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Braccialetti e mercatino

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Avevo promesso qualche suggerimento per realizzare oggettini facili e remunerativi come soddisfazione personale ed eccone qua due esempi: i bellissimi Mingles di Sabine Lippert, (e ancora una volta devo ringraziare Lufantasygioie)

 

mingles

 

e i braccialetti ottenuti con la tecnica Nepal Chain Stitch (qui un tutorial, ma ne esistono parecchi anche con leggerissime varianti, purtroppo non ne ho trovati in italiano) leggeri, sottili ed eleganti come pizzi:

nepal_stitch1

 

Mentre per i Mingles le possibilità di combinazione sono praticamente infinite, per i secondi si può solo giocare con i colori.

Ho prodotto in abbondanza braccialetti di questo tipo perchè dovevo partecipare all’unico mercatino previsto per la stagione e, si sa, il materiale non è mai abbastanza…

 

mercatino2013

 

Guardo la foto e riconosco le mie creazioni, come fossero figli miei, anche quelli che purtroppo o per fortuna se ne sono andati via…

Alla prossima. T

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Flat spiral stitch

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flat spiral stitchRiprendo dopo essermi fermata per qualche giorno, potrei dire per gravi motivi familiari. Questi motivi hanno fatto sì che il corso di cesteria venisse interrotto a metà: adesso senza l’aiuto del mastro cestinatore dovrò provare a realizzare qualcosa con il materiale che molto gentilmente mi ha fatto recapitare e poi forse tra qualche tempo  riuscirò a recuperare la lezione perduta sull’impagliatura delle sedie. Lo spero tanto.

Per guardare avanti torno alle solite occupazioni. Ho notato che esperte perlinatrici spesso ripropongono tecniche basiche, molto semplici e di effetto; una di queste è la flat spiral, cioè la spirale piatta.

Ho voluto  provare anch’io e gironzolando per il web ho scoperto che le modalità di realizzazione sono almeno due. Una scuola di pensiero propone la lavorazione simultanea delle perle centrali che formano l’ossatura  e le decorazioni laterali, lasciando alla fine l’inserimento  della chiusura sulle due estremità. Rimando al tutorial di Beadholique, non perchè non ce siano altri, ma tra quelli in inglese è quello che offre la trascrizione fonetica precisa e tra l’ascoltare e il leggere esattamente  quello che viene detto a voce anche uno che mastica poco la lingua qualcosa capisce.

L’altra possibilità è invece quella di realizzare prima tutta la base del braccialetto a partire dalla prima parte della chiusura, poi infilando in sequenza tutte le perle centrali e terminando con la seconda parte. Una volta ottenuto un semplice bracciale completo si passa al sovrainserimento della decorazione: per questa tecnica rimando al video di Offthebeadedpath, molto chiaro.

Considerazioni di fondo.

1) Si tratta di una tecnica facile che permette moltissime varianti, di colori, di dimensioni e di materiali,  e questo è un punto  a favore.
2) Le perle centrali (o qualunque cosa si usi) devono avere un foro adeguato ai ripetuti passaggi di filo.
3) Ci deve essere una proporzione tra la decorazione laterale e quella centrale. Nei video si parla di 4 o 5 seed beads (cioè perline di solito 11/0 non necessariamente regolari) per la lavorazione laterale, ma nel mio caso sono dovuta scendere a tre e quindi la sequenza è risultata di 3 perline, 1 bicono da 3 mm, 3 perline, mentre quelli centrali erano cristalli da 4 mm.
4) Il filo. Se il foro delle perle centrali è bello capiente, ovviamente non ci sono problemi. Se non lo è, bisogna arrangiarsi un po’. Per il bracciale realizzato con la tecnica Offthebeadedpath ho utilizzato un filo più resistente per la base ed uno più sottile per la decorazione.

Giudizio finale: darei una leggera preferenza alla lavorazione suddivisa in due parti distinte, quella di Offthebeadedpath per intenderci, perchè a parità di risultato finale che esteriormente è identico come si vede dalla foto, il braccialetto risulta  più sostenuto e quindi più sicuro.

Alla prossima. T

Bracciale con margheritine

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Dedicato alle principianti

Un lavoretto facile facile, un po’ naif  forse,  ma carino da fare e da vedere.

Occorrono perline di  3 colori diversi di misura non piccola, anzi: vengono bene le perline di conteria, quelle non identiche fra loro.

 Un primo colore (A) serve da distanziatore tra le varie margheritine
Un secondo colore (B ) costituisce la corolla
Un terzo colore (C) costituisce il centro

 Nel mio caso su un tratto di filo abbastanza lungo (calcolare 50-60 cm perchè per formare ogni fiore praticamente si ritorna indietro di un passaggio ) ho infilato la chiusura, fermando il filo con uno schiaccino e facendo rientrare la coda del filo attraverso le prime perline.

Poi ho infilato 4 perline del colore A , come prima volta, mentre  in tutte le altre ne ho usate 3.

 Ora si infilano 4 perline del colore B che formeranno  il contorno del fiore e 1  di colore C (il centro) e si rientra con l’ago  indietro nella prima B inserita:  il movimento deve avvenire sull’esterno e rivolto verso di noi.   Se si appoggia  il lavoro su un piano si vedrà che si è  formato un mezzo fiore.

