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Ciondolo a peyote

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ciondolo peyote

Incorniciare il vuoto. Non è male come concetto, un po’ metafisico.

Tenevo da parte dei grossi anelli di almeno 4 cm di diametro e poi da qualche parte ho visto che bastava una semplice lavorazione al peyote per farli diventare dei ciondoli niente male.  Devo ammettere che a me le lavorazioni di questo tipo restano leggermente svolazzanti, per niente piatte. Non so se si tratti del tipo di filo o della misura delle perline. Ironia della sorte in questo caso – una volta tanto – non erano richieste delle perline regolari, anzi, in modo da scegliere quelle che meglio si adattavano agli spazi: io invece ho voluto usare le Toho, 8/0 quelle più vicini al bordo metallico, 11/0 quelle centrali e 15/0 le più esterne con un  risultato, ripeto, ondulato. Non che mi dispiaccia: attaccato ad una collanina sottile il ciondolo fa,o meglio farà, la sua bella figura, risaltando sulla pelle. Il vuoto per vedere l’abbronzatura sotto c’è.

P.S. Lu, è abbastanza grande la foto?

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Orecchini, bracciali, collane…..

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Ho pensato di unire l’utile al dilettevole, letteralmente.
Devo procedere ad un riassetto di scatoline e contenitori e quindi devo smaltire un po’ di materiale accumulato e nel frattempo vi  mostro quello che ho realizzato in modo che se qualcuno vuole ispirarsi….faccia pure: l’ingresso è libero e la porta aperta….

Cominciamo. Problema: abbondanza di rocailles e un unico sacchettino di perline magatama che si svuota molto lentamente. Soluzione:
questi Orecchini a foglia orecchini_peyote. Molto belli, veloci da lavorare, con la tecnica peyote ed un passaggio ad herringbone,   hanno quel tocco in pù offerto dalle magatama, qui  di un colore cangiante che si abbina con tutto, ma penso – essendo un giro finale di rifinitura –  che sia possibile sostituirle con altre .

  Rispetto al tutorial originale di Cr3stina non ho inserito le perline verticali nell’ ovale al centro.

Problema numero due: gran profusione di catene e pezzi di catene, con anelli aperti sparpagliati ovunque.
catena captured Soluzione: oltre al bracciale che ho già mostrato, utilizzando la stessa tecnica ho provato a realizzare una collana. In questo caso non c’è proprio niente da aggiungere: basta solo aprire, chiudere, inserire la perla, aprire, chiudere e  passare al modulo successivo, arricchendo con altre catene a piacere.

Terzo, e per ora ultimo problema:  la gran quantità di cipollotti e mezzi cristalli, non proprio di qualità, ma che fanno la loro bella figura. Soluzione: abbinarli insieme con qualche distanziatore per braccialetti da portare tutti i giorni, allegri e luminosi.bracciale con cipollotti 

Ho suddiviso il materiale in moduli della lunghezza giusta per infilarli su un chiodino ed avere la possibilità di fare due asole, sopra e sotto (credo che venga bene anche del filo metallico tagliato a pezzetti), poi li  ho collegati  con anellini. Il lavoro in sè è molto semplice e poi essendo ripetitivo si migliorano  tecnica e risultati.

Non finisce qui: alla prossima. T

Riepilogo

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In questo periodo sono stata un po’ occupata, ma non ho smesso di lavorare.

Ho pensato di rinchiudere in un piccolo video le principali cosette uscite – sempre molto umilmente  e con ancora tanta strada davanti-  da testa e mani. Tra le foto sono rimaste prima per sbaglio e poi per scelta due di Filippo: così è possibile ammirarlo in tutta la sua bellezza…

 

Alla prossima. T

Riapro per aggiungere che quasi tutto quello che compare nel video è presente nel blog , con spiegazioni o rinvii. T

Perla di legno rivestita di perline

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Eccola. Per ora sola soletta, tra poco, spero, vicino ad altre compagne vestite come lei. Sono doppiamente soddisfatta perchè sono riuscita a combinare il video di Sarubbest sulle sfere di legno rivestite di perline (qui) con una iniziativa personale, andata a buon fine.

Mi spiego meglio.  Avevo da tempo visto il tutorial di Sara, basato su perle con un diametro di 12 mm e utilizzando perline 15/0, senza avere il coraggio di metterlo in pratica, anche perchè quelle in mio possesso erano di tutt’altre dimensioni e preferivo usare le 11/0.

Poi, ho trovato questa tabella ( mi scuso per non poter dare il  preciso riferimento e mi sembra a sua volta tradotta da un originale ungherese)  in cui, a seconda del diametro della perla di partenza,viene specificato quante perline 11/0 devono essere presenti in ogni singolo giro e quindi i necessari aumenti e diminuzioni.  Tutto molto chiaro e semplice, il che non è poco. 

