due possibilità.

bracciale tennisNella foto si vede quello che ho realizzato seguendo le indicazioni dell’americana Sandra Halpenny (sui toni del miele) e dell’italiana Agape Bijouxsui toni verde/nero.

Il primo braccialetto risulta più sottile, ma secondo me resta troppo visibile il filo tra le perline, il secondo invece – leggermente più alto – ha una sequenza di castoni quadrati in cui i biconi (o le perle) si inseriscono perfettamente.

bracciale tennis particolare

Tutti e due i lavori sono  spiegati chiaramente, anche se con metodi (e lingue) diversi, facili, veloci, adatti a chi è alle prime armi e vuole realizzare qualcosa di portabile e carino.

Non vorrei apparire campanilista, ma dentro di me ho già deciso quale continuerò a produrre….

Alla prossima. T

Bracciale perline

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Oggi  – brutta giornata dal punto di vista meteorologico – mi sento invece più allegra e disposta a divagare.
Prima  le cose serie.

Ecco qua un bel braccialetto, sempre prelevato da Aroundthebeadingtable.  Si chiama Little Ditties, cioè canzoncine, e in effetti quei dischetti perlinosi si succedono uno dietro l’altro come una musichetta… Lo schema è molto chiaro, la lavorazione veloce, simpatica e si possono utilizzare vari tipi di materiale: insomma è da provare!

bracciale perline ditties

Di solito scelgo uno schema in base a determinate sue caratteristiche: un particolare per me imprescindibile è che i vari moduli siano collegati uno all’altro da dei segmenti “resistenti”, non da singole perline che potrebbero rivelarsi – letteralmente – un punto debole.

Come sempre ho leggermente modificato l’inizio e la fine rispetto all’originale, ma in tal modo il braccialetto si è un po’allungato: ne terrò conto per il prossimo già in lavorazione.
Se si digita su Google yard viene fuori la misura di 0,9144 metri: qui  per il filo ne erano richieste circa 3, vale dire quasi tre metri !! In realtà è bastato meno di un metro e mezzo. Non capisco questa abbondanza….

E ora le divagazioni. Non so se l’ho mai detto, ma amo molto l’ambiente e la cultura cinese (e una vita fa ci sono pure stata, in Cina!) e di conseguenza mi ha colpito l’esecuzione  di Roar (Katy Perry, altra mia passione  del momento e non capisco perchè mi piaccia così tanto, ma mi dà energia) da parte dell’Orchestra Nazionale Cinese. La canzone è la stessa, ma la musicalità  è indubbiamente cambiata, e poi gli strumenti! Tranne la grancassa ed i fiati tutti gli altri appartengono ad una tradizione musicale diversa da quella che siamo soliti ascoltare. Bellissima!

Alla prossima. T

Bracciale in filo armonico

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Questa volta ho realizzato un bracciale in filo armonico alternando elementi vari alle beaded beads proposte da Kelly di Offthebeadedpath. Lei le chiama circle of life; questi termini mi hanno incuriosita e sono andata a scartabellare in rete per scoprire che così si intitola una famosa canzone (mea culpa, pure candidata all’ Oscar!) di Elton John  inserita nella colonna sonora del Re Leone.
Non so se musica e cartoni animati abbiano a che fare con questi deliziosi  ovetti di perline, ma ora mi sento più soddisfatta e più informata.

Ecco l’oggetto in questione:

bracciale filo armonicoUna volta realizzate parecchie  beaded beads, in colori diversi, così come suggerito nel video ne ho montate alcune su del filo armonico alternandole ad altri componenti.

beaded bead particolareNon ho molto altro da aggiungere se non che le ritengo molto utili e versatili, nel senso che è sempre bene averne qualcuna da parte, magari utilizzando delle rimanenze, per abbellire altre creazioni.  Raccomando solo alla fine  un bel po’ di passaggi di filo per rendere il tutto più consistente.

Alla prossima. T

2014: un bel braccialetto per iniziare l’anno

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Proprio così. Innanzi tutto Buon Anno e che sia un anno fruttuoso e sereno. Poi, come primo lavoretto dell’anno proporrei un braccialettino simpatico e veloce da realizzare. Dalla grande tavola di Aroundthebeadeingtable ho prelevato lo schema che permette di ottenere questo

braccialetto perline

Ho poco da commentare perchè la spiegazione è molto chiara (la si può anche scaricare in formato PDF). L’unica osservazione riguarda – al solito – la chiusura. Ho preferito applicare 2 salvafilo ad ogni estremità per poi agganciarli ad un anello. Questa foto forse è più eloquente di tante parole:

braccialetto perline particolare

Siccome le 3 yards di filo (corrispondenti a circa m. 2,70) erano più che abbondanti mi sono permessa di andare avanti ed indietro per tutta la lunghezza più volte e ogni volta aggiungevo un wire-guardian con relativi schiaccino e coprischiaccino. Il risultato mi soddisfa molto di più sembrandomi il tutto resistente al punto giusto ed anche i vari passaggi sono serviti al rinforzo generale.

Dimentico sempre di dire che chi non riuscisse proprio a districarsi con  l’inglese può contattarmi e per e-mail invierò la trascrizione che ho usato per me.

Alla prossima. T

Bracciale con piccoli fiori (tecnica Potawatomi)

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Le margheritine di cui avevo parlato in un vecchio post direi che piacciono sempre e oggi vorrei proporre qualcosa di leggermente diverso a chi ama questo genere, un po’ ingenuo e un po’ etnico.

