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Spirale DNA

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

A dire il vero, fino a qualche ora fa non sapevo di aver già  fatto una spirale DNA ed ero tutta contenta perchè avevo trovato uno schema che la spiegava; ieri sera ne ho iniziato un campioncino e mi ricordava qualcosa… Stamani ho ripescato un vecchio lavoro ed eccola lì, la spirale DNA, solo che io l’avevo fino a qual momento chiamata spirale e basta.

Si tratta di un lavoro semplice e ripetitivo: l’unica difficoltà secondo me sta nel primo giro, ma ho trovato una soluzione.

Dunque si infila una perlina 11/0, un bugle, 2 perline 11/0, un bugle, 2 perline 11/0, un bugle, una perlina 11/0 e si rientra a cerchio nella prima perlina inserita. Ci ritroviamo tra le mani una coppia di perline, un bugle, una coppia di perline, un bugle, una coppia di perline, un bugle, in una forma vagamente triangolare.  Si lascia un po’ di coda per avere il tempo di decidere come chiudere un lato della lavorazione.

Sull’ago un bugle, 2 perline 11/0 e si rientra nella prima perlina subito dopo il primo  bugle del giro precedente.
Sull’ago un bugle, 2 perline 11/0 e si rientra nella prima perlina subito dopo il secondo bugle del giro precedente.
Sull’ago un bugle, 2 perline 11/0 e si rientra nella prima perlina subito dopo il terzo bugle del giro precedente.

E si continua fino alla lunghezza voluta.

Dicevo il primo giro: io ho incontrato qualche difficoltà nel riconoscere la famosa prima perlina subito dopo il bugle e ancora una volta mi sono venuti in aiuto i colori.

Ci sono due possibilità: o come nella foto in alto si fa un giro con bugle e perline di un colore (qui bugle argento e perline 11/0  bianche) e il giro seguente con un altro (qui bugle rossi e perline 11/0 rosa) e allora è facile individuare il giro precedente, oppure, come nella foto sotto,  si possono usare bugle tutti dello stesso colore, ma le due 11/0 devono essere diverse tra loro e rispettare sempre il medesimo ordine di infilatura. In tal modo una volta scelto il colore della prima perlina dopo il bugle sarà sempre quella e di quel colore nel corso di tutta la lavorazione.  Ripeto, dopo il primo giro, o al massimo il secondo, non ci sono più problemi.

Buon lavoro. T

La curiosità ti porta a:

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Operazione “Margheitin”

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Mia nonna chiamava “margheitin” le piccole perle (allora non si parlava di perline) colorate spaiate, alla rinfusa. Mi è venuto in mente questo termine perchè ho deciso di fare pulizia e quindi di eliminare le rimanenze di lotti diversi,  soprattutto le piccole perline comprate all’inizio per i primi esperimenti quando ancora non conoscevo bene misure e caratteristiche.

Ho pensato di fare una collana e per ora mostro i vari passaggi fin qui eseguiti.

Ho usato  delle perline – nel mio caso  bianche –  leggermente più regolari delle altre: le chiameremo A; invece le B sono tutte le altre, prese veramente a caso, pur nel rispetto di una certa compatibilità .

 Per la SPIRALE ho iniziato con 2 perline  B, 1 A, 2 B, 1 A, 2 B, 1 A . Ho chiuso a cerchio ripassando il filo dentro a tutte. Alla fine ho fatto un doppio nodo e ho lasciato un 10 centimetri di filo, in attesa di definire che tipo di chiusura userò.
Uscendo con il filo da una A, ho infilato sull’ago la sequenza contraria, cioè 1 A e 2 B e sono entrata nella prima A (il colore diverso – qui bianco –  aiuta sempre) ; ancora 1 A e 2 B sul filo per entrare nella A successiva e infine di nuovo 1 A e 2 B sul filo per entrare NON nell’ultima A, ma nelle ultime 2, praticamente l’ultima del giro di base e la prima di questo giro. credo che sia la classica chiusura di giro della tecnica peyote.

Basta: si va avanti così finchè se ne ha voglia e finchè si hanno perline da smaltire. Proprio perchè non so esattamente quanto dureranno le mie, non ho ancora deciso se fare una collana girocollo “normale” o un segmento più corto da completare con due catene alle estremità. Vedremo.

Dopo qualche tempo aggiorno con il risultato finale:

 

Ho proceduto fin dove ho potuto (ad un certo punto le perline, pur essendo fin dall’ inizio diverse e a scelta casuale, non si armonizzavano più); allora ho agganciato una catena e sugli anelli più in basso ho inserito delle sferette sintetiche. Nessuna chiusura

 

 

Sull’onda del riciclaggio a tutti i costi, ne ho fatta un’altra, con nuovi avanzi:

NOTE SPICCIOLE:

1) Consiglio di preparare  un piattino in cui  depositare tutte le perline troppo piccole, rovinate, con il foro troppo stretto…ecc. per eliminarle definitivamente. In questo modo io ne ho fatto fuori un bel po’, ma erano davvero  inservibili.
2) Per le principianti- principianti ricordo che almeno per i primi giri è bene contare (uno, due e tre) i vari passaggi perchè la terza volta, a fine giro, bisogna prendere le due perline A insieme; dopo un po’ si riconosce la sequenza senza difficoltà. Se si hanno dei dubbi è meglio disfare, tornare ad un passaggio sicuro e ripartire con il conto.
3) La spirale non risente troppo della diversità delle perline usate, anzi, acquista una certa morbidezza visiva niente male…