Archivio mensile:maggio 2012

Bracciale ad intreccio

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Oggi parliamo del bracciale riprodotto qui a fianco. Nel video (!) ho mostrato la tecnica più semplice possibile per ottenere degli intrecci. I risultati sono discreti ma diciamo che si può fare di meglio con un piccolissimo passo in avanti.

Dunque si parte tagliando un filo della lunghezza necessaria ricordando che va doppiato ed è sempre meglio abbondare. 
Si infila il moschettone (o l’anello), uno schiaccino, si porta tutto al centro del filo e  si preme lo schiaccino con le pinze (ovviamente la chiusura rimane all’interno della piccola asola che si è formata).
Sui due capi uniti si infila una perlina a piacere e da questo momento si lavora con i due capi del filo separati.
Su uno dei due si inseriscono una perlina A, una perla (un cristallo, quello che si vuole purchè più grosso), una perlina A.
Sull’altro si inseriscono una perlina A, una perla B (di dimensione ancora diversa, leggermente più grande della A e più piccola della perla inserita sul capo opposto), una perlina A, una perla B, una perlina A e si incrocia in una nuova perlina A.

Ora guardate bene da dove provengono i due capi e infilate le stessa sequenza di perline già presente. L’incrocio dei fili  le porterà  a posizionarsi in modo alternato.

Per terminare, stesso lavoro dell’inizio: si passano i due capi in un’unica perlina (identica a quella già usata), schiaccino, moschettone (o anello).
L’effetto è gradevole; il lavoro velocissimo.

Note spicciole:

Ho usato i termini  A, B per indicare le varie dimensioni , ma si possono usare le misure che si preferiscono: anche perle, cristalli o perline tutte uguali, devono solo armonizzarsi tra loro. Credo che niente possa valere il proprio gusto e la voglia di sperimentare.

Direi che anche il  numero di elementi inseriti può variare.

Io ho usato cavetto anzichè filo, perchè mi sembra che il bracciale risulti più robusto…

Alla prossima. T

Oblò blu – Acciughe crude in agro

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Mi piace cucinare. Ma…ma come in tante altre cose, mi piace di più salvare la memoria, tramandare le conoscenze, per futili che siano.
Da tempo conservo una raccolta di vecchie ricette liguri-liguri ed ora credo proprio sia arrivato il momento di lanciarle nel mare del web attraverso un piccolo oblò blu.

Iniziamo con una ricetta facile, non istantanea , perchè  la marinatura richiede il suo tempo, quindi da fare la mattina per la sera, o la sera per il giorno dopo.

Occorrono mezzo chilo di acciughe fresche, 2 decilitri di aceto bianco, 3 limoni, prezzemolo, origano, olio buono e naturalmente sale.

Una volta pulite e disiliscate le acciughe, si coprono con l’aceto,  2/3 del succo dei limoni e l’origano e si lasciano marinare per parecchie ore (anche 10, non meno di 8),
Trascorso il tempo della marinatura, si elimina il liquido e lo si sostituisce con una emulsione composta da prezzemolo tritato, olio, il restante  succo di limone, sale.

Prima di servire, ancora una trentina di minuti di riposo al fresco.

Orecchineide- 2

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Dedicato alle principianti che vogliono provare qualcosa di più.

Altri esempi di orecchini semplici da realizzare.

 Questi della foto sono stati ottenuti seguendo un tutorial di Offthebeadedpath.
Mi sono piaciuti perchè in pratica si realizza una sfera (in realtà leggermente schiacciata) con un solo ago, senza incroci, e in pochi giri, con un aumento e una diminuzione, si creano questi simpatici pendenti.

L’unica raccomandazione è di usare perline regolari perchè gli incastri devono essere perfetti ed evitare così antiestetiche “aperture” sulla superficie della pallina.
In inglese una realizzazione di questo tipo  si dice “puffy ” cioè gonfia e io ho pensato di tradurla con “pallotta” che rende bene sia la cicciosità che la facilità.

Questi invece, per me difficili da fotografare, sono un gioiellino: si lavora con due aghi,  in poche mosse si ottiene una prima losanga, poi una seconda che si sovrappone, si completa con un bordo ed infine si fa l’occhiello per la monachella.
Risultano piuttosto piccoli, o almeno io non ho ancora provato con materiale più dimensionato, ma deliziosi.

In questo caso ho usato sferette di pietra dura, non perfettamente regolari,  perline 11/0 color avorio e perline 8/0 color cacao, tutte regolari.

Ho preso il campione dal video di una signora americana (della Florida, mi pare) che riesce e dedicare un po’ di tempo alla sua “ossessione” (testuale) solo di notte e perciò con un gioco di parole  ha chiamato il suo canale “Beadifulnights”; è molto chiara nelle spiegazioni,si riesce a seguire  anche se non si ha molta dimestichezza con l’inglese,  le riprese sono di buona qualità e i risultati, per quanto mi riguarda, garantiti.

