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Due coppie di orecchini

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Come diceva Monti? Vedo la luce in fondo al tunnel.  A parte il fatto che quella luce (= uscita dalla crisi) l’ha vista solo lui, io invece comincio a vedere un barlume di serenità dopo un  periodo davvero brutto, per cui mi approprio della sua brutta frase per rendere l’idea della mia rinascita.

Allora, eccoci di nuovo qui. Non è che non abbia proprio fatto niente, ma nei giorni cupi ho preferito andare sul liscio e ho ripetuto con  leggere varianti dei lavoretti già presentati. Per ora di nuovo ho  queste due coppie di orecchini. diverse tra loro, ma ugualmente belle e gratificanti, una volta realizzate.

coppie di orecchini

 

Quelli rettangolari sono di Chiara Gandini, mentre quelli a a tecnica herringbone sono i Paika di Mu.  In questi ultimi rispetto all’originale l’asola per la monachella è …una semplicissima asola.

Non ho niente da aggiungere perchè le spiegazioni sono chiare ed esaurienti in entrambi i casi ed i risultati davvero soddisfacenti. Li consiglio vivamente.

Alla prossima. T

 

 

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Pendenti

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In questi giorni