Archivi categoria: A ovest del diamante

A ovest del diamante – il granato

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Anni fa ho ricevuto in regalo una piccola quantità di granati, piccoli, spesso piccolissimi, ma sempre granati. Me li portava un ragazzino che li trovava (sì, li trovava) vicino a casa sua, sul monte Beigua (chi non è ligure cerchi sull’atlante).
Si tratta di  una pietra che mi è sempre piaciuta; un po’ perché associata ai gioielli di un volta, un po’ perché ha una storia che si perde nella notte dei secoli. Compare già nell’età del bronzo proprio come gemma, per essere poi utilizzata da Egiziani, Greci e Romani, e giù giù nel tempo fino a noi.

In tutte  queste migliaia di anni non ha perso il suo fascino, direi la sua solidità, in quanto si tratta di una pietra robusta e quindi portabilissima tutti i giorni; piuttosto con il tempo sono aumentate le conoscenze sulla varietà di colori: infatti anche se il rosso rimane il colore più noto, la gamma  è notevole, dal verde al giallo, all’arancio… con qualche puntatina verso la rarità che non guasta.

Esiste anche la variante nera: si racconta che le nobildonne genovesi la utilizzassero per i gioielli da lutto.

 Ritorno un attimo sul monte Beigua e sui suoi granati: lì vicino scorre l’Orba dove pare si trovino pagliuzze d’oro. Non è che in questi momenti di crisi sentiamo tutti un gran desiderio di camminare per sentieri e di andare a pescare ?

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A ovest del diamante – la tanzanite

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Una pietra con tanto di papà, mamma e data di nascita. Il primo si chiama Ndugu Jumanne Ngoma, la seconda una particolare zona di origine vulcanica nelle vicinanze del Kilimangiaro e il terzo dato corrisponde a primi giorni di gennaio del 1967. Quindi una pietra relativamente nuova  e con un unico posto al mondo come luogo di estrazione, il nord della Tanzania.

Tutti gli articoli che ho letto riportano delle difficoltà che il suo primo scopritore ha dovuto affrontare prima che gli venisse riconosciuto il diritto di chiamarsi “padre” della tanzanite e del suo battesimo ufficiale con questo nome da parte di Louis Comfort  Tiffany, il famoso gioielliere americano, visto che l’esatta dicitura, “zoisite”  blu, ricordava troppo la pronuncia di “suicide”.

La pietra, ora di gran moda, ha un colore che varia dal blu al violetto ed è tipica la presenza di più colori in un singolo esemplare. Qui ci addentriamo in un campo delicato, perchè possono entrare in gioco gli interventi dell’uomo: infatti  a livello internazionale è accettato il trattamento termico che potenzia il colore blu, operazione comunque non facile perchè può provocare la rottura definitiva.

I gioielli in tanzanite vanno trattati con cura ( a parità di bellezza e colore rispetto ad uno zaffiro sono molto meno resistenti)  e non devono mai venire in contatto con acidi.

A ovest del diamante – il diamante grezzo

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Oggi apro una nuova sezione: le pietre, non necessariamente quelle preziose, anche se si parte da una che  solo in un secondo tempo diverrà una vera e propria gemma, anzi la gemma per eccellenza:  il diamante .
E’ un po’ la storia del bruco e della farfalla trasportati nel regno minerale. In natura si trova e si estrae  il diamante grezzo, un sassolino dall ‘apparenza  insignificante (tralascio il fatto che per decine di anni queste pietruzze siano state macchiate di sangue, fino a una recente normativa) che l’esperto tagliatore saprà far sbocciare in tutta la sua bellezza.

Ho fatto delle ricerche sul web e ho preso qualche appunto; poche righe perchè preferisco che l’eventuale interessato si rechi sul sito “giusto” * .  Ad esempio le forme di diamante grezzo più ricercate sono quelle cosiddette”sawable”:  di forma ottaedrica , come due piramidi sovrapposte una all’altra. Un diamante grezzo di questa forma verrà diviso in due parti per creare due diamanti di taglio brillante.

Siccome sono donna e quindi curiosa, non ho saputo resistere alla pagina correlata all’astrologia: ho trovato una corrispondenza perfetta, anche troppo!  Sono del  segno della Vergine e riporto quindi alcune caratteristiche per chi eventualmente capitato su questo blog appartenesse al medesimo segno, mentre invito tutti gli altri a fare un giretto.

Dunque noi della Vergine siamo tradizionalisti e conservatori sia nel pensiero sia nella quotidianità (verissimo). Non buttiamo mai via niente (anzi io raccolgo da terra quanto buttato da altri: scritto così suona malissimo, ma chi ama il recupero spero capisca cosa voglio dire). Siamo  precisi, pignoli, attenti ai dettagli, ai particolari al punto da perdere la visione di insieme delle cose per fissarci ostinatamente su un dettaglio trascurabile , ma non per noi (per me questa è la vera attenzione, ma non lo capisce mai nessuno) …….. Siamo puntualissimi (io spacco il minuto e qualche volta è perfino imbarazzante, ma non sono cosa farci), tendiamo a sottovalutarci (mi rifarò nella prossima vita), ma siamo ottimi amministratori  e dotati di manualità (vedi le altri sezioni del blog).

Eccetera, eccetera

Alla prossima. T

*Riferimenti:
diamant-gems.com
gemmyx.com