Archivio mensile:gennaio 2013

Torrone – leggere l’etichetta

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torroneMi è capitato tra le mani un vecchio numero di “Sapori d’Italia”: era la prima volta che la leggevo e poco fa ho visto che esiste anche l’edizione on-line.

Come forse tutti,  credo che quello che io non conosco sia automaticamente interessante; quindi perdonatemi se dedico qualche riga a qualcosa a cui non avevo mai pensato: in questo caso il Torrone. Lo so, le feste sono passate, ma nei negozi si trova ancora qualche offerta 2×1 e magari verso Natale riproporrò questo stesso argomento. E poi l’informazione alimentare non è mai sprecata.

Dicevo, il torrone o meglio la sua etichetta. Noi italiani siamo un po’ superficiali con le etichette, invece dovremmo leggerle con molta attenzione ed imparare a selezionare i prodotti sulla base di quanto dicono ( io non dicono).

Questo deve essere, ed in questo ordine, l’elenco degli ingredienti di un torrone di qualità (per chi non lo sapesse la posizione è rapportata alla quantità, quindi il primo ingrediente è quello presente in maggiore quantità e via a decrescere) :

occhiochesimuovefrutta secca – mandorle soprattutto, ma anche nocciole e/o pistacchi –

miele – deve assolutamente essere elencato prima dello zucchero –

zucchero – eventualmente –

albume

Possono poi esserci altri ingredienti pe profumi e sapori diversi:

vaniglia – no vanillina e neppure “aroma di vaniglia” o “aroma di…” qualsiasi altra cosa;

cacao, cioccolato

“aromi naturali” –  unica voce accettata –

Alla prossima. T

Ciondolo a peyote

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ciondolo a peyote

  Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Partiamo da qui. Prima di tutto la fonte: 75marghe75 che  seguo da qualche tempo. La sua tecnica di spiegazione è un po’ diversa dal solito: durante il tutorial non lavora in diretta, ma spiega i singoli  passaggi, devo dire con grande chiarezza.

Nel caso del ciondolo in questione vorrei aggiungere alcune cosette:

 1) ricordarsi che si sta lavorando al peyote e quindi a fine giro bisogna sempre passare l’ago nella prima  perlina  inserita all’inizio e se all’inizio si è inserita una coppia di perline bisogna passare nella coppia;

2) io ho avuto qualche difficoltà a riconoscere questo benedetto fine giro e alla fine ho trovato una qualche soluzione  marchiando (orrore orrore!) con un pennarello la prima perlina  (o la coppia) che inserivo. In questo modo il problema che mi aveva non poco rallentato è sparito ( e a ogni giro un colpo di cotone e acetone faceva sparire il puntino nero);

3) l’ultimo intoppo è stato nuovamente il tipo di filo. Di solito per la tessitura vera e propria con  il miyuki mi trovo bene, ma qui – forse per il continuo fare e disfare – tendeva a sfilacciarsi mentre  il lavoro tendeva a diventare conico;  sono tornata al solito filo trasparente da 0,20 e  il ciondolo è rimasto miracolosamente piatto anche se ho evitato il giro finale di contorno perchè, al solito, preferisco una finitura meno appariscente e poi la forma del fiore è bella chiara.

Il risultato definitivo, collana +ciondolo, è ad un passo: sto chiudendo il segmento di tubolare e poi aggungerò delle catene.

Spero tanto che il tutto sia adeguato a quanto avevo in testa, perchè avrei intenzione di farne una serie.

Alla prossima. T

ciondolo_peyote2

Peyote tubolare con ciondolo/2

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La prossima puntata è questa e per fortuna è anche veloce.

Il secondo intoppo che mi ha rallentato è stato il filo. Sono partita con quello che di solito adopero, da pesca trasparente per intenderci, da 0,20 mm e al termine di un bel pezzetto di lavoro mi è sembrato che il tutto fosse troppo rigido.

Ridisfo quanto fino a quel momento prodotto e uso il filo da tessitura Miyuki del numero 3: dopo un po’ noto che il segmento ottenuto  è decisamente più morbido del primo, forse troppo, e poi si vedono i passaggi del filo tra le perline, Mano troppo moscia?

