Archivio mensile:aprile 2013

Flat spiral stitch

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flat spiral stitchRiprendo dopo essermi fermata per qualche giorno, potrei dire per gravi motivi familiari. Questi motivi hanno fatto sì che il corso di cesteria venisse interrotto a metà: adesso senza l’aiuto del mastro cestinatore dovrò provare a realizzare qualcosa con il materiale che molto gentilmente mi ha fatto recapitare e poi forse tra qualche tempo  riuscirò a recuperare la lezione perduta sull’impagliatura delle sedie. Lo spero tanto.

Per guardare avanti torno alle solite occupazioni. Ho notato che esperte perlinatrici spesso ripropongono tecniche basiche, molto semplici e di effetto; una di queste è la flat spiral, cioè la spirale piatta.

Ho voluto  provare anch’io e gironzolando per il web ho scoperto che le modalità di realizzazione sono almeno due. Una scuola di pensiero propone la lavorazione simultanea delle perle centrali che formano l’ossatura  e le decorazioni laterali, lasciando alla fine l’inserimento  della chiusura sulle due estremità. Rimando al tutorial di Beadholique, non perchè non ce siano altri, ma tra quelli in inglese è quello che offre la trascrizione fonetica precisa e tra l’ascoltare e il leggere esattamente  quello che viene detto a voce anche uno che mastica poco la lingua qualcosa capisce.

L’altra possibilità è invece quella di realizzare prima tutta la base del braccialetto a partire dalla prima parte della chiusura, poi infilando in sequenza tutte le perle centrali e terminando con la seconda parte. Una volta ottenuto un semplice bracciale completo si passa al sovrainserimento della decorazione: per questa tecnica rimando al video di Offthebeadedpath, molto chiaro.

Considerazioni di fondo.

1) Si tratta di una tecnica facile che permette moltissime varianti, di colori, di dimensioni e di materiali,  e questo è un punto  a favore.
2) Le perle centrali (o qualunque cosa si usi) devono avere un foro adeguato ai ripetuti passaggi di filo.
3) Ci deve essere una proporzione tra la decorazione laterale e quella centrale. Nei video si parla di 4 o 5 seed beads (cioè perline di solito 11/0 non necessariamente regolari) per la lavorazione laterale, ma nel mio caso sono dovuta scendere a tre e quindi la sequenza è risultata di 3 perline, 1 bicono da 3 mm, 3 perline, mentre quelli centrali erano cristalli da 4 mm.
4) Il filo. Se il foro delle perle centrali è bello capiente, ovviamente non ci sono problemi. Se non lo è, bisogna arrangiarsi un po’. Per il bracciale realizzato con la tecnica Offthebeadedpath ho utilizzato un filo più resistente per la base ed uno più sottile per la decorazione.

Giudizio finale: darei una leggera preferenza alla lavorazione suddivisa in due parti distinte, quella di Offthebeadedpath per intenderci, perchè a parità di risultato finale che esteriormente è identico come si vede dalla foto, il braccialetto risulta  più sostenuto e quindi più sicuro.

Alla prossima. T

Cesteria/2

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Secondo round della cesteria. Obiettivo: realizzare un cestino con il manico.
Già la sera prima, con le ultime forze, avevamo impostato il fondo che ha poi soggiornato a lungo per quasi un’intera giornata nella fontana per ammorbidirsi per bene.

 

cestino_fondo

Nella foto ne compaiono due. Come si vede bisogna  forare e poi infilare i rametti di salice uno nell’altro fino a formare una sorta di raggiera intorno alla quale si pone un primo intreccio:  ieri sera, per completare questa prima parte abbiamo aggiunto  ancora qualche giro fino alla larghezza voluta. Alla fine abbiano tagliato la parte eccedente dei rametti ( o “piantoni“)

Per coprire il segno dei  tagli sulla base abbiamo formato una specie di cornice ad intreccio e quindi via, su  veloci fino a raggiungere altezza e forma desiderata (ehm, veloci per modo di dire: 4 ore… )

Questo il risultato finale:

cestino

Avrebbe dovuto risultare rettangolare e  allargato progressivamente verso l’alto; a me è venuto ovale e sempre con la medesima inclinazione e forse anche un po’ storto;  adesso vedo ancora di più gli  errori.   

Lo so, non è un capolavoro e non passerà alla storia, …  ma il manico non è bellissimo?

Stasera, credo, ancora cestini.

Alla prossima. T

Cesteria

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Per la serie  ” di questi tempi non si sa mai” e “non è mai troppo tardi” non mi sono lasciata sfuggire questo corso che si chiama proprio così: cesteria ed impagliatura sedie.

Orario non proprio comodo in quanto il corso  si svolge per 4 serate dalle 19 alle 23  (un incontro dalle 20 alle 24)   e in quelle ore non si è proprio al massimo della lucidità con una giornata sulle spalle. Comunque, ieri sera è stata la prima volta e tutto sommato è andata bene. Dico subito che mentre non è difficile imparare il movimento, risulta più difficoltoso l’ottenere quello che si vuole piegando il salice in modo che si curvi o resti piatto a seconda della forma che si desidera dare all’ oggetto.

