Archivio mensile:giugno 2013

Bracciale plastica

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Sì, di plastica si tratta, ma con in più il “valore aggiunto” della chiusura in perline.

bracciale plastica

In sè il bracciale era già bello: double-face con due sfumature – lucida/opaca – di viola. Non me ne intendo molto, ma mi è piaciuto da subito appena visto e preso in mano. A casa ho subito completato con  le chiusure in metallo e la cosa sembrava finita lì. Invece durante la notte (al buio la mia mente lavora al meglio…) mi è venuta l’idea di personalizzare meglio la bella plastica con qualcosa di umano  fatto a mano (la rima non è voluta, ma il concetto è proprio questo).

Ho seguito questo tutorial fotografico per la  realizzazione dell’anello; per la fascetta di collegamento ho lavorato al peyote 4 delica per 17 giri (forse i giri sono 34 e 17 sono le perline che si contano sui due lati, inferiore e superiore)  e l’ho fissata all’ultima maglia di plastica.

chiusura perline

Anche per la barra a T ho seguito le indicazioni del medesimo tutorial. Per l’abbellimento sui lati del tubicino mi sono limitata a inserire un bicono da 4 mm e una roc 15/0, sono rientrata nel bicono, ho attraversato tutto il tubicino, dall’altra parte ho ripetuto il medesimo passaggio e sono andata su e giù da un  lato all’altro per un po’ di volte per fissare il tutto. Il lavoro è venuto bene  e penso che agirò sempre così.

Per la fascetta di collegamento della barretta: sono partita dal centro del tubetto, ho inserito due delica e ho proseguito a peyote  fino ad avere 14 perline sul bordo inferiore e su quello superiore (28 giri), l’ho fatta passare nella maglia terminale del bracciale di plastica e ho creato un’asolina, cucendo nuovamente sulla fascetta e lasciando quindi un minimo di piastrina libera per inserirsi agevolmente nell’anello.

bracciale plastica

Se non sono stata abbastanza chiara, chiedete pure.

Alla prossima. T

Bracciali estivi (facilissimi)

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Ecco un piccolo contributo all’estate che per ora si vede poco…

bracciali facili

 

Non credo che servano molte parole per descriverli. Sono partita da un semplicissimo chiodino – con ovviamente un occhiello ad ogni estremità –  su cui ho inserito il materiale scelto; è bastato poi  aggiungere anelli e cordini (in seta ed in camoscio)  e  e fissare una chiusura. La cosa più difficile è determinare l’esatta lunghezza per il mio polso: dei quattro campioni nessuno viene bene, o troppo lungo o troppo corto…

A parte il mio caso,  credo che l’adattabilità al polso sia il nocciolo del problema per questo tipo di braccialetti: quindi urge una soluzione. Vedremo.

Per intanto, aspettando una giornata finalmente bella dalla mattina alla sera, proseguo con gli esperimenti.

Alla prossima. T

 

Collare di perle

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Non so come altrimenti si potrebbe definire: proprio collana  non è e scende molto a riempire il décolleté.

collare perle

L’idea non è mia, ma ho provato a rifarla secondo i miei gusti. Ci vuole un po’ di pazienza , nemmeno tanta,  costruire tanti modulini sui chiodini, fare un occhiello sopra e sotto e poi raggrupparli per mezzo di anellini  seguendo lo schema. Al proposito, prima ho tracciato su carta lo schizzo in scala 1:1 e poi poggiandovi sopra i singoli chiodini ho effettuato i raggruppamenti perchè bisogna seguire un certo ordine soprattutto dove confluiscono 5 o 6 moduli.

Tutto qui ed il risultato mi sembra molto estivo ed allegro. Nella foto sotto si dovrebbero vedere meglio i particolari.

collare_perle

Alla prossima. T

Pendente Embroidery/2

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L’ho chiamato “Fiordibosco” e credo che sia la prima creazione-creazione. Roba da stappare lo champagne…

pendente embroidery

 

E’ sicuramente imperfetto, ma mi piace tantissimo e lo terrò per me.

Riassumo in breve: quella che al centro nella foto  sembra una bolla in realtà è una specie di cabochon in vetro che all’Ikea vendevano come decorazione per vasi (trattandosi di prime prove non volevo sprecare materiale…sono pur sempre genovese). L’ho incollato sul feltro e poi incastonato con due giri di belle perline 11/0 della Toho  lavorate al peyote ed un giro finale di 15/0  per stringere, sempre a peyote.

Ritornata sul bordo esterno del cabochon ho inserito una perlina sfaccettata  da 6 millimetri leggermente  opalescente  e intorno ho posizionato due giri di colore diverso e ho ripetuto questo passaggio per altre 4 volte alternando i colori.

Da lì in avanti non ho fatto altro che contornare la forma a fiore che si andava delineando  con giri di diverso colore. Quando finalmente mi sono fermata il pezzo è risultato essere  all’incirca sui 6 centimetri  e ho proceduto al solito  lavoro di taglia/incolla .

Come bordo ho utilizzato delle grosse perline (direi 6/0) azzurre trasparenti; questa volta i punti sul retro sono risultati più regolari, ma ho applicato lo stesso la catenina di microsfere che secondo me sta benissimo e completa il lavoro. Dovrò mica chiedere il copyright?

