Archivi categoria: Via Tetto Dolce

Le paste di meliga

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Sono lì, appena sfornati, frutto di molteplici consigli raccolti a destra e a manca. Sembrano i biscotti  più facili del mondo, nella loro tranquilla rotondità, e lo sono, ma bisogna stare attenti negli ingredienti e nelle dosi. Esistono poi numerose piccole varianti. Questa è la nostra.

Dunque occorrono 300 grammi di farina per dolci, 300 grammi di farina fumetto (lo so che non si trova facilmente , ma è indispensabile; in ogni caso  date un’occhiata qui) 125 grammi di margarina e 125 grammi di burro (quindi metà e metà, anche se esistono diverse scuole di pensiero a favore dell’utilizzo della sola margarina), 200 grammi di zucchero, una bustina di leivito, una fialetta aroma di limone, 5 uova.

Si mescolano le farine, con il burro e la margarina a pezzetti, si aggiungono  lo zucchero ed il lievito.  A parte si sbattono le uova con la fialetta al limone e  si uniscono al precedente composto. Risulta una pasta sabbiata che va lasciata riposare in frigo per mezz’ora coperta da un foglio di pellicola trasparente.

Si travasa il tutto in un sac à poche e si preme con movimento circolare su una teglia rivestita di carta forno . In forno a 180° per 20 minuti, ma bisogna sorvegliare. Con le dosi sopra indicate si ottengono 4 teglie grandi di paste.

Provare per credere. Alla prossima . T

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Limoncino

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Oggi fa troppo caldo e non ho voglia di lavorare con le perline. Meglio rinfrescarsi con una ricetta da bere.

Eccola. Anche in questo caso non ricordo chi me l’abbia passata…

Occorrono un chilo di limoni (o aranci o mandarini o misto di agrumi), un litro (ahinoi)  di alcool da liquore,  un litro d’acqua e 700 grammi di zucchero.

Pelare i limoni (o gli aranci) facendo attenzione a non lasciare la parte bianca (albedo??). Mettere le bucce  in infusione nell’alcool per 2o giorni, scuotendo giornalmente il contenitore: passato questo tempo l’alcool avrà preso colore. Togliere le bucce colando il liquido.

Far bollire l’acqua, sciogliervi dentro lo zucchero mescolando con un cucchiaio e senza far bollire. Lasciare raffreddare. Unire l’alcool aromatizzato ed imbottigliare.

Per le ETICHETTE sui vasetti o sulle bottiglie consiglio caldamente di guardare qui.

Buona digestione! T

Cedro candito

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L’ho fatto poche volte perchè non è facile reperire la materia prima, il cedro, almeno per me. Ma viene una squisitezza, da leccarsi le dita.

 Non ricordo da chi ho avuto la ricetta….o meglio non conosco l’esatta provenienza.

Aprire in due parti il cedro nel senso della lunghezza ed eliminare le parti succose
Forare in più punti la scorza con uno stuzzicadenti o un grosso ago da lana
Mettere in acqua fredda e far bollire per 15 minuti  e fare raffreddare
Mettere il cedro a bagno per 3 giorni in acqua fredda cambiandola spesso e continuare a bucherellare
Preparare uno sciroppo con un litro d’acqua e 750 gr di zucchero
Aggiungere il cedro, mettere il tutto sul fuoco e  far sobbollire per 15 minuti
Far raffreddare fuori dal fuoco
Ripetere l’operazione 3 volte al  giorno per 3 giorni
Preparare un  nuovo sciroppo con un litro d’acqua e 1250 grammi di zucchero
Ripetere le stesse operazioni come sopra fino a quando  lo sciroppo da freddo non forma in superficie uno strato di glassa.

 

Per le ETICHETTE sui vasetti o sulle bottiglie consiglio caldamente di guardare qui.

