Archivio mensile:luglio 2011

Fiori a go-go

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Sono semplici da fare e di grande effetto. Costano poco e riempiono un angolo o una parete. Occorrono fil di ferro, collant di vari colori (adattissime quelle per le bambine perchè offrono una gamma maggiore di tinte), guttaperca, perline e, naturalmente, la voglia di provarci.

Notate qualcosa nella composizione con il papavero? La retina è quella che avvolge certe confezioni di patate, cipolle, aglio…

Ahi, Genovesi, uomini diversi ( Inferno, XXXIII, 151)

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Da un libretto pubblicato nel lontano 1969 (“Scopriamo Genova città diversa”)  traggo parecchi spunti per recuperare la memoria di alcuni aspetti di una città senz’altro particolare. Fa riflettere che per trovare tante bellezze e curiosità occorra risalire indietro nel tempo, mentre oggi sarebbe necessario un deciso sguardo in avanti. Confidiamo nel fatto di essere “diversi”….

I Carugi

Fino al secolo XII le case erano costruite in legno, vicinissime le une alle altre, formando quei caratteristici “carubei” o “carroggi” come si chiamavano.
Si hanno notizie di numerosi incendi che , data appunto la vicinanza degli edifici, si propagavano con estrema rapidità causando danni enormi.
La costruzione delle case in pietra data dal 1200-1300 quando tutta  la città subì un vertiginoso sviluppo edilizio originato dalle fiorenti imprese commerciali.
I palazzi sono di un’altezza inconsueta per quei tempi, e rappresentano una preziosa eredità che ha bisogno di essere continuamente  valorizzata.
È forse la caratteristica di tanti edifici della Genova antica: occorre soffermarsi con amore e attenzione per scorgere tante finezze costruttive e originalità di soluzioni sparse un po’ ovunque qua e là per quelle viuzze in cui alzando lo sguardo si vede non più di una sottilissima lama di cielo…

Torta gelato Marta

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Con questa ricetta torno indietro di tantissimi anni: durante una riunione (un po’ noiosa, evidentemente) una collega faceva passare un foglietto con su scritto:

Occorrente: 400 gr savoiardi, 8 uova, mezzo litro panna, 250 gr zucchero a velo, 250 gr cioccolato fondente, liquore a piacere (ad esempio, marsala)

Sbattere i tuorli con lo zucchero a velo. Aggiungere la panna, un po’ di liquore e continuare a mescolare. Inzuppare i savoiardi e foderare uno stampo coprendo con cura tutti gli interstizi. Versare la crema dopo averne tolto una tazza. Mettere nel freezer e far raffreddare per bene.

Montare gli albumi a neve. Aggiungere la tazza di crema e la cioccolata ben sciolta e amalgamare il tutto. Versare sulla base con la crema bianca (ormai gelata) e rimettere tutto nel freezer.

La tecnica “Cellini” schematizzata

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Ho provato parecchie volte prima di ottenere un risultato accettabile. Poi ho preso carta e penna e ho cercato di capire quale fosse il passaggio più ostico: era quello di riconoscere la perlina “sporgente”. Allora ho pensato di giocare con i colori per riconoscerla con certezza e ne è uscita questa descrizione.

Perline 11/0 delica
Perline 10/0 ( + grosse)
Perle 4 mm
Filo nylon  0,25

 Sul filo inserire   6 perline 11/0  di colore    A A A A A A ,   4  perline  10/0 di colore  B B B B ,      2 perle 4 mm P P ,     4 perline 10/0  di   colore B B B B  = 16

L’importante è che le  11/0  e le 10/0  siano a giri alterni di colori diversi (ad esempio, 1° giro: nero/viola  – 2° giro : bianco/verde -3° giro nero/viola  – 4° giro : bianco/verde …) perché così è più facile riconoscere quale è la perlina sporgente (= del colore del giro precedente) in cui va inserito l’ago.