Alla prossima da una contenta T.

Pendente embroidery

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L’avevo in testa da tanto tempo e alla fine ce l’ho fatta. Mi ha sempre stuzzicato l’idea di incastonare delle monete, un po’ perchè sono diverse dal solito e un po’ perchè ne posseggo parecchie e mi piacerebbe tirarle fuori dalle scatole in cui giacciono da decenni. Almeno che prendano aria!

Inizialmente ero partita con l’incastonatura a peyote, ma non era  facilissimo determinare il numero di perline iniziali e quindi mi ero arenata. Con l’embroidery invece tutto è più facile e il risultato quasi garantito.

 

  pendente embroidery

 

Veniamo a qualche spiegazione. Innanzi tutto la tecnica embroidery, cioè il ricamo con le perline, si trova spiegata in molti tutorial: c’è l’imbarazzo della scelta. In secondo luogo è proprio vero che, dopo uno o due esperimenti di prova, ci si sente liberi di creare con la propria testa, anche perchè è facile correggere (cioè tornare indietro), gli accostamenti sono più belli una volta inseriti di quanto ci si immaginasse guardando le perline in mano, i pasticci restano nascosti sul retro del lavoro: insomma una tecnica davvero piacevole, veloce e ricca di soddisfazioni.

Nel mio caso ho contornato la moneta (cipriota), dopo averla incollata su feltro (ho usato la colla Hasulith), con due giri di rocailles non troppo regolari di un colore grigio metallizzato, poi con un giro di perline bianche .

Ho poi ritagliato il feltro, preparato un analogo dischetto di finta alcantara (o qualunque altro tessuto che non sfilacci e sto pensando anche alla similpelle), incollato di nuovo. Ultimo problemino, ma tutto sommato superato senza grossi problemi era la rifinitura sullo spessore del bordo, ma anche qui, mediando tra più tutorial, ho trovato una strada personale che mi accontenta ed ho utilizzato sempre le roc metallizzate. 

Siccome non sono molto brava con ago e filo usati nel modo classico, alcuni punti sul retro non erano proprio perfetti e tutti uguali: ho rimediato incollando ancora sul bordo retrostante  una sottilissima-sottilissima catenella che ha coperto le imperfezioni.

Alla prossima. T

Tecniche per le spirali

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Ecco qua lo “Spiral Tour”, ovvero un breve riepilogo sulle spirali che conosco e che quindi ho sperimentato di persona.

1)      Spirale rope: la trovate qui con le mie spiegazioni e in rete basta digitare ed escono numerosi tutorial, parecchi in inglese e qualcosa anche in italiano . Permette infinite variazioni non solo di colore, ma anche di misure. La mitica Sara Spoltore ne offre una versione tripla, molto interessante.

spirale rope

2)      Spirale Cellini. Secondo me la più bella e la più amata.  L’ho già detto, ma a me piace molto un segmento (sui 14  cm) di spirale attraversato da una catenina. Mantenuta su una lunghezza contenuta la spirale resta sempre  elegante e al tempo stesso  molto portabile. Siccome all’inizio dell’avventura con le perline  morivo dalla voglia di realizzarne una, ma mi perdevo nei primi giri avevo progettato un sistema di lettere e colori che trovate qui. A prima vista sembra un po’ lambiccato, ma non lo è, basta entrare nel meccanismo. Provare per  credere. Comunque in rete si trovano moltissimi tutorial.

spirale Cellini

3)      Spirale DNA: ovvero croce e delizia. Anche in questo caso avevo preparato uno schema. Due sole parole la commentano: basta iniziare. Una volta partiti diventa di una facilità estrema essendo, come tutte le spirale, ripetitiva  e uno si chiede perchè mai ha incontrato tante difficoltà. In rete ho sempre trovato pochino:  e non in italiano. Grazie a questa tecnica ho conosciuto una persona un po’ speciale: ciao, Sandra…

spirale dna

4)      Spirale russa: facile e di buona resa: secondo me è preferibile usare perline piccole (11/0 e 15/0) altrimenti diventa troppo grossa e molle (nemmeno morbida). Se ne trovano tantissimi esempi (uno per tutti in italiano)  e  tempo fa avevo segnalato come alternativa il sistema che utilizzava una matita proposto da Offthebeadedpath.

spirale russa

5)       Peyote tubolare .Veramente ricordo di aver trovato molte foto, molte parole e poche istruzioni chiare per cui l’ho schematizzata a modo mio, se può servire.

peyote tubolare

6)  Spirale resille. Come la successiva l’ho scoperta grazie a Lufantasygioie che ha pubblicato il link alla pagina della creatrice: bella e facile.    spirale resille

7)     collana chenille Spirale chenille –  last, but not least –  : sempre conosciuta grazie a Lufantasygioie che linka al pdf dello schema. Più che bella e sempre facile.  Sara Spoltore in un video propone una sua versione molto interessante nella parte iniziale, secondo me migliore dell’originale in quanto più solida. Come la precedente è adattissima per sostituire le  catene in metallo e appendervi ciondoli.

Mi sembra di avere detto tutto e molto resta da fare.

Alla prossima. T