Ho seguito parallelamente il video ed i 27 giri previsti dalla tabella  per una perla di 18 mm di diametro e devo dire che alla fine i risultati combaciavano alla grande (ehm, non proprio al primo tentativo, ma ormai ci sono abituata…).

Di solito, trascrivo le spiegazioni personalizzandole sulle mie esigenze, ad esempio  sui colori che ho scelto e che spesso sono diversi da quelli usati nei tutorial.   In questo caso la paginetta campione (ripeto su una perla di 18 mm di diametro e adoperando perline 11/0 )  con le indicazioni giro dopo giro è particolarmente versatile e adatta ad essere integrata a piacere. Chi avesse ancora qualche dubbio e  fosse interessato può richiederla e la invierò via e-mail.

Che altro dire? Si tratta di un lavoro abbastanza spedito  dopo che si è ingranato il meccanismo e per niente difficile; consiglio di prepararsi tanti contenitori (in questo caso 5) con il materiale  già suddiviso, soprattutto se si usano perline dalle sfumature simili o facilmente confondibili e qui la corrispondenza dei colori deve essere ovviamente perfetta; occorre anche parecchio filo e, secondo me, è meglio fissare tra le perline gli eventuali fili  prima di inserire la sfera di legno nel suo nuovo guscio.

Alla prossima. T

Incastonatura di un rivoli 14

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Un articoletto veloce veloce sui rivoli 14.

In ordine:
ho seguito il tutorial di Hobbyperline (ma sempre di Sarubbest si tratta);
per la mia mano ho preferito attestarmi su 34 (anzichè le 36 consigliate) perline iniziali.

Una volta terminata la lavorazione così come nel video – e vi assicuro che il rivoli non scappa proprio perchè risulta incapsulato benissimo – mi sono accorta che  per i miei gusti il tutto risultava un po’ troppo pesante,  “da sciura” e allora ho eliminato la decorazione finale sul bordo esterno, sostituendola con una semplice asolina impreziosita da un cristallo in tinta.

Ed eccoli qui i miei rivoli: giusto il tempo di fotografarli e se ne sono andati  dondolando appesi ad altre orecchie. Che ingrati.

Alla prossima. T

 

Per chi volesse dare un’occhiata ad una tabella per incastonare rivoli di diversa misura guardi qui.

Quadrato con tecnica peyote

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Rieccoci di nuovo: un mesetto è passato, l’estate è praticamente archiviata e siamo un po’ più carichi per incominciare nuove avventure.

Non è un’affermazione, ma quasi una domanda perchè a dire il vero questo mondo virtuale di chi crea con le perline mi sembra un po’ troppo perfetto.  Gli articoli che leggo per lo più  ritraggono persone  sempre felici che, pur tra difficoltà domestiche affrontate con eterno sorriso,  producono a raffica piccoli capolavori ed io mi mangio le mani perchè sono ancora lì con l’ago che non passa dove dovrebbe, con il filo che si annoda, con il risultato finale che mi soddisfa poco e con la  casa  da mandare avanti. Solo una volta ho trovato sul blog di una perlinatrice spagnola (mi pare) il suo sfogo liberatorio per il divorzio appena ottenuto, per le traversie passate con il marito che per ben 23 anni aveva imperversato sui membri della famiglia. Finalmente uno spaccato di vita quotidiana, per quanto sofferto, tra una perlina e l’altra.

Tornando a noi, le parole di cui sopra mi spingono ancora di più a mostrare, anche per l’immediato futuro, gli sforzi che a volte sono necessari per produrre qualcosa di accettabile e che dia soddisfazione (questo  personale metro di giudizio non è cambiato..): insomma  la costanza premia.

E allora via con triangoli e quadrati.

Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Ho messo insieme due tutorial della mitica Sarubbest, uno sui triangoli e uno sui quadrati forati, per intervallare le maglie di una catena.

  Dico subito che il modello è un classico per principianti,  il lavoro in sè non è per niente difficile, soprattutto per il triangolo. Io mi ostino a farlo semplice, cioè formato da una sola faccia perchè non sono molto sicura della mia capacità nel cucire i lati (ma su questo punto ritornerò più avanti) : il fatto che sia piuttosto grande (almeno 18 giri) lo rende leggermente bombato, rigido al punto giusto e quindi tutto sommato gradevole. Nell’ultimo giro non ho fatto aumenti sugli angoli e ho rifinito solo i lati. Sull’ultimissimo angolo ho creato un’asola ed ho approfittato della coda di un cambio filo per la seconda (altrimenti avrei dovuto ripassare il filo in tutte le perline fino al punto giusto).
Per i quadrati le spiegazioni del video sono più che esaurienti (personalmente, ho ottenuto qualcosa  di valido al secondo tentativo, ma il primo mi è servito per capire che cosa stavo facendo). In questo caso il quadrato è originato dalla sequenza formata da  due delica 11/0 più 9 rocailles 11/0 ripetuta per altre tre volte, seguendo alla lettera il tutorial.
Osservazioni: 1) non tirare troppo il filo nel primo giro: le perline devono posizionarsi in modo naturale nella loro alternanza peyotesca: in pratica su questi lati iniziali si deve ritornare per costruire la seconda faccia del quadrato e se sono troppo tirati diventa poco agevole innalzare le nuove file. Anche nei giri seguenti mantenere una mano morbida, ma non lasca.
2) Le cuciture finali si sono rivelate un falso problema ed è questo il motivo per cui il mio prossimo triangolo probabilmente sarà doppio.  Nei quadrati, al solito, ho  creato  due asole su vertici opposti, spostandomi con il filo all’interno del lavoro.