Alla prossima. T

Sciroppo di rose

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Ricordo un negozietto della vecchia Genova, quella che cantava De Andrè  e che proprio non c’è più. Si entrava e si porgeva una bottiglietta di vetro che veniva restituita riempita con un liquido scuro, leggermente ambrato. Oggi leggi e  principi di igiene vieterebbero uno scambio così diretto, ma allora… tutto era semplice. 

Dicevo, lo sciroppo di rose, che bontà. Tanti anni dopo una fortunata coincidenza: qui in montagna c’è una tale abbondanza di rose profumate a cui non avevo mai fatto caso e la mia amica Bianca, tra una chiacchera telefonica e l’altra, mi ha rivelato la sua ricetta personale. La condivido volentieri in ricordo dei bei tempi passati.

Occorrono un bel po’ di petali di rose (non è che tutte la varietà vengano bene; da profani scegliere quelle rosse, decisamente profumate, oltre che senza pesticidi) . Purtroppo non li ho pesati ma ho riempito una ciotolona di 31 centimetri di diametro (a memoria, direi una ventina di rose almeno). Ho ripassato petalo dopo petalo per togliere qualche formica che si era intrufolata: un lavoro lungo, ma si può chiamare lavoro l’immergere le dita tra strati di petali di rose e sentirsi un po’ American Beauty??

Sopra un litro di acqua bollente e si lascia riposare per 24 ore. Non si copre, se non quando ormai il tutto si è raffreddato. Passato il tempo di infusione, usando un canovaccio si strizza con tutta la forza delle nostre braccia fino all’ultima stilla. Dovrebbe venire di nuovo circa un litro di liquido. Bianca non ha dubbi:  anche con qualche millilitro in meno ci vogliono due chili di zucchero; io, pensando alla mia linea già gravemente compromessa,  mi sono tenuta stretta, sul chilo e mezzo. Con lo zucchero e il liquido di  spremitura si prepara uno sciroppo che si mette sul fuoco: da quando bolle si calcolano 20-25 minuti. Non avendo niente di meglio a disposizione ho invasato a caldo  in vasetti Bormioli: poco dopo i tappi sono andati in pressione e  perciò mi sento abbastanza tranquilla sulla  conservazione.

Per le ETICHETTE sui vasetti o sulle bottiglie consiglio caldamente di guardare qui.

Alla prossima.  T

La curiosità ti porta a:

 

Mandorlina

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Ho visto che a parecchi piacciono le ricette di dolci e allora ne publico un’altra particolarmente semplice e gustosa.

Allora occorrono:

125 grammi di cioccolato fondente, 250 grammi di zucchero a velo, 30 grammi di farina, 120 grammi di mandorle tostate, 4 chiare d’uovo.

Si polverizzano le mandorle nel mixer. Si grattugia il cioccolato e lo si mette in una terrina insieme alla farina, allo zucchero e alla polvere di  mandorle. Si sbattono le chiare a neve e le si aggiungono al composto. Si versa l’impasto in una tortiera foderata di carta forno e si cuoce per 35 minuti  (il forno dovrebbe già essere caldo).

Buon pro.

Torta di mele

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Collaudatissima. Consigliatissima.

Occorrono 1 chilo di mele, 150 gr di zucchero, 150 gr di farina, 2 uova, un cucchiaino raso di lievito; tenere a disposizione, se dovessero servire. pangrattato, latte e un limone.

Si sbucciano le mele e si tagliano a fettine e se non c’è nessuno che vi aiuta e quindi le mele devono aspettare che il resto sia pronto, è meglio ricoprirle con il succo del limone.
Si uniscono 100 gr di zucchero a 100 gr di burro fuso, poi le uova intere e poco per volta la farina setacciata con il lievito. Se il composto risultasse troppo asciutto aggiungere un po’ di latte fino ad ottenere una giusta morbidezza. Si versa in una teglia ricoperta da carta forno (ma va bene anche il più tradizionale fondo imburrato e ricoperto di pangrattato) e sopra le mele a che formeranno una sorta di cupola. Sopra ancora il resto del burro e dello zucchero (se non siete a dieta e vi sembra poco, abbondate pure con qualche altra aggiunta).

