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Tempo di calendari

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Prima di arrivare ai calendari veri e propri vorrei raccontare in breve una storia.

Qualche tempo fa una persona di nostra conoscenza era arrivata al fatidico momento di uscire dalla cosiddetta vita attiva ed entrare in una nuova fase dai contorni incerti e molto, molto nebulosi. Decisione agognata e sofferta insieme.

Una sera  in cui la tristezza prevaleva su altri umori,  girellando per la rete in ore notturne, capita  per caso in un sito, sfoglia pagina dopo pagina sempre più ammirata e colpita nel profondo, finchè incappa in alcuni versi, tratti dall’ Ulysses di Alfred Tennyson:

………………………………………………………..and tho’
We are not now that strength which in old days
Moved earth and heaven, that which we are, we are;
One equal temper of heroic hearts,
Made weak by time and fate, but strong in will
To strive, to seek, to find, and not to yield.

…………………………………………………………e sebbene

non abbiamo quella forza che nei vecchi giorni 

Muoveva terra e cielo, ciò che siamo, siamo;

Temperamento di cuori eroici,

Resi deboli dal tempo e dal destino, ma forti nella volontà

Di lottare, di cercare, di trovare, e di non cedere.

Inutile, a questo punto, dire che leggere quelle parole ha avuto come immediata conseguenza sentire scendere dentro di sè una grande serenità, unita ad una nuova consapevolezza che tutto cambia e finisce, ma resta qualcosa di forte e potente, eternamente giovane: la brutta tristezza se n’è andata sostituita da una nuova ansia di vivere esperienze diverse (di cui le perline – allora del tutto sconosciute – occupano oggi una parte non secondaria n.d.r.).

Fine della storia.

E’ così che ho conosciuto Patrizia e subito dopo il suo Myshangrila, un sito bellissimo di disegni, musiche, pensieri, riflessioni e tantissimo altro, ma lascio a chi lo vorrà il piacere di scoprire tutte le sue ricchezze.

Eccoci arrivati ai, o meglio al calendario; però mi accorgo che le mie parole sarebbero inadeguate alla descrizione, banalizzando tanta certosina bellezza. Guardatelo e pensate se non sia il caso di stamparlo e regalarlo a una persona cara, grande o piccola che sia. Magari con una vostra creazione perlinosa…

2015_copertina

Alla prossima. T

10 libri

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Mi dispiace, esco un po’ dal seminato delle perline, ma non so resistere alla lista dei 10 libri che hanno un significato speciale per me. Di getto (una volta avrei detto di pancia) eccola:

 

1) La zia Giulia e lo scribacchino di Mario Vargas Llosa –  la prima volta in cui ho capito che un libro si poteva “costruire”e che ha orientato le mie scelte in seguito. Fantastico.

2) La versione di Barney di Mordecai Richler – da non confondere assolutamente con il film. Trovato in un book-crossing e me ne sono innamorata.

3) Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez – Letto quando Feltrinelli pubblicava il meglio della narrativa mondiale. Con Marquez ho scoperto gli scrittori sudamericani che continuo a ritenere ai vertici della scrittura

4) Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar – Il passato è un eterno presente.

5) Paula di Isabel Allende – Letto dopo quasi tutti i  precedenti libri dell’Allende,  ne ho capito  la genesi. Un grande dolore personale raccontato con parole tali che diventa il dolore di ciascuno. Non mi  vergogno a dire che mi ha fatto piangere.

6) Piccole donne di Louise Alcott – Siamo state tutte bambine e tutte abbiamo sognato di vivere con la famiglia March…

7) Dune di Frank Herbert – Qui andiamo sul paranormale perchè dopo averlo letto mi ha risvegliato una straordinaria ed inspiegabile acutezza nel sentire gli altri e…. E mi fermo qui se no mi prendono per pazza

8) Uccelli di rovo di Colleen McCullough. Ah, padre Ralph..

9) Il birraio di Preston di Andrea Camilleri. Potrei dire tutto Camilleri, ma Il birraio rientra in quel genere di libri “costruiti” cui ho accennato all’inizio. Decisamente la forma di scrittura che preferisco e che, secondo me, rende gli scrittori degli artisti pari ai pittori ed agli scultori

10) Torno bambina e riporto una strofetta mai dimenticata di un libretto che deve essere stato tra le mie prime letture:

Conigliuzza, scusi sa,

ma lei proprio non mi va,

dica pure a suo marito

che mi sono indispettito.

Autore? Non lo so e, quello che è più triste, mai più lo saprò.

 

Alla prossima. T

Cammeo

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Mia mamma possedeva pochissimi gioielli e ancora meno erano quelli che indossava; questo cammeo però le piaceva tanto e in qualche occasione se lo appuntava sulla giacca. Questo era il suo….

cammeo_mamma

 

….   e questo quello che ho realizzato con la tecnica embroidery, il mio primo in assoluto e nonostante non ami questo genere di oggetti credo proprio che ne rifarò altri perché il risultato finale mi convince.

cammeo embroidery

Vediamo un po’ cosa posso aggiungere… Il cammeo è in resina, sul grigio anche se nella foto lo vedo blu; l’ho incastonato con due giri di delica  11/0 e un ultimo giro con le 15/0 e da lì in avanti sono andata a ruota libera (il bello di questa tecnica!) con dei grossi cubi di ematite e perline di conteria argentate. Due asoline formano l’aggancio.

Aggiungo che lavorando ora con il tablet non ho molta idea del rapporto foto/testo. Se le immagini fossero di dimensioni esagerate fatemelo sapere, per favore!