 Questo è lo schema riassuntivo

A A A A A A                 B B B B                            P P                            B B B B         a cui corrispondono nel giro seguente:

C C C C C C                     D D D D                           P P                            D D D D       

Dopo aver infilato le 16 perline   si rientra con l’ago in tutte, si fa un cerchio e un paio di nodi.  Si rientra con l’ago nelle prime 2 perline A che abbiano inserito

 1 di colore  C  sull’ago e si infila nella 4°A del giro precedente

1 di colore  C sull’ago e si infila nella 6° e ultima A del giro precedente

1 di colore  C sull’ago e si infila nella 2° B  del giro precedente

1 di colore  D  sull’ago e si infila nella 4° e ultima B del giro precedente

1 di colore  D sull’ago e si infila nella 2° e ultima perla  P del giro precedente

1 perla P  sull’ago e si rientra nella 2° B del giro precedente

1 di colore  D sull’ago e si infila nell’ ultima B del giro precedente

1 di colore D sull’ago e si rientra nella 2° A   del giro precedente insieme alla prima  C di questo giro

(Praticamente, usando 2 colori alternati a giro, si crea una sequenza alternata: se ne contano 4 dal fondo di questa sezione e le prime 2 sono quelle da cui si inizia il giro)

 II giro

 1 di colore A  sull’ago e si infila nella quartultima e prima delle  C  sporgente del giro precedente

 1 di colore A sull’ago e si infila nella 6° e ultima C  sporgente del giro precedente

 1 di colore A sull’ago e si infila nella 1°  D sporgente del giro precedente

  1 di colore B  sull’ago e si infila nell’ ultima  D sporgente del giro precedente

  1 di colore B sull’ago e si infila nell’ultima perla P  del giro precedente

  1 perla P sull’ago e si rientra nella 1°  D sporgente del giro precedente

  1 di colore B  sull’ago e si infila nell’ ultima  D  del giro precedente

  1 di colore B sull’ago e si rientra nella 2°  C del giro precedente insieme alla prima A di questo giro.

Si continua fino alla lunghezza desiderata tenendo presente che il lavoro finito risulta  piuttosto elastico.

Per finire:

Una volta raggiunta la lunghezza desiderata si continua per altri 4 giri inserendo al posto delle perle da 4 mm delle 10/0.

Si inizia un altro giro usando solo le perline 11/0.

Si inizia un altro giro facendo ogni due passaggi una diminuzione, cioè passando l’ago nella perlina successiva senza aggiungerne altre.

Nell’ultimo passaggio si passa l’ago in 3 perline.

Alla fine si passa l’ago nell’ultimo giro di perline per stringere definitivamente.

Questo so fare (ma non al primo colpo)

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Da qualche tempo ho scoperto le perline. Non ho idea di quante bloggers di sesso femminile abbiamo detto questa frase, ma…è così. Non avendo quasi mai preso un ago in mano l’impatto non è stato proprio facile, ma la soddisfazione tanta. Questa è una breve carrellata, ma mi riprometto di aggiungere qualche osservazione basata sull’esperienza di una super-principiante.

 Rosso su rosa a tecnica “Netted”

Giallo su giallo a tecnica “Netted”

Rondò (mamma mia che piacere vederlo finito) a tecnica “Cellini”

Le sferette a tecnica “sferetta”

TORTA CATHY con yogurt e frutta

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Inizio (letteralmente) con una torta che al momento sta spandendo il suo profumo di là, in cucina.

Sicuramente non con questo nome, ma con gli stessi ingredienti ricorrerà anche in altri ricettari: so soltanto che è buona, facilissima da fare e di sicuro successo.

Occorrono: 1 vasetto di yogurt (consiglio quello alla ciliegia) – 3  uova –  mezza bustina di lievito – frutta a piacere (se grossa a pezzetti, ma la sua morte sono i mirtilli), poi lo stesso vasetto dello yogurt, una volta svuotato del suo contenuto nella terrina, si riutilizza come misurino per la farina (3 vasetti), lo zucchero (2 vasetti scarsi, scarsi) e per l’olio di semi (1 vasetto).

Si mescola tutto insieme, si versa nella tortiera ricoperta di carta forno, sopra la frutta e sul tutto un bello strato di zucchero (ecco perchè quello all’interno della torta non deve essere eccessivamente abbondante). In forno per una mezzoretta a 180 gradi.