Ridisfo e torno al filo trasparente; questa volta sembra della giusta consistenza: in fondo voglio che si pieghi solo un pochino perchè ho intenzione di raggiungere la lunghezza da collana con una catena.

Alla prossima, per il ciondolo… T

Peyote Tubolare con ciondolo

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La storia è talmente lunga che non so da che parte cominciare. Mi vergogno anche un po’ a dire che una volta tanto che avevo ben chiaro in testa che cosa volevo ottenere ci ho messo quasi un mese – beh, contiamoci dentro anche Natale, Capodanno, la Befana e qualche visita medica – .

Sarò il più possibile  breve. Da tempo volevo creare una collanina veloce e non impegnativa per accompagnare eventuali ciondoli. Sono arrivata a identificare la collanina dei miei desideri con una fatta al peyote tubolare (che ovviamente  non è il circolare). Alla fine ho messo insieme le nozioni fondamentali per questa tecnica – semplicissima – che riassumo ora per chi volesse riprodurla.

tubolare_peyote1

Sull’ago 8 perline 11/0 di due diversi colori alternati. Si ripassa in tutte stringendo a cerchio e fissando con due nodi. Di solito lascio una coda di filo piuttosto lunga per poterlo riprendere a fine lavoro e chiudere nel modo desiderato.

 Si può uscire da una qualsiasi delle perline, in questo caso da una rossa.

tubolare_peyote2

 Si esce, come dicevo, da una perlina rossa. Sull’ago una perlina nera e si passa nella rossa successiva in modo che la nera si posizioni esattamente sopra la sottostante del suo stesso colore, nel classico sistema peyote. Si ripete per altre 3 volte e a quarto passaggio si infila l’ago nella rossa di diritto e nella nera sporgente successiva (la prima che abbiamo inserito in questo giro) per iniziare il secondo giro.

tubolare_peyote3 Adesso tocca alle perline rosse. Quello che si deve fare è intuitivo: infilare sull’ago una rossa che andrà a posizionarsi sulla rossa sottostante, passare nella perlina nera successiva, poi di nuovo una rossa sull’ago e così via fino al quarto passaggio in cui si infilerà l’ago nella nera di diritto e nella rossa sporgente successiva (la prima che abbiano inserito in questo giro).

Si procede in questo modo fino all’eternità…o finchè sembra necessario.

L’unico problema (ma mi auguro che sia stato solo il mio) sta nel terzo e, se si è sfortunati, anche nel quarto giro, perchè bisogna tenere quanto tessuto fino a quel momento un po’ a coppetta, iniziando a dargli la forma del tubolare e non è più così automatico riconoscere la perlina giusta in cui passare con l’ago.

Io ho ripetuto come un mantra 1, 2, 3, 4 e per due minuti sono rimasta concentrata sull’alternanza dei colori. Dopo il quarto giro le nebbie si diradano e si può procedere senza più intoppi se non quello della noia.

Questo è  quanto volevo ottenere:

tubolarepeyote3_fiore

Alla prossima puntata. T

Collane con cavetto

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collana madrepora

 Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Siccome non so resistere alla tentazione di rovistare tra i banchetti alla ricerca di pietre e pietruzze che mi solletichino la fantasia ho necessità di smaltire un po’ di materiale e da qualche tempo a questa parte vanno moltissimo le mie collane con cavetto; ho messo insieme le due cose e ho creato una nuova serie.   Incominciamo con la madrepora. Affine al corallo, di solito la si trova a buon prezzo e in vari formati. Ho cominciato con degli esemplari tutti diversi come forma e colore e sono piaciuti per cui ho continuato a cercarla anche in pezzature più regolari.

Qui l’ho abbinata a degli argentoni e distanziatori in metallo.

Rimando a due precedenti post per un esempio di collana con cavetto e per determinare la misura.

Rispetto a quanto già detto voglio aggiungere che adesso consiglio vivamente l’uso di copri-schiaccini: il lavoro risulta molto più accurato e si evita anche un eventuale sfregamento degli schiaccini sulla pelle (o sulle maglie, vista la stagione).