Alla prossima. T

Il sapone!

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Questa la devo raccontare. Anche se non interessa a nessuno, quello che ho fatto oggi pomeriggio è stato veramente importante. Siccome sono lenta nelle mie azioni ci sono voluti ben  7 mesi per procurare aggeggi e componenti: ma oggi – finalmente – avevo tutto. Pentola smaltata, minipimer, brocca in vetro spesso, cucchiaio di legno, bicchierini di carta, bilancia digitale, olio d’oliva, olio di mandorle dolci, soda caustica,carta forno, contenitore in plastica, più occhialini da piscina, guanti da manutentore di ascensori, mascherina anti-polveri, grembiule di plastica pesante: un vero spettacolo di carnevale o meglio da Halloween. 

Al solito non sto a ripetere la ricetta perchè la trovate su innumerevoli siti, ma consiglio caldamente di provare e riprovare  (dicono che i risultati migliori vengano dopo alcune volte)  perchè il sapone fatto con le nostre manine è qualcosa di meraviglioso, di veramente “creativo”.

Al momento, il neonato sapone riposa nel caldo abbraccio di una copertina di pile, sottratta ai due mici di famiglia: però è quasi impossibile resistere alla tentazione di guardarlo e direi proprio che la sbirciatina ha confermato che è iniziata la mitica “fase gel” per cui dovrebbe uscire – fra due giorni – qualcosa di molto simile a una mattonella che andrà affettata e poi le singole fette dovranno asciugare per qualche settimana.

Forse, le donne del passato costrette a  produrre il sapone  non provavano tutto questo entusiasmo, ma al giorno d’oggi riuscire a creare qualcosa di assolutamente naturale è bellissimo, riscalda il cuore.

Orecchineide – 1

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Dedicato alle principianti che vogliono provare qualcosa di più.

Ovvero, mi è venuta la mania degli orecchini.
Una delle amiche a cui giro un po’ di materiale mi ha fatto notare che quelli più richiesti sono gli orecchini. Fino a questo momento li avevo abbastanza snobbati preferendo migliorare le tecniche di collane e bracciali. Ma credo proprio che sia venuto il momento di pensare ad abbellire le orecchie …

Dei primi ho già dato spiegazione qui ; per  i secondi invece (seguendo un tutorial di Beadifulnights) posso dare qualche consiglio: innanzi tutto sono facili e veloci da realizzare, una volta terminati risultano leggerissimi, una piuma, ma abbastanza grandi  come vuole la moda adesso. Se qualcuno fosse interessato alla spiegazione in italiano chieda pure.

Un altro aspetto a loro favore, almeno per me, è stato che avevo etti su etti di perline comprate all’inizio dell’avventura, di vetro e un po’ taglienti (per cui è stato impossibile usarle in collane e bracciali, anche se c’ho provato) e che ho scoperto chiamarsi in inglese “hex cut“, cioè dal taglio esagonale ed in effetti, guardandole bene, sono sfaccettate. Qui il loro utilizzo è perfetto e penso che studierò varie combinazioni di colori per ridurre la scorta.

Alla prossima puntata. T

Un saluto a Patrizia P.

Spirale Rope – Orecchini

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La semplicità e la velocità con cui si realizzano i lavori con la tecnica della spirale rope permettono di ottenere in pochi minuti un bel paio di orecchini.

Il mio consiglio questa volta è di adoperare,  sia per la “corda” che per le spirali, perline del medesimo colore, tranne una di forte contrasto. Stanno benissimo quelle trasparenti  (io le chiamo color acqua), o dorate, ma poi al solito ognuno fa quello che vuole.

Allora: si inserisce  sul filo 1  perlina 8/0 , le si fa ripassare dentro il filo per fissarla meglio, si lascia un po’ di coda di filo e quindi si inseriscono le altre tre e questa sarà la nostra “corda”; di seguito una perlina identica alle prime, un cristallo (o una perlina un po’ più grossa e di un colore che stacchi bene) e come ultima  una perlina identica alle prime.

Il primo passaggio è il solito: si rientra con l’ago nelle 4 perline iniziali.

  Chi fosse alle prime armi nel secondo giro e in tutti gli altri fino al raggiungimento della lunghezza voluta non dovrà far altro che

 inserire una perlina  che alza di una  la “corda” e la sequenza di tre (perlina – cristallo – perlina)  che andranno a formare la spirale, allontanare leggermente con il dito le ultime tre, per distinguerle,  e  rientrare poi nelle ultime 4 della” corda“. 

