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Ciondolo a peyote

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ciondolo peyote

Incorniciare il vuoto. Non è male come concetto, un po’ metafisico.

Tenevo da parte dei grossi anelli di almeno 4 cm di diametro e poi da qualche parte ho visto che bastava una semplice lavorazione al peyote per farli diventare dei ciondoli niente male.  Devo ammettere che a me le lavorazioni di questo tipo restano leggermente svolazzanti, per niente piatte. Non so se si tratti del tipo di filo o della misura delle perline. Ironia della sorte in questo caso – una volta tanto – non erano richieste delle perline regolari, anzi, in modo da scegliere quelle che meglio si adattavano agli spazi: io invece ho voluto usare le Toho, 8/0 quelle più vicini al bordo metallico, 11/0 quelle centrali e 15/0 le più esterne con un  risultato, ripeto, ondulato. Non che mi dispiaccia: attaccato ad una collanina sottile il ciondolo fa,o meglio farà, la sua bella figura, risaltando sulla pelle. Il vuoto per vedere l’abbronzatura sotto c’è.

P.S. Lu, è abbastanza grande la foto?

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Ciondolo a peyote

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ciondolo a peyote

  Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Partiamo da qui. Prima di tutto la fonte: 75marghe75 che  seguo da qualche tempo. La sua tecnica di spiegazione è un po’ diversa dal solito: durante il tutorial non lavora in diretta, ma spiega i singoli  passaggi, devo dire con grande chiarezza.

Nel caso del ciondolo in questione vorrei aggiungere alcune cosette:

 1) ricordarsi che si sta lavorando al peyote e quindi a fine giro bisogna sempre passare l’ago nella prima  perlina  inserita all’inizio e se all’inizio si è inserita una coppia di perline bisogna passare nella coppia;

2) io ho avuto qualche difficoltà a riconoscere questo benedetto fine giro e alla fine ho trovato una qualche soluzione  marchiando (orrore orrore!) con un pennarello la prima perlina  (o la coppia) che inserivo. In questo modo il problema che mi aveva non poco rallentato è sparito ( e a ogni giro un colpo di cotone e acetone faceva sparire il puntino nero);

3) l’ultimo intoppo è stato nuovamente il tipo di filo. Di solito per la tessitura vera e propria con  il miyuki mi trovo bene, ma qui – forse per il continuo fare e disfare – tendeva a sfilacciarsi mentre  il lavoro tendeva a diventare conico;  sono tornata al solito filo trasparente da 0,20 e  il ciondolo è rimasto miracolosamente piatto anche se ho evitato il giro finale di contorno perchè, al solito, preferisco una finitura meno appariscente e poi la forma del fiore è bella chiara.

Il risultato definitivo, collana +ciondolo, è ad un passo: sto chiudendo il segmento di tubolare e poi aggungerò delle catene.

Spero tanto che il tutto sia adeguato a quanto avevo in testa, perchè avrei intenzione di farne una serie.

Alla prossima. T

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