Ieri sera si trattava di realizzare  una piccola gerla – utilizzando rametti di vario spessore, come si vede dall’alternanza dei colori –  con il dorso piatto per poterla appendere al muro. Tra i partecipanti  i risultati sono stati simili, ma diversi: gerla più lunga, più corta, più dritta, più storta, più larga, più stretta,  ma ci ha accomunati la mancanza di piattezza..

gerla salice

.   In ogni caso già essere riusciti a modellare gli intrecci costituisce un piccolo successo. E stasera, cestini…

 

Alla prossima. T

 

Collana con frangia

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collana con frangiaVisto il tempo ancora instabile perchè non consolarci con qualcosa color sole, giallo che più giallo non si può. Verrebbe da dire “Niente di nuovo sotto il sole” perchè le frange sono vecchie come il cucco, però non le avevo ancora provate: sono facili, veloci e la resa è davvero soddisfacente. Queste collane fanno venire proprio voglia di caldo, di primavera, d’estate.

L’unica difficoltà è  rappresentata dalla serie di asole necessarie per appendere i chiodini al supporto centrale, ma dopo il centesimo loop , il movimento diventa automatico.

Inutile dire che le varianti sono infinite, anzi penso che il bello  sia  creare motivi sempre nuovi. Comunque digitando su Google Immagini  “Comanche beads” (proprio gli Indiani…) escono fuori tantissimi esempi con relativi rimandi.

 collana con frange

Alla prossima. T

Braccialetto per principianti

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Anche se non ne parlo più ufficialmente, sto ancora attraversando la fase “smaltimento materiale”. L’altro giorno guardavo distrattamente una manciata di mezzi cristalli di una tinta grigia cangiante (” color Cenerentola” , li ha definiti una mia amica),  li ho presi in mano, ho preso un cavetto e, ormai lucida e determinata ad eliminarli,  ho cominciato a provare delle combinazioni. Ne è venuto fuori questo:

Bracciale intreccio con monete

Se piace, questo è il procedimento generale, d’altronde molto intuitivo, e poi si possono applicare tutte le varianti che vengono in mente.

Si parte con un cavetto che una volta messo doppio  risulti lungo una ventina di centimetri (ognuno si regoli a propria discrezione), al centro  si infila una parte della chiusura e, al solito, si chiudono i due capi  con uno schiaccino ( io ne uso due, per ulteriore sicurezza).
Su ogni capo che fuoriesce dallo schiaccino si inserisce un piccolo distanziere, 6 mezzi cristalli, ancora un distanziere; si riuniscono i due capi in un unico mezzo cristallo e di nuovo con i capi divisi si infila la sequenza precedente con  distanziere, mezzi cristalli, distanziere.

La seconda parte, chiamiamola così, nel mio caso è formata da 3  argentoni a forma di moneta, ciascuno intervallato da un distanziere.  inseriti sui due cavetti riuniti insieme.

Alla fine,l’altra parte della chiusura, schiaccino ed il bracciale è terminato.

Osservazione: usando il cavetto doppio il tutto resta un po’ rigido: a me così non dispiace, ma se si preferisce un lavoro più morbido forse è meglio un filo normale, ovviamente dotato di una certa resistenza.

Ripensando a quanto detto sopra, ho trovato il nome adatto: bracciale  Cenerentola. Perfetto.

Alla prossima. T

Orecchini, che passione

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logo ilgufoorecchiniDa qualche tempo seguo  Ilgufoorecchini , il  blog di una ragazza dotata di uno spirito e di una carica notevoli che riesce a trasmettere anche dalle righe dei suoi post. Naturalmente non la conosco di persona, ma il web ormai ci ha abituato a queste amicizie virtuali: una volta si diceva  “amico di penna”, ora non so, forse “amico di tastiera”…

Andate a vedere le sue creazioni: recentemente si è dedicata al soutache e produce a ripetizione degli orecchini bellissimi, coloratissimi, di modissima. E con gli -issimi ho finito se no si monta la testa.

Devo dire, e l’ho già detto da qualche altra parte, che di questo mondo perlinifero non mi piacciono tanto le splendide foto di splendidi oggetti: nonostante la loro bellezza e perfezione mi sembrano senz’anima. Cento volte meglio qualcosa, non importa se imperfetto ( e non è questo il caso),  ma  che lasci trasparire lo sforzo che c’è stato dietro oppure piccoli spiragli sulla personalità di chi lo ha prodotto e ho l’impressione – spero giusta – che qualcosa stia cambiando, proprio in questa direzione. Piccole perle crescono…

Good job, a te  Martina e a tutte noi.

Alla prossima.  T

Bracciale elastico

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Ogni tanto getto un occhio sulle richieste e una delle più gettonate, e a cui finora non c’era risposta da parte mia, è questa:

bracciale elastico

Non c’era risposta perchè questo braccialetto non c’è più: è stato uno dei primi e ha preso da tempo un’altra strada e poi siccome mi piace impegnarmi in  esperienze sempre nuove non l’ho più rifatto. Però…

Però ho conservato il link e questo salva tutto. Ho controllato e la gentile fanciulla –  inglese? americana? raffreddata? – è sempre lì su you tube a muovere le manine per comporre (non usa nemmeno l’ago)  una semplicissima spirale a cui attacca in fondo asola e perla e in quattro e quattr’otto ha finito.

Ricordo solo, riconoscendo le perline della foto, che ne avevo usate di piuttosto grosse: almeno 8/0, se non ancora maggiori, ma a quei tempi – sembrano lontanissimi, eppure a luglio saranno passati due anni  – non mi soffermavo tanto sulle misure, ammesso che le conoscessi. Con il senno di poi posso aggiungere che il lavoro è davvero facile, rapido  e alla portata di chi è alle prime armi.

Aggiungo che chi volesse le spiegazioni in italiano può contattarmi tranquillamente: gliele fornirò via e-mail.

Alla prossima. T