   

Che altro dire? Good job.

Alla prossima. T

Parade

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Premessa doverosa: mi piace tanto creare queste cosette, sto imparando, credo che non smetterò mai di imparare; devo tutto alle persone sparse nel mondo del web che dedicano parecchio del loro tempo ad insegnare a chi (magari in un altro continente)  si mette davanti allo schermo e segue le loro lezioni.  La vita e l’esperienza mi hanno anche insegnato che è bellissimo occuparsi di ciò che  dà soddisfazione: quindi nessuna pretesa di fare oggetti eccezionali, ma al mio meglio, quello sì.

perle in pasta sintetica e argentoni

perle in pasta sintetica e argentoni

spirale

spirale rope

spirale con perline incorporate

capricho

miscellanea di stili

spirale "cellini"

margheritine

soutache

bracciali con swarovski

bracciali "chicas"

spirale rope

spirale con bugle e perline

catene e sferette

ventagli

bracciali ad intreccio

mini parure

spirale elastica

parure con chips

bracciale kelly

        

Dimenticavo la babele di lingue in cui si ha a che fare nella ricerca di suggerimenti e spiegazioni: dal coreano all’inglese, dal francese allo   spagnolo, al portoghese…. eppure il linguaggio delle mani è universale.

Operazione “Margheitin”

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Mia nonna chiamava “margheitin” le piccole perle (allora non si parlava di perline) colorate spaiate, alla rinfusa. Mi è venuto in mente questo termine perchè ho deciso di fare pulizia e quindi di eliminare le rimanenze di lotti diversi,  soprattutto le piccole perline comprate all’inizio per i primi esperimenti quando ancora non conoscevo bene misure e caratteristiche.

Ho pensato di fare una collana e per ora mostro i vari passaggi fin qui eseguiti.

Ho usato  delle perline – nel mio caso  bianche –  leggermente più regolari delle altre: le chiameremo A; invece le B sono tutte le altre, prese veramente a caso, pur nel rispetto di una certa compatibilità .

 Per la SPIRALE ho iniziato con 2 perline  B, 1 A, 2 B, 1 A, 2 B, 1 A . Ho chiuso a cerchio ripassando il filo dentro a tutte. Alla fine ho fatto un doppio nodo e ho lasciato un 10 centimetri di filo, in attesa di definire che tipo di chiusura userò.
Uscendo con il filo da una A, ho infilato sull’ago la sequenza contraria, cioè 1 A e 2 B e sono entrata nella prima A (il colore diverso – qui bianco –  aiuta sempre) ; ancora 1 A e 2 B sul filo per entrare nella A successiva e infine di nuovo 1 A e 2 B sul filo per entrare NON nell’ultima A, ma nelle ultime 2, praticamente l’ultima del giro di base e la prima di questo giro. credo che sia la classica chiusura di giro della tecnica peyote.

Basta: si va avanti così finchè se ne ha voglia e finchè si hanno perline da smaltire. Proprio perchè non so esattamente quanto dureranno le mie, non ho ancora deciso se fare una collana girocollo “normale” o un segmento più corto da completare con due catene alle estremità. Vedremo.

Dopo qualche tempo aggiorno con il risultato finale:

 

Ho proceduto fin dove ho potuto (ad un certo punto le perline, pur essendo fin dall’ inizio diverse e a scelta casuale, non si armonizzavano più); allora ho agganciato una catena e sugli anelli più in basso ho inserito delle sferette sintetiche. Nessuna chiusura

 

 

Sull’onda del riciclaggio a tutti i costi, ne ho fatta un’altra, con nuovi avanzi:

NOTE SPICCIOLE:

1) Consiglio di preparare  un piattino in cui  depositare tutte le perline troppo piccole, rovinate, con il foro troppo stretto…ecc. per eliminarle definitivamente. In questo modo io ne ho fatto fuori un bel po’, ma erano davvero  inservibili.
2) Per le principianti- principianti ricordo che almeno per i primi giri è bene contare (uno, due e tre) i vari passaggi perchè la terza volta, a fine giro, bisogna prendere le due perline A insieme; dopo un po’ si riconosce la sequenza senza difficoltà. Se si hanno dei dubbi è meglio disfare, tornare ad un passaggio sicuro e ripartire con il conto.
3) La spirale non risente troppo della diversità delle perline usate, anzi, acquista una certa morbidezza visiva niente male…