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Il cambio di filo e i nodi

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Come ho già detto in un’altra occasione la sostituzione del filo mi crea un po’ di agitazione, soprattutto se penso che chi userà i miei oggetti potrebbe non essere attento o delicato nei gesti quanto me.
Dopo vari tentativi ho messo a punto un mio sistema, carpendolo da un tutorial in  inglese  (al minuto 5,46 all’incirca). Ho provato a fare uno schizzo per spiegarmi meglio:

 Il nero indica il lavoro e il filo in esaurimento, il rosso quello nuovo. Con il nuovo filo preparo un doppio nodo,  tengo l’asola che si è formata un po’ larga e  faccio entrare  il filo “vecchio”  nell’apertura, dopo di che  stringo. A questo punto tenendo con una mano il filo vecchio e con l’altra il nuovo faccio letteralmente scivolare il nodo verso il lavoro. Stringo ancora, faccio un nuovo doppio nodo. In questo modo il nodo si incastra bene nella perlina contro cui va a posizionarsi, il doppio nodo assicura la tenuta e per ulteriore sicurezza spennello con lo smalto. 

Quello che succede dopo dipende dalla dimensione delle perline usate in quel momento. Quindi, se è possibile, unisco i 3 fili che mi ritrovo in uno solo, che sarebbe il filo nuovo,  con  un cappietto e lo faccio passare nelle perline seguenti; altrimenti proseguo normalmente  e dopo passo i fili all’interno del lavoro facendo qualche nodo ( come spiegato molto bene da Sarubbest ).

In pratica si passa l’ago nel filo sottostante la perlina da cui stiamo uscendo, si forma un’ asola, la si lascia un po’ larga, vi si infila l’ago e, guidando con le dita lo scorrimento del filo, si stringe il nodo. Si passa poi il filo in una perlina adiacente e, di solito, il nodo scompare e il lavoro resta pulito e sicuro. Dimenticavo: dopo aver fatto un nodo, prima di tagliare definitivamente il filo,  conviene allontanarsene attraverso qualche perlina.

 Purtroppo, mentre non ho nessun problema, anzi, ad eseguire questo tipo di nodi per fissare il filo  terminale, non ho altrettanta fiducia per quello iniziale, per cui preferisco il sistema spiegato sopra.

Spero di essere stata utile a qualcuno; fatemi sapere.

Alla prossima . T

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Parade

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Premessa doverosa: mi piace tanto creare queste cosette, sto imparando, credo che non smetterò mai di imparare; devo tutto alle persone sparse nel mondo del web che dedicano parecchio del loro tempo ad insegnare a chi (magari in un altro continente)  si mette davanti allo schermo e segue le loro lezioni.  La vita e l’esperienza mi hanno anche insegnato che è bellissimo occuparsi di ciò che  dà soddisfazione: quindi nessuna pretesa di fare oggetti eccezionali, ma al mio meglio, quello sì.

perle in pasta sintetica e argentoni

perle in pasta sintetica e argentoni

spirale

spirale rope

spirale con perline incorporate

capricho

miscellanea di stili

spirale "cellini"

margheritine

soutache

bracciali con swarovski

bracciali "chicas"

spirale rope

spirale con bugle e perline

catene e sferette

ventagli

bracciali ad intreccio

mini parure

spirale elastica

parure con chips

bracciale kelly

        

Dimenticavo la babele di lingue in cui si ha a che fare nella ricerca di suggerimenti e spiegazioni: dal coreano all’inglese, dal francese allo   spagnolo, al portoghese…. eppure il linguaggio delle mani è universale.

Operazione “Margheitin”

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Mia nonna chiamava “margheitin” le piccole perle (allora non si parlava di perline) colorate spaiate, alla rinfusa. Mi è venuto in mente questo termine perchè ho deciso di fare pulizia e quindi di eliminare le rimanenze di lotti diversi,  soprattutto le piccole perline comprate all’inizio per i primi esperimenti quando ancora non conoscevo bene misure e caratteristiche.

Ho pensato di fare una collana e per ora mostro i vari passaggi fin qui eseguiti.

Ho usato  delle perline – nel mio caso  bianche –  leggermente più regolari delle altre: le chiameremo A; invece le B sono tutte le altre, prese veramente a caso, pur nel rispetto di una certa compatibilità .

 Per la SPIRALE ho iniziato con 2 perline  B, 1 A, 2 B, 1 A, 2 B, 1 A . Ho chiuso a cerchio ripassando il filo dentro a tutte. Alla fine ho fatto un doppio nodo e ho lasciato un 10 centimetri di filo, in attesa di definire che tipo di chiusura userò.
Uscendo con il filo da una A, ho infilato sull’ago la sequenza contraria, cioè 1 A e 2 B e sono entrata nella prima A (il colore diverso – qui bianco –  aiuta sempre) ; ancora 1 A e 2 B sul filo per entrare nella A successiva e infine di nuovo 1 A e 2 B sul filo per entrare NON nell’ultima A, ma nelle ultime 2, praticamente l’ultima del giro di base e la prima di questo giro. credo che sia la classica chiusura di giro della tecnica peyote.