Altre 3 perle B sull’ago e si infila questa volta dalla parte opposta nella perlina  B immediatamente sottostante la C. Tirando il filo la corolla si chiuderà a cerchio intorno al suo centro.

E via così: ora altre 3 perline A separatrici e poi la nuova margheritina: per il mio polso ne sono occorse 7.

Una volta  che si è quasi raggiunta la misura desiderata  si inseriscono le 4 perline A come all’inizio e poi la seconda parte della chiusura.

Siccome il lavoro in sè era molto semplice ho preferito usare una chiusura un po’ vistosa e abbinare a quello appena descritto  un secondo braccialettino formato dalle stesse perline in ordine vario infilate su un filo elastico: l’insieme è fanciullescamente piacevole.

Le possibilità di utilizzo di questa tecnica, non so se la si possa chiamare così, sono numerosissime e tutte nelle nostre mani.    

        

Alla prossima. T

Bracciali facili

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Dedicato alle principianti che desiderano provare qualcosa di più

Esistono braccialetti e braccialetti. Alcuni sembrano vere opere d’arte (ma io non li so fare), altri sono impreziositi da etti ed etti di cristalli e/0 swarovski (per chi piacciono) e poi ci sono quelli alla portata delle mani meno esperte.

Come questi:

Tempo fa avevo trovato il tutorial di un ragazzo, El Gato, in cui spiegava, in spagnolo,  la lavorazione per ottenere questo tipo di bracciali. Ho seguito il suo canale per un po’, sperando che insegnasse altri lavoretti,  ma direi che ha fatto la sua scelta di vita e  si è votato anima e corpo alla cucina…..

A questo punto ho poco da aggiungere: il lavoro è davvero facile e remunerativo, permette di smaltire piccoli quantitativi di materiale accumulato, si possono inventare mille combinazioni tra dimensioni e colori e infine si ha la soddisfazione di aver prodotto qualcosa di veramente grazioso.  L’unica cosa da ricordare è che a seconda delle perle e perline scelte il risultato finale può essere più o meno compatto.

Questi braccialetti sono perfetti per l’estate, colorati ed eleganti insieme, si possono fare della lunghezza desiderata, non dimenticando che risultano leggermente elastici, quindi si adattano facilmente al polso.

( Chi fosse interessato alla spiegazione scritta in italiano, può richiederla e la invierò per e-mail )

Alla prossima. T

Bracciale ad intreccio

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Oggi parliamo del bracciale riprodotto qui a fianco. Nel video (!) ho mostrato la tecnica più semplice possibile per ottenere degli intrecci. I risultati sono discreti ma diciamo che si può fare di meglio con un piccolissimo passo in avanti.

Dunque si parte tagliando un filo della lunghezza necessaria ricordando che va doppiato ed è sempre meglio abbondare. 
Si infila il moschettone (o l’anello), uno schiaccino, si porta tutto al centro del filo e  si preme lo schiaccino con le pinze (ovviamente la chiusura rimane all’interno della piccola asola che si è formata).
Sui due capi uniti si infila una perlina a piacere e da questo momento si lavora con i due capi del filo separati.
Su uno dei due si inseriscono una perlina A, una perla (un cristallo, quello che si vuole purchè più grosso), una perlina A.
Sull’altro si inseriscono una perlina A, una perla B (di dimensione ancora diversa, leggermente più grande della A e più piccola della perla inserita sul capo opposto), una perlina A, una perla B, una perlina A e si incrocia in una nuova perlina A.

Ora guardate bene da dove provengono i due capi e infilate le stessa sequenza di perline già presente. L’incrocio dei fili  le porterà  a posizionarsi in modo alternato.

Per terminare, stesso lavoro dell’inizio: si passano i due capi in un’unica perlina (identica a quella già usata), schiaccino, moschettone (o anello).
L’effetto è gradevole; il lavoro velocissimo.

Note spicciole:

Ho usato i termini  A, B per indicare le varie dimensioni , ma si possono usare le misure che si preferiscono: anche perle, cristalli o perline tutte uguali, devono solo armonizzarsi tra loro. Credo che niente possa valere il proprio gusto e la voglia di sperimentare.

Direi che anche il  numero di elementi inseriti può variare.

Io ho usato cavetto anzichè filo, perchè mi sembra che il bracciale risulti più robusto…

Alla prossima. T

Incroci

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Dedicato alle principianti che vogliono provare qualcosa di più.

Non mi piace sostituirmi ad altri più bravi di me, per cui rimando a tutorial specifici.

Qui voglio solo accennare alle molteplici possibilità che offrono i cosiddetti “incroci”, praticamente il lavoro con due capi di filo (e quindi due aghi a meno che il filo non sia troppo sottile, nel qual caso si può tranquillamente lavorare senza) che ad un certo punto si intersecano. Partiamo dalla situazione più semplice e al tempo stesso remunerativa in tempo e soddisfazione: la mitica “pallina” o sferetta che dir si voglia.