Alla prossima. T

Orti Urbani/2

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foto1728

 

 

Le giornate impiegate per la realizzazione di un  orto in piena città sono ormai un ricordo…Capitanate dalla straordinaria competenza di  Francesca di Terra!Onlus, una trentina di persone, stanche ma soddisfatte,  hanno  riportato in vita un pezzo di terreno non più produttivo che ora ha una nuova forma, oltre che nuove prospettive.

Nuova forma? Sì, perchè è stato creato seguendo le regole dell’agricoltura sinergica, che non solo presenta interessantissimi approcci per una coltivazione naturale, ma anche disegna  le aiuole, un vero e proprio piano di lavoro,  in forme ondulate che fondono  insieme bellezza e natura.

Meglio di tante parole, vi lascio ad una breve video  che mostra la sequenza delle varie fasi di lavoro. (P.S. Per il momento  è consigliabile non ingrandire il riquadro a schermo intero, perchè la risoluzione è troppo bassa. Stiamo lavorando per sostituirla).

Da brava cittadina con la passione per la terra avevo sempre seguito senza saperlo le leggi non scritte dell’agricoltura tradizionale; ora l’agricoltura sinergica mi ha aperto nuovi orizzonti in cui la vita naturale, con le sue componenti animali e vegetali, viene pienamente rispettata e garantita. Non è poco e  sento che anche dentro di me sta germogliando qualcosa di migliore…

 

Alla prossima. T

 

 

 

Grazie per il premio

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liebsteraward

Dalla gentile Elybonfy di Crescerecreattivamente ho ricevuto questo riconoscimento.

Rispondo volentieri alle sue  domande:

1) Come mai hai aperto questo blog?
Per provare a condividere soddisfazioni, ricerche, prove e controprove in un campo – le creazioni con perline – che mai, dico mai, mi sarei aspettata di esplorare…

2) Qual è il tuo film preferito?
“The Artist”. Non vado molto al cinema, per cui cerco di scegliere bene quello che passa il convento…della TV. Questo film mi è piaciuto tantissimo, un delizioso bianco/nero, muto, tutto basato su musica ed espressività degli attori: chapeau!

3) Mare o montagna?
Sono visceralmente ligure e amo e vivo  il mare da una vita, anzi quando sono in montagna, guardando l’orizzonte, mi sembra di vederlo!

4) L’aggettivo che più ti rappresenta
Mi ritengo una persona attenta.

5) Un pregio e un difetto
Penso di essere generosa e molto aperta. Avendo insegnato per anni dovevo per forza avere queste caratteristiche. Difetto? Chi mi conosce bene (leggi marito) sintetizza in “Cocciuta”. Mah!

6) L’articolo che hai scritto che ti piace di più?
Tutti quelli in cui ho provato a dare dei suggerimenti che spero utili per chi arriva a leggere il mio blog.

7) Il viaggio dei sogni
Il viaggio dei miei sogni l’ho già fatto: in Cina, qualche anno fa. Che ci crediate o no, non sarei più tornata in Occidente; purtroppo…eccomi qui.

8) Il tuo colore preferito
Il grigio abbinato al rosa.

9) Qual è la passione?
Non ne ho una preponderante. In generale, direi che la cosa che mi piace di più è non smettere di imparare.

10) La canzone più bella
“La donna cannone” di De Gregori. Non una canzone, una poesia.

E ora passiamo a una piccola considerazione. Il web, la rete, l’informatica in senso lato per me sono ancora oscuri oggetti del desiderio, per cui incontro qualche difficoltà nel girarci dentro. A suo tempo,  non sono stata in grado di inserire nella fascia laterale del blog il riquadro dedicato ai followers, ai lettori fissi. Con il tempo, nella mia testa,  ho rovesciato questa incapacità in un qualcosa che mi differenziava da altri, perciò per il momento mi bastano le non poche persone che mi scrivono senza essere iscritte e/o che mi seguono per puro piacere.

Ragion per cui dedico a tutte loro questa segnalazione per il Liebster Award.

Grazie ancora, Elybonfy!

Alla prossima. T

Orti urbani

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Questa volta parliamo di tutt’altro. Per l’esattezza di un fenomeno che – per fortuna – anche in Italia si sta diffondendo :  gli orti urbani. Da qualche tempo seguo un gruppo di persone che si occupa proprio di questo: recuperare parti di terreno o abbandonate o appartenenti a persone non più in grado di gestirle (ed è il caso di parecchi monasteri) in piena città. Ed è così possibile vedere il sabato mattina degli aspiranti ortolani che armati di vari attrezzi si recano in un posto incantato, una serie di fasce letteralmente affacciate sul mare. Da qui il nome che da solo vale un intero programma : Orto sul Porto. (Lascio il link per chi volesse approfondire nel blog appositamente creato).

ortosulporto3

Ecco due riquadri strappati alle erbacce ed ai terribili ailanti  pronti a ricevere cure e semi: le fave sono già nate!! orto sul porto Quando sono all’Orto sul Porto i polmoni mi si dilatano,  il respiro rallenta, il calore mi invade: da tanti anni non provavo una sensazione così assoluta di calma e serenità interiore. Mi dispiace solo non trovare le parole più adatte per esprimere quello che provo in questi momenti di ascolto  (c’è tanto da imparare, in pratica ci si spalanca davanti un nuovo mondo) e di  lavoro. Eppure…eppure. Ostacoli e difficoltà non mancano, non ultima quella da parte dei vertici politici cittadini che da un lato sembrano accogliere con favore iniziative del genere, ma dall’altro sono ancora più interessati a trasformare queste oasi di verde in colate di cemento….. Vedremo. Vuol dire che non saremo Forconi, ma Zappette e cercheremo di farci sentire per difendere quello che a tutti gli effetti è un  bellissimo bene comune. Alla prossima. T