Una volta raggiunti i centimetri previsti io (ma ognuno adotti il metodo che preferisce) passo il filo in un anello, a cui poi attaccherò la monachella, rientro all’ indietro  nelle ultime 4 perline della “corda”, faccio il solito nodo, risalgo tra perlina e perlina verso l’anello per ripassarlo una seconda volta; ancora qualche passaggio e almeno un nodo e poi taglio.

Riprendo anche il filo iniziale  (se si vuole, si può aggiungere un’ ennesima perlina a mo’ di goccia) e lo passo tra le perline, con almeno un nodo.

Et voilà: gli  orecchini sono ora pronti da indossare. Alla prossima. T

Lo so: le foto non sono granchè, ma stiamo lavorando per migliorare…

Tecnica Netted tubolare

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Dedicato alle principianti che vogliono provare qualcosa di più.

Questi sono orecchini, ma la tecnica è ovviamente riproducibile per collane, bracciali  o segmenti da collegare con componenti vari:

 

E’ veramente facile. Al solito questa è la mia spiegazione rielaborata da vari tutorial.

Dunque, per iniziare infilare sull’ago per 3 volte una perlina 11/0 e una perla da 4mm. Si portano al fondo del filo, si chiude a cerchio con dei nodi. Si ripassa in tutte e 6 fino ad uscire dalla perlina iniziale 11/0 (dal retro esce la coda del filo).

I giro
Sull’ago tre perline 15/0, una 11/0, tre 15/0 e si rientra nella perlina 11/0 dopo la perla.

Sull’ago tre perline 15/0, una 11/0, tre 15/0 e si rientra nella perlina 11/0 dopo la (seconda) perla.
Sull’ago tre perline 15/0, una 11/0, tre 15/0 e si rientra nella perlina 11/0 dopo la (terza) perla e ancora nella perlina 11/0 successiva.

II giro
Sull’ago una perla da 4mm, si salta una 11/0 e si infila nella 11/0 successiva (praticamente un vertice)
Sull’ago una perla da 4mm, si salta una 11/0 e si infila nella 11/0 successiva (praticamente il secondo vertice)
Sull’ago una perla da 4mm, si salta una 11/0 e si infila nella 11/0 successiva

Si ripetono questi due giri fino alla lunghezza voluta.

Il suggerimento che per ora mi viene in mente è che le misure delle varie perle e perline  possono variare a piacere. Attenzione però a fare sempre una prova, perchè ci deve essere una certa compatibilità e c’è il rischio che le perle (o i biconi, insomma quello che intendete inserire nella “gabbia” della rete)  fuoriescano, letteralmente spanciando, nel corso della lavorazione.

 Alla prossima. T

Incroci

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Dedicato alle principianti che vogliono provare qualcosa di più.

Non mi piace sostituirmi ad altri più bravi di me, per cui rimando a tutorial specifici.

Qui voglio solo accennare alle molteplici possibilità che offrono i cosiddetti “incroci”, praticamente il lavoro con due capi di filo (e quindi due aghi a meno che il filo non sia troppo sottile, nel qual caso si può tranquillamente lavorare senza) che ad un certo punto si intersecano. Partiamo dalla situazione più semplice e al tempo stesso remunerativa in tempo e soddisfazione: la mitica “pallina” o sferetta che dir si voglia.

  Sono almeno due i metodi per ottenerla; cercateli (o chiedetemeli) e vedrete che in breve sarete coinvolte in una inarrestabile produzione, anche perchè le possibilità di utilizzo sono davvero varie.

Più o meno con lo stesso sistema si possono ottenere bracciali

..e orecchini: questi sono dei prototipi:

Sono di una facilità estrema, però, secondo me, hanno qualche difettuccio, proprio nella progettazione. Le perle sono da 6 mm, quindi non piccolissime, e tre moduli rendono l’orecchino abbastanza lungo: la decorazione è solo su un lato e quando sono indossati non è esposta continuamente. Allora ho provato a ridurre non la dimensione delle perle, ma il numero dei moduli, scesi a due, e ho replicato la decorazione anche sul retro, in pratica gli orecchini sono double-face. Sono molto più soddisfatta. Ecco la differenza:

Come sono arrivata a produrli? Siccome non c’è (quasi mai) niente di nuovo sotto il sole, mi sono ispirata a dei video  tutorial particolarmente chiari. Non dò molta importanza alla lingua, perchè i gesti sono universali e da qualche tempo a questa parte spesso  compaiono i sottotitoli, per cui almeno per francese e inglese, tra scritto e parlato, la comprensione non è difficile.

Un caso diverso è rappresentato dagli schemi, ma di questo parleremo un’altra volta.

Appunto. Alla prossima T