Basta: si va avanti così finchè se ne ha voglia e finchè si hanno perline da smaltire. Proprio perchè non so esattamente quanto dureranno le mie, non ho ancora deciso se fare una collana girocollo “normale” o un segmento più corto da completare con due catene alle estremità. Vedremo.

Dopo qualche tempo aggiorno con il risultato finale:

 

Ho proceduto fin dove ho potuto (ad un certo punto le perline, pur essendo fin dall’ inizio diverse e a scelta casuale, non si armonizzavano più); allora ho agganciato una catena e sugli anelli più in basso ho inserito delle sferette sintetiche. Nessuna chiusura

 

 

Sull’onda del riciclaggio a tutti i costi, ne ho fatta un’altra, con nuovi avanzi:

NOTE SPICCIOLE:

1) Consiglio di preparare  un piattino in cui  depositare tutte le perline troppo piccole, rovinate, con il foro troppo stretto…ecc. per eliminarle definitivamente. In questo modo io ne ho fatto fuori un bel po’, ma erano davvero  inservibili.
2) Per le principianti- principianti ricordo che almeno per i primi giri è bene contare (uno, due e tre) i vari passaggi perchè la terza volta, a fine giro, bisogna prendere le due perline A insieme; dopo un po’ si riconosce la sequenza senza difficoltà. Se si hanno dei dubbi è meglio disfare, tornare ad un passaggio sicuro e ripartire con il conto.
3) La spirale non risente troppo della diversità delle perline usate, anzi, acquista una certa morbidezza visiva niente male…

La tecnica “Cellini” schematizzata

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Ho provato parecchie volte prima di ottenere un risultato accettabile. Poi ho preso carta e penna e ho cercato di capire quale fosse il passaggio più ostico: era quello di riconoscere la perlina “sporgente”. Allora ho pensato di giocare con i colori per riconoscerla con certezza e ne è uscita questa descrizione.

Perline 11/0 delica
Perline 10/0 ( + grosse)
Perle 4 mm
Filo nylon  0,25

 Sul filo inserire   6 perline 11/0  di colore    A A A A A A ,   4  perline  10/0 di colore  B B B B ,      2 perle 4 mm P P ,     4 perline 10/0  di   colore B B B B  = 16

L’importante è che le  11/0  e le 10/0  siano a giri alterni di colori diversi (ad esempio, 1° giro: nero/viola  – 2° giro : bianco/verde -3° giro nero/viola  – 4° giro : bianco/verde …) perché così è più facile riconoscere quale è la perlina sporgente (= del colore del giro precedente) in cui va inserito l’ago.

 Questo è lo schema riassuntivo

A A A A A A                 B B B B                            P P                            B B B B         a cui corrispondono nel giro seguente:

C C C C C C                     D D D D                           P P                            D D D D       

Dopo aver infilato le 16 perline   si rientra con l’ago in tutte, si fa un cerchio e un paio di nodi.  Si rientra con l’ago nelle prime 2 perline A che abbiano inserito

 1 di colore  C  sull’ago e si infila nella 4°A del giro precedente

1 di colore  C sull’ago e si infila nella 6° e ultima A del giro precedente

1 di colore  C sull’ago e si infila nella 2° B  del giro precedente

1 di colore  D  sull’ago e si infila nella 4° e ultima B del giro precedente

1 di colore  D sull’ago e si infila nella 2° e ultima perla  P del giro precedente

1 perla P  sull’ago e si rientra nella 2° B del giro precedente

1 di colore  D sull’ago e si infila nell’ ultima B del giro precedente

1 di colore D sull’ago e si rientra nella 2° A   del giro precedente insieme alla prima  C di questo giro

(Praticamente, usando 2 colori alternati a giro, si crea una sequenza alternata: se ne contano 4 dal fondo di questa sezione e le prime 2 sono quelle da cui si inizia il giro)

 II giro

 1 di colore A  sull’ago e si infila nella quartultima e prima delle  C  sporgente del giro precedente

 1 di colore A sull’ago e si infila nella 6° e ultima C  sporgente del giro precedente

 1 di colore A sull’ago e si infila nella 1°  D sporgente del giro precedente

  1 di colore B  sull’ago e si infila nell’ ultima  D sporgente del giro precedente

  1 di colore B sull’ago e si infila nell’ultima perla P  del giro precedente

  1 perla P sull’ago e si rientra nella 1°  D sporgente del giro precedente

  1 di colore B  sull’ago e si infila nell’ ultima  D  del giro precedente

  1 di colore B sull’ago e si rientra nella 2°  C del giro precedente insieme alla prima A di questo giro.

Si continua fino alla lunghezza desiderata tenendo presente che il lavoro finito risulta  piuttosto elastico.

Per finire:

Una volta raggiunta la lunghezza desiderata si continua per altri 4 giri inserendo al posto delle perle da 4 mm delle 10/0.

Si inizia un altro giro usando solo le perline 11/0.

Si inizia un altro giro facendo ogni due passaggi una diminuzione, cioè passando l’ago nella perlina successiva senza aggiungerne altre.

Nell’ultimo passaggio si passa l’ago in 3 perline.

Alla fine si passa l’ago nell’ultimo giro di perline per stringere definitivamente.