  Sono almeno due i metodi per ottenerla; cercateli (o chiedetemeli) e vedrete che in breve sarete coinvolte in una inarrestabile produzione, anche perchè le possibilità di utilizzo sono davvero varie.

Più o meno con lo stesso sistema si possono ottenere bracciali

..e orecchini: questi sono dei prototipi:

Sono di una facilità estrema, però, secondo me, hanno qualche difettuccio, proprio nella progettazione. Le perle sono da 6 mm, quindi non piccolissime, e tre moduli rendono l’orecchino abbastanza lungo: la decorazione è solo su un lato e quando sono indossati non è esposta continuamente. Allora ho provato a ridurre non la dimensione delle perle, ma il numero dei moduli, scesi a due, e ho replicato la decorazione anche sul retro, in pratica gli orecchini sono double-face. Sono molto più soddisfatta. Ecco la differenza:

Come sono arrivata a produrli? Siccome non c’è (quasi mai) niente di nuovo sotto il sole, mi sono ispirata a dei video  tutorial particolarmente chiari. Non dò molta importanza alla lingua, perchè i gesti sono universali e da qualche tempo a questa parte spesso  compaiono i sottotitoli, per cui almeno per francese e inglese, tra scritto e parlato, la comprensione non è difficile.

Un caso diverso è rappresentato dagli schemi, ma di questo parleremo un’altra volta.

Appunto. Alla prossima T

Tecnica Netted lineare

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 Si tratta di una tecnica che dà grande soddisfazione in quanto è rapida da eseguire e di effetto.
Proprio perchè l’ho sperimentata per i  primi lavori non ho mai usato perline molto regolari  e devo dire che il risultato è stato gradevole ugualmente;  anzi adesso che ci penso, per le vacanze di Pasqua metterò in cantiere  un bracciale con materiale adeguatamente omogeneo…

 Come si nota dalle due foto si possono usare sia perline tipo “delica” a tubicino, sia tipo “rocailles”, più tondeggianti:  l’intreccio è leggermente diverso e più o meno compatto.

Questa è la mia spiegazione rielaborata da vari tutorial:

13 rocailles o delica 11/0 del colore principale sull’ago + una quattordicesima di un  colore a scelta + una quindicesima di finale ( ne consiglio una trasparente in quanto il filo, rientrando nella sottostante, rimane all’esterno). 

I GIRO
Si rientra con l’ago nelle 2 sottostanti la finale.
Sull’ago 3 perline del colore principale si rientra con l’ago nella 4° perlina
Sull’ago 3 perline del colore principale si rientra con l’ago nella 4° perlina
Sull’ago 3 perline del colore principale si rientra con l’ago nella 4° perlina (ultima)

A questo punto i due capi del filo escono dalla medesima perlina
Si fa scivolare il tutto verso il fondo del filo, si fa un nodo e volendo si uniscono ancora i due capi con un cappietto.

II GIRO
3  perline + 1 finale e si rientra nelle 2 sottostanti la finale (si forma una specie di codina).
Sull’ago 3 perline del colore principale, si rientra con l’ago nella perlina centrale dell’asolina di 3 perline del giro precedente.

 

Nell’ultimo passaggio prima della codina praticamente si infila l’ago nella quartultima (compresa la perlina finale).

La curiosità ti porta a

 

Parade

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Premessa doverosa: mi piace tanto creare queste cosette, sto imparando, credo che non smetterò mai di imparare; devo tutto alle persone sparse nel mondo del web che dedicano parecchio del loro tempo ad insegnare a chi (magari in un altro continente)  si mette davanti allo schermo e segue le loro lezioni.  La vita e l’esperienza mi hanno anche insegnato che è bellissimo occuparsi di ciò che  dà soddisfazione: quindi nessuna pretesa di fare oggetti eccezionali, ma al mio meglio, quello sì.

perle in pasta sintetica e argentoni

perle in pasta sintetica e argentoni

spirale

spirale rope

spirale con perline incorporate

capricho

miscellanea di stili

spirale "cellini"

margheritine

soutache

bracciali con swarovski

bracciali "chicas"

spirale rope

spirale con bugle e perline

catene e sferette

ventagli

bracciali ad intreccio

mini parure

spirale elastica

parure con chips

bracciale kelly

        

Dimenticavo la babele di lingue in cui si ha a che fare nella ricerca di suggerimenti e spiegazioni: dal coreano all’inglese, dal francese allo   spagnolo, al portoghese…. eppure il linguaggio delle mani è universale.

Primo tutorial

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Non è il massimo, ma ci sono volute tante di quelle prove che la musica mi esce dalle orecchie…

 Qualche parola di spiegazione, dato che il video è muto (non sono ancora pronta per la registrazione audio).

Si tratta di una tecnica molto semplice, come tutte le cose che faccio, ma che dà soddisfazione e da qualche tempo questo è diventato il mio metro di valutazione delle cose.
Per il resto, direi che si capisce abbastanza la sequenza dei gesti e il mio consiglio è di sperimentare nuove variazioni per ottenere qualcosa di sempre più personale.

Un saluto a Francesca, se mai capiterà da queste parti….Bau Atena…