Archivio mensile:settembre 2012

Perla di legno rivestita di perline

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Eccola. Per ora sola soletta, tra poco, spero, vicino ad altre compagne vestite come lei. Sono doppiamente soddisfatta perchè sono riuscita a combinare il video di Sarubbest sulle sfere di legno rivestite di perline (qui) con una iniziativa personale, andata a buon fine.

Mi spiego meglio.  Avevo da tempo visto il tutorial di Sara, basato su perle con un diametro di 12 mm e utilizzando perline 15/0, senza avere il coraggio di metterlo in pratica, anche perchè quelle in mio possesso erano di tutt’altre dimensioni e preferivo usare le 11/0.

Poi, ho trovato questa tabella ( mi scuso per non poter dare il  preciso riferimento e mi sembra a sua volta tradotta da un originale ungherese)  in cui, a seconda del diametro della perla di partenza,viene specificato quante perline 11/0 devono essere presenti in ogni singolo giro e quindi i necessari aumenti e diminuzioni.  Tutto molto chiaro e semplice, il che non è poco. 

Ho seguito parallelamente il video ed i 27 giri previsti dalla tabella  per una perla di 18 mm di diametro e devo dire che alla fine i risultati combaciavano alla grande (ehm, non proprio al primo tentativo, ma ormai ci sono abituata…).

Di solito, trascrivo le spiegazioni personalizzandole sulle mie esigenze, ad esempio  sui colori che ho scelto e che spesso sono diversi da quelli usati nei tutorial.   In questo caso la paginetta campione (ripeto su una perla di 18 mm di diametro e adoperando perline 11/0 )  con le indicazioni giro dopo giro è particolarmente versatile e adatta ad essere integrata a piacere. Chi avesse ancora qualche dubbio e  fosse interessato può richiederla e la invierò via e-mail.

Che altro dire? Si tratta di un lavoro abbastanza spedito  dopo che si è ingranato il meccanismo e per niente difficile; consiglio di prepararsi tanti contenitori (in questo caso 5) con il materiale  già suddiviso, soprattutto se si usano perline dalle sfumature simili o facilmente confondibili e qui la corrispondenza dei colori deve essere ovviamente perfetta; occorre anche parecchio filo e, secondo me, è meglio fissare tra le perline gli eventuali fili  prima di inserire la sfera di legno nel suo nuovo guscio.

Alla prossima. T

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Spirale rope e spirale Cellini

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Durante l’estate ho lavorato parecchio, ma ho prodotto poco perchè volevo migliorare le tecniche. Solo dopo prove su prove sono riuscita a incastonare – bene – i rivoli, a realizzare la spirale DNA, alcune forme geometriche come i quadrati, i triangoli ed i dischi forati.

Tanto per non perdere l’abitudine e per smaltire un po’ di perline sono tornata all’amata spirale rope introducendo qualche piccola variazione (come il calcedonio e il grappolo di perle):

            

         

e alla mai dimenticata spirale Cellini: Devo dire che riguardando dopo tanto tempo il mio schema (qui) l’ho trovata facilissima da fare e  davvero piacevole come lavorazione:

       

Alla prossima. T

Orecchini facili a onda

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Tra le migliaia di siti sul perlinaggio nel grande mare del web  da qualche tempo ci si imbatte in  una simpatica signora genovese che  in maniera molto disinvolta commenta, presenta, insegna. Il suo canale,  Thesissietina (efficace condensato dei nomi di una amata cagnetta e della sua vivace padrona) presenta molti bei lavori, quasi tutti al di sopra delle mie attuali possibilità, ma l’ultima volta in cui l’ho visitato ho finalmente  visto qualcosa che, ad occhio e croce, sarei stata  in grado di rifare.

Si tratta di questo paio di orecchini, a cerchio e ad onda. Bellissimi. Facili da fare. Rimando decisamente al video per la spiegazione; qui, al solito,  mi limito a qualche nota e consiglio.

Per prima cosa raccomando – per questo tipo di lavori –  di applicare il suggerimento che Tina dà all’inizio sulla curvatura di un lato dell’anello di metallo: con un minimo di pratica quell’ulteriore asola di sicurezza trasforma una “baracchetta” da bancarella in una valida base per orecchino.

Seconda cosa: quelli in foto non rispecchiano il tutorial fino in fondo perchè mi sono fermata prima dell’ultimo giro di rifinitura (in pratica, manca la spuma dell’onda) in quanto il risultato mi piaceva già così. Gli orecchini risultano ricchi e mossi al punto giusto, secondo i miei gusti.

Terzo: ho fatto anche altre prove e quella che più mi soddisfa è questa: il solito giro di base con le 11/0 e una sola onda con perline magatama iridescenti.  Infine ecco le due versioni a confronto e, se volete, confrontatele con l’originale.