In forno già caldo, a 180°, per circa mezz’ora: è pronta quando sulle mele si formerà una crosticina dorata.Durante la cottura le mele sprofondano nella pasta, per cui il risultato finale sarà piuttosto morbido.

Nespolino

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Aggiungo di corsa la ricetta  per fare un liquore casalingo. Mia mamma aveva uno straordinario pollice verde: lasciava cadere un nocciolo o  l’avanzo del piatto in cui si era condita l’ insalata  in un vaso qualunque e di lì a poco nasceva una piantina   E così sui nostri terrazzini affacciati sulle ardesie dei  tetti della vecchia Genova svettavano alberi di nespole, piante di pomodori …nati per caso.

Occorrono 120 noccioli di nespole che vanno progressivamente raccolti e fatti seccare al sole per parecchi giorni finchè non perdono la pellicola scura  con una semplice pressione delle dita e all’interno risultano tostati. Si mettono poi in infusione in un vaso con mezzo litro di alcool,  3/4 di  litro d’acqua e 750 grammi di zucchero per almeno un mesetto. Ogni due/tre giorni ricordarsi di agitare, capovolgendo il contenitore.

Ho provato anche la variante con i noccioli di pesca; accettabile, ma il nespolino è migliore.

Per le ETICHETTE sui vasetti o sulle bottiglie consiglio caldamente di guardare qui.

La curiosità ti porta a:

Fragole Tappa

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Altra ricettina, o meglio conserva, non proprio di stagione, ma preferisco inserirla adesso che ho il computer sotto le dita e mi ha preso il sacro fuoco piuttosto che tra qualche mese.

Occorrono 1 chilo di fragole e 700 grammi di zucchero. Si fa sciogliere lo zucchero con mezzo bicchiere d’acqua. Si porta a bollore e si uniscono le fragole lasciandole per 5 minuti. Si tolgono le fragole e si fa addensare il liquido, poi si rimettono le fragole per altri 5 minuti. Si invasa e si chiude subito, con il composto caldo. Sterilizzare per 5 minuti e via in dispensa.

Per le ETICHETTE sui vasetti o sulle bottiglie consiglio caldamente di guardare qui.

 

Kugluf

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Torno di nuovo indietro di tanti anni: una  conoscente, vera signora di Albaro, mi aveva consigliato questa ricetta che da allora è entrata nei miei menù. Buona, facile, sicura…anche se ignoro il significato del nome.

Occorrono 250 gr di farina, altrettanti (250 gr) di zucchero, la metà (125 gr) di burro, 4 uova (solo i tuorli; i bianchi vanno sbattuti a neve dopo essere stati al freddo), mezza tazza di latte, un pizzico di sale, una bustina di zucchero vanigliato e la solita bustina di lievito (sciolto nel latte). 

Si  monta il burro con lo zucchero, si aggiunge lo zucchero vanigliato. Si uniscono i rossi d’uovo, la farina, il sale, il lievito sciolto nel latte e i bianchi montati a neve.

In forno a 180°  per 30 minuti.

Torta gelato Marta

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Con questa ricetta torno indietro di tantissimi anni: durante una riunione (un po’ noiosa, evidentemente) una collega faceva passare un foglietto con su scritto:

Occorrente: 400 gr savoiardi, 8 uova, mezzo litro panna, 250 gr zucchero a velo, 250 gr cioccolato fondente, liquore a piacere (ad esempio, marsala)

Sbattere i tuorli con lo zucchero a velo. Aggiungere la panna, un po’ di liquore e continuare a mescolare. Inzuppare i savoiardi e foderare uno stampo coprendo con cura tutti gli interstizi. Versare la crema dopo averne tolto una tazza. Mettere nel freezer e far raffreddare per bene.

Montare gli albumi a neve. Aggiungere la tazza di crema e la cioccolata ben sciolta e amalgamare il tutto. Versare sulla base con la crema bianca (ormai gelata) e rimettere tutto nel freezer.