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Orecchini a brick stitch

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Questi:

orecchini_brickstitch

Sono partita dal fatto che le basi per orecchini che si possono facilmente trovare in commercio spesso sono poco resistenti, per cui preferisco lavorare con anelli senza aperture. Ho seguito questo schema, molto dettagliato, utile sia per fare un pendente che un paio di orecchini.

Una volta compreso il procedimento, siccome è ripetitivo, si può procedere come si vuole: ad esempio, mi sono fermata dopo tre giri di perline 8/0 e ho concluso con un giro di 15/0 , ovviamente piccolissime, ma luminose. Il risultato mi soddisfa e spero piaccia anche a chi è in cerca di  una qualche ispirazione.

In questi giorni preferisco tenere occupata la mente (e le mani) per cui ho rovistato tra la vecchia produzione e ho iniziato a disfare tutto quello che non mi piaceva più. Così facendo, sono tornata ai vecchi amori, come la spirale rope, e ho fatto un paio di nuove collane: ho rivisto anche il concetto di simmetria e ho preferito puntare sull’alternanza di materiali e misure.

collana spirale rope

 

Alla prossima. T

 

Orecchini ad onda

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Non saprei in quale altro modo chiamarli.

orecchini ad onda

Li ho trovati qui, tra i progetti di una creatrice americana, Jill Wiseman, dalle forme generose, ma dalle mani delicatissime… Mi hanno subito colpito perchè – diciamocelo – sono diversi dal solito ed io sono costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo  (e che rientri sempre nelle mie possibilità di realizzazione). Ebbene, in questo caso le due condizioni sono state soddisfatte.

Le spiegazioni sono chiare; anzi, direi che il lavoro è ancora più semplice di quanto non sembri, soprattutto l’inserimento – con relativo secondo passaggio per il rinforzo – delle grosse perle e la formazione dell’onda. Per di più è veloce e permette infinite variazioni. Last, but not least, indossati stanno benissimo.  

Nella foto si vede il davanti e il retro degli orecchini, vale a dire la base e la decorazione con le perline 8/0.

Per oggi è tutto, ma anticipo che, tenuto conto delle numerose richieste e delle ultime tendenze, il prossimo post riguarderà un  vistoso bracciale elastico.

Alla prossima. T

 

Orecchini Art Deco

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Suppongo che il termine Art Deco abbia a che fare con una certa aria da primo Novecento..

orecchini vittoriani

A me sembra di aver già trovato un tipo di lavorazione simile; in ogni caso,  ho visto questi orecchini, mi hanno convinto, li ho realizzati e…mi piacciono molto. Approvati! Anzi OK, perchè con questa sigla sul foglietto di appunti catalogo tutto quello che mi riesce e che mi dà una qualche soddisfazione.

Ho due o tre cosette da aggiungere. In ordine sparso:

1) Ho usato – come da istruzioni –   biconi swarovski da 6 mm e perline da 4 mm: avrei preferito utilizzare  delle perle un po’ più grosse e di un altro colore e ci ho pure provato, ma la struttura restava decisamente molle….

2) Non mi piaceva appieno il pendente, troppo “art deco” per i miei gusti e così ho aggiunto una goccia direi a trapezio: nella foto ho accostato anche altre possibilità, come una goccia classica o una sempre a trapezio, ma nera per contrasto. Ecco spiegato perchè l’orecchino è per ora figlio unico: devo decidere la versione finale per una coppia  e non è detto che non cerchi altre soluzioni.

3) Il filo. L’autrice consiglia il Fireline. Ho voluto provare con quello di nylon  (il cosiddetto da pesca) da 0.20 e sono tornata di corsa al Fireline. Bisogna passare più volte tra le perle e i biconi e quindi occorre qualcosa di sottile e resistente.

4) In ogni modo trovo che per chi è alle prime armi sia interessante la visione del video  soprattutto per le soluzioni del pendente e dell’asolina superiore a cui attaccare la monachella, replicabili in altre occasioni.

5) Questo orecchino è ben proporzionato: la parte lavorata – veramente facile da realizzare –  è più piccola di quanto non sembri, ma con il pendente raggiunge i 5 cm di lunghezza, monachella esclusa.

MI sembra di aver scritto tutto quello che mi si agitava in mente. Buon lavoro a tutti.

Alla prossima. T

Orecchini ad intreccio

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orecchini intreccio

Li consiglio vivamente a chi, pur essendo principiante, vuole iniziare ad allargare le proprie possibilità.