Si prosegue con qualcosa di più vistoso (io sono tendenzialmente minimalista): si tratta di  grossi dischi in resina di misura a scalare  intervallati da perle in pasta di turchese : in questo caso  ho preferito adottare  una misura più lunga: 62 cm in totale con un motivo centrale di 26 cm , 4 + 4 cm per i segmenti ai lati della chiusura e 14+14 cm di cavetto libero.

collana cavetto con dischi               collana cavetto con dischi                                                                       

Per oggi è tutto.

Alla prossima. T

Primo candy

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compl1WWWWWWWWW Non se se è capito da vari indizi sparsi qua e là, ma non sono proprio di primo pelo, nel senso che ho una certa età anche se  mi sento come una ragazzina (questa l’ho già sentita dire) …non fosse per gli acciacchi.

Quindi con l’entusiasmo di una quindicenne partecipo al mio primo candy : non so esattamente cosa significhi (si accettano volentieri spiegazioni e suggerimenti), ma sono sicura che capirò man mano che vado avanti e che nel peggiore dei casi avrò visto e conosciuto qualche altro blog e il blogger che ci sta dietro e ….chissà da cosa nasce cosa.

 

Alla prossima. T

 

 

Cocktail ring

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cocktail ringLe foto – lo so – non sono il mio forte e ho tanto da imparare anche su questo versante.cocktail ring

Comunque, per ora, questa è la selezione migliore.

Si tratta di un cocktail ring, un anellone molto vistoso che si dovrebbe indossare per un party, un vernissage, e altre occasioni simili che noi donne di mondo amiamo molto e soprattutto abbiamo il tempo di frequentare.

In realtà è un simpatico anello, indiscutibilmente visibile, ma proprio per questo allegro e spiritoso.

In rete basta digitare cocktail ring e appaiono moltissime  immagini e riferimenti a  siti (pochi in italiano, a occhio e croce) in cui si possono trovare spiegazioni e trarre  ispirazioni.

Per aiutare nella ricerca in questo caso ho preso lo spunto dalla solita Kelly di Offthebeadedpath e dall’ineffabile Alisha di Beadifulnights che (non so se si è capito) mi piacciono  molto e, nonostante l’inglese, riesco a seguire abbastanza bene perchè come dico spesso il linguaggio delle mani è universale.

Nota. Se masticate qualcosina di inglese e se come me capite più lo scritto che il parlato provate ad attivare – in basso a destra del video –   i sottotitoli  e poi inglese sottotitoli automatici: si tratta quasi sempre di una trascrizione fonetica, non sempre corrisponde a quello che viene detto effettivamente, ma fornisce una minima traccia per comprendere meglio. Fine della nota e mi scuso per la presunzione di dare consigli….

Nel mio caso (l’anello è quello descritto da Offthebeadedpath)  il risultato è stato spettacolare:  mi piace moltissimo, lo indosserei sempre anche per andare a fare la spesa. Ho introdotto una piccola variante non utilizzando il filo elastico, ma un filo normale da 0,2o perchè le perline che formano il retro sono delle 11/0 e per sicurezza ho ripassato tutto due volte. Naturalmente ho usato anche due aghi.

Alla prossima. T

 

 

Primo premio

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Nel senso che ho ricevuto un premio, il primo in assoluto. E’ stato un bellissimo regalo per Natale e dire che sono contentissima è poco!

Ringrazio con uno smack  virtuale Martina  de Ilgufoorecchini che mi ha segnalato nella sua cinquina per il Blog Affidabile.

Il Blog Affidabile

Come si distingue un Blog Affidabile? Per alcune semplici ma importanti regole:

1) E’ aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non é infarcito di troppa pubblicità

I blog che intendo a mia volta  segnalare sono i seguenti e li seguo con particolare interesse:

gioielliniagoefilo

lucertolarosa

perlinando

Love Potion Design

Lufantasygioie

Per quanto riguarda invece  le motivazioni che mi hanno portato a scrivere da più di un anno  su questa pagina bianca rimando al frame  sulla destra, dove mi presento e dove apro cuore e mente alla nuova avventura tra perle, perline e perlotte… con l’intento di migliorare me stessa e le mia abilità e di poter essere di aiuto/consiglio ad altri che vogliano seguire la stessa strada.

Alla prossima. T