Ho voluto chiamare questi orecchini  “Graziella” e sono in particolare  dedicati ad una persona davvero speciale che ama la vita, il suo lavoro  e…i cerchi. Eccola accontentata.
Bye. T.

Incastonatura di un rivoli 14

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Un articoletto veloce veloce sui rivoli 14.

In ordine:
ho seguito il tutorial di Hobbyperline (ma sempre di Sarubbest si tratta);
per la mia mano ho preferito attestarmi su 34 (anzichè le 36 consigliate) perline iniziali.

Una volta terminata la lavorazione così come nel video – e vi assicuro che il rivoli non scappa proprio perchè risulta incapsulato benissimo – mi sono accorta che  per i miei gusti il tutto risultava un po’ troppo pesante,  “da sciura” e allora ho eliminato la decorazione finale sul bordo esterno, sostituendola con una semplice asolina impreziosita da un cristallo in tinta.

Ed eccoli qui i miei rivoli: giusto il tempo di fotografarli e se ne sono andati  dondolando appesi ad altre orecchie. Che ingrati.

Alla prossima. T

 

Per chi volesse dare un’occhiata ad una tabella per incastonare rivoli di diversa misura guardi qui.

Quadrato con tecnica peyote

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Rieccoci di nuovo: un mesetto è passato, l’estate è praticamente archiviata e siamo un po’ più carichi per incominciare nuove avventure.

Non è un’affermazione, ma quasi una domanda perchè a dire il vero questo mondo virtuale di chi crea con le perline mi sembra un po’ troppo perfetto.  Gli articoli che leggo per lo più  ritraggono persone  sempre felici che, pur tra difficoltà domestiche affrontate con eterno sorriso,  producono a raffica piccoli capolavori ed io mi mangio le mani perchè sono ancora lì con l’ago che non passa dove dovrebbe, con il filo che si annoda, con il risultato finale che mi soddisfa poco e con la  casa  da mandare avanti. Solo una volta ho trovato sul blog di una perlinatrice spagnola (mi pare) il suo sfogo liberatorio per il divorzio appena ottenuto, per le traversie passate con il marito che per ben 23 anni aveva imperversato sui membri della famiglia. Finalmente uno spaccato di vita quotidiana, per quanto sofferto, tra una perlina e l’altra.

Tornando a noi, le parole di cui sopra mi spingono ancora di più a mostrare, anche per l’immediato futuro, gli sforzi che a volte sono necessari per produrre qualcosa di accettabile e che dia soddisfazione (questo  personale metro di giudizio non è cambiato..): insomma  la costanza premia.

E allora via con triangoli e quadrati.

Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Ho messo insieme due tutorial della mitica Sarubbest, uno sui triangoli e uno sui quadrati forati, per intervallare le maglie di una catena.

  Dico subito che il modello è un classico per principianti,  il lavoro in sè non è per niente difficile, soprattutto per il triangolo. Io mi ostino a farlo semplice, cioè formato da una sola faccia perchè non sono molto sicura della mia capacità nel cucire i lati (ma su questo punto ritornerò più avanti) : il fatto che sia piuttosto grande (almeno 18 giri) lo rende leggermente bombato, rigido al punto giusto e quindi tutto sommato gradevole. Nell’ultimo giro non ho fatto aumenti sugli angoli e ho rifinito solo i lati. Sull’ultimissimo angolo ho creato un’asola ed ho approfittato della coda di un cambio filo per la seconda (altrimenti avrei dovuto ripassare il filo in tutte le perline fino al punto giusto).
Per i quadrati le spiegazioni del video sono più che esaurienti (personalmente, ho ottenuto qualcosa  di valido al secondo tentativo, ma il primo mi è servito per capire che cosa stavo facendo). In questo caso il quadrato è originato dalla sequenza formata da  due delica 11/0 più 9 rocailles 11/0 ripetuta per altre tre volte, seguendo alla lettera il tutorial.
Osservazioni: 1) non tirare troppo il filo nel primo giro: le perline devono posizionarsi in modo naturale nella loro alternanza peyotesca: in pratica su questi lati iniziali si deve ritornare per costruire la seconda faccia del quadrato e se sono troppo tirati diventa poco agevole innalzare le nuove file. Anche nei giri seguenti mantenere una mano morbida, ma non lasca.
2) Le cuciture finali si sono rivelate un falso problema ed è questo il motivo per cui il mio prossimo triangolo probabilmente sarà doppio.  Nei quadrati, al solito, ho  creato  due asole su vertici opposti, spostandomi con il filo all’interno del lavoro.

   

Che altro dire? Good job.

Alla prossima. T