Lo schema è semplice e di sicuro già visto, ma la lavorazione è leggermente diversa, in quanto non si usa il classico filo, ma quello metallico; nel mio caso ho utilizzato del filo di rame argentato,  più sottile (credo)  del consigliato Artistic Wire 24 gauge.

L’unica difficoltà consiste nel rientrare appunto con il filo metallico nella prima delle 4 perline 11/0  in modo da formare una specie di fiorellino (nella foto bianco): bisogna prenderci la mano, insomma…Al terzo tentativo è andata!

orecchini intreccio

Per il resto, il tutto procede molto rapidamente e in men che non si dica sono terminati ed indossabili. Io non me la sono sentita di appendere una ulteriore goccia finale perchè – monachella compresa – raggiungono i 7 centimetri e mi sembrava già una bella lunghezza.

Chi ha trovato interessante questo tipo di lavorazione può cominciare ad approfondire il discorso su cosa significhi gauge, che purtroppo si trova spesso nei siti americani, QUI .

Avevo dimenticato i saluti. Rimedio subito.

Alla prossima. T

Orecchini facili a onda

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Tra le migliaia di siti sul perlinaggio nel grande mare del web  da qualche tempo ci si imbatte in  una simpatica signora genovese che  in maniera molto disinvolta commenta, presenta, insegna. Il suo canale,  Thesissietina (efficace condensato dei nomi di una amata cagnetta e della sua vivace padrona) presenta molti bei lavori, quasi tutti al di sopra delle mie attuali possibilità, ma l’ultima volta in cui l’ho visitato ho finalmente  visto qualcosa che, ad occhio e croce, sarei stata  in grado di rifare.

Si tratta di questo paio di orecchini, a cerchio e ad onda. Bellissimi. Facili da fare. Rimando decisamente al video per la spiegazione; qui, al solito,  mi limito a qualche nota e consiglio.

Per prima cosa raccomando – per questo tipo di lavori –  di applicare il suggerimento che Tina dà all’inizio sulla curvatura di un lato dell’anello di metallo: con un minimo di pratica quell’ulteriore asola di sicurezza trasforma una “baracchetta” da bancarella in una valida base per orecchino.

Seconda cosa: quelli in foto non rispecchiano il tutorial fino in fondo perchè mi sono fermata prima dell’ultimo giro di rifinitura (in pratica, manca la spuma dell’onda) in quanto il risultato mi piaceva già così. Gli orecchini risultano ricchi e mossi al punto giusto, secondo i miei gusti.

Terzo: ho fatto anche altre prove e quella che più mi soddisfa è questa: il solito giro di base con le 11/0 e una sola onda con perline magatama iridescenti.  Infine ecco le due versioni a confronto e, se volete, confrontatele con l’originale.

Ho voluto chiamare questi orecchini  “Graziella” e sono in particolare  dedicati ad una persona davvero speciale che ama la vita, il suo lavoro  e…i cerchi. Eccola accontentata.
Bye. T.

Orecchineide – 1

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Dedicato alle principianti che vogliono provare qualcosa di più.

Ovvero, mi è venuta la mania degli orecchini.
Una delle amiche a cui giro un po’ di materiale mi ha fatto notare che quelli più richiesti sono gli orecchini. Fino a questo momento li avevo abbastanza snobbati preferendo migliorare le tecniche di collane e bracciali. Ma credo proprio che sia venuto il momento di pensare ad abbellire le orecchie …

Dei primi ho già dato spiegazione qui ; per  i secondi invece (seguendo un tutorial di Beadifulnights) posso dare qualche consiglio: innanzi tutto sono facili e veloci da realizzare, una volta terminati risultano leggerissimi, una piuma, ma abbastanza grandi  come vuole la moda adesso. Se qualcuno fosse interessato alla spiegazione in italiano chieda pure.

Un altro aspetto a loro favore, almeno per me, è stato che avevo etti su etti di perline comprate all’inizio dell’avventura, di vetro e un po’ taglienti (per cui è stato impossibile usarle in collane e bracciali, anche se c’ho provato) e che ho scoperto chiamarsi in inglese “hex cut“, cioè dal taglio esagonale ed in effetti, guardandole bene, sono sfaccettate. Qui il loro utilizzo è perfetto e penso che studierò varie combinazioni di colori per ridurre la scorta.

Alla prossima puntata. T

Un saluto a Patrizia P.