Si tratta della tecnica Potawatomi utilizzata appunto da un popolo di  nativi americani che le hanno lasciato il nome. Al momento ho trovato su di loro scarne notizie , almeno in italiano ed in Wikipedia, se non che sono affini ai Cheyenne, ai Piedi Neri e ai Cree e che attualmente sono circa 28.000, di cui solo 13 – tredici! – anziani parlano ancora la lingua originale mentre per il resto sono stati quasi del tutto assimilati dalla cultura statunitense.

Ebbene, qualcosa delle loro tradizioni sopravvive e travalica storia e paesi  in una tecnica che utilizza le perline per confezionare sottili bracciali o collane molto gradevoli per la loro semplicità e freschezza.

potawatomi tecnica

Questi sono due esempi. Ho voluto provare materiali di dimensione diversa per vedere la resa: in alto ho usato perline di conteria almeno 6/0 e come capolino (credo che si chiami così il centrale di un fiore) una perlina da 3 mm. Nel secondo tutte perline di conteria 11/0 e, pur essendo estremamente sottile, è quello che preferisco e mi ricorda tanto  i braccialetti dell’amicizia che ora sono di moda.

Passiamo alla tecnica vera e propria: in rete qualcosa si trova, non in italiano; siccome ogni tanto mi piace ricorrere al vecchio Paint per disegnare quelli che secondo me sono i passaggi,  se può essere utile…

Occorrono perline di almeno tre colori: uno per i petali, uno per il capolino e uno per le foglie. Solo il primo elemento è diverso, dal secondo in avanti il procedimento è sempre uguale ed i passaggi si ripetono

Per il fiore di partenza:
1) infilare 4 perline-petalo e una perlina-capolino
2) rientrare indietro  nella prima perlina-petalo infilata in direzione della coda, tirare e chiudere a cerchio
3) infilare sull’ago altre due perline-petalo e passare nell’ultima perlina infilata nel primo passaggio (in pratica l’ultima prima del capolino)
4) tirare il filo ed il primo fiorellino è fatto.

potawatomi_passaggio1potawatomi_passaggio2potawatomi_passaggio3potawatomi_passaggio4

Secondo fiore: vista la facilità non mi sembra il caso di utilizzare altri schemi, comunque, eventualmente, basta chiedere.

Il filo deve uscire verso l’alto.
1) Inserire sull’ago una perlina-foglia, una petalo e una foglia: si rientra verso il basso  nella perlina-petalo immediatamente sottostante
2) Inserire sull’ago una perlina-foglia, una petalo e si rientra verso l’alto nell’unica perlina-petalo presente (quella del giro precedente)
3) Inserire sull’ago due perline-petalo, una perlina-capolino e si rientra verso il basso nella perlina-petalo immediatamente sottostante (seconda di due)
4) Inserire sull’ago due perline-petalo e si rientra verso l’alto nella perlina-petalo immediatamente sopra il capolino.

Tutto qui. Si ripete fino alla lunghezza desiderata. Ovviamente, si può giocare su varie combinazioni di colori.

Ancora due parole sull’inizio e la fine della lavorazione. O all’inizio si lascia una lunga coda di filo per inserire in un secondo tempo la chiusura secondo il procedimento che si preferisce, oppure fin da subito si prepara un’asolina (nel mio caso con 8 perline, passando più volte il filo per fortificarla, e riunendo i due capi di filo in uno unico), si eseguono tutti i passaggi e al termine si posiziona un’altra asolina. Si aggiungono gli anellini e le parti della chiusura.

Alla prossima. T

Bracciale su base netted

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Insomma si tratta di questi:

bracciale_su_base_netted

Ne ho parlato qualche mese fa, ma nel frattempo ho provato a rifarne due osando qualcosa di più, come il diagonale.

Devo dire subito che la mia esitazione era del tutto ingiustificata: niente di più facile – utilizzando questa tecnica di lavorazione – . Basta partire con una prima fila (in verticale)  in cui si alternano i colori e poi nelle successive guardare come si sviluppano ed inserire la  perlina (o il bicono) adeguati. Nel braccialetto a sinistra ho utilizzato perline bianche e biconi neri da 3 mm (sempre preceduti e seguiti da una 15/0), nell’altro solo biconi rosa (sempre preceduti…ecc).

Invece, la base a tecnica netted è stata realizzata tutta con delle perline 11/0 non esattamente regolari e di un colore chiarissimo  leggermente cangiante, tra il rosa ed il bianco il che ha reso questo bracciale, secondo me,  addirittura double-face perchè il retro è ugualmente grazioso come il davanti, solo meno vistoso.

Alla prossima, spero con delle novità perchè finalmente mi arriva del materiale “nuovo”. T

Bracciale a più fili

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Da sempre amo le variazioni e quindi guardo con un certo interesse le nuove tendenze di realizzare braccialetti a più fili, uno diverso dall’altro . Questo ne è un piccolo esempio:

bracciale_multifilo

 

braccialetto_multifili

 

 

Pur rimanendo sulle sfumature del verde, ho agganciato su una chiusura metallica magnetizzata 5 fili di 16,5 cm l’uno  di perline, perle, chips di dimensione diversa. All’inizio e alla fine di ogni filo ho inserito schiaccino e  salvafilo (wire-guardian) che poi ho collegato alla chiusura con un anellino.

Il risultato è un oggetto disinvolto e molto portabile: insomma un evergreen in tutti i sensi.

Siccome ne ho approfittato per eliminare materiale rimasto in piccole quantità, in un caso addirittura non era sufficiente e allora ho aggiunto un inserto di cristalli trasparenti molto luminosi.  Se si deve variare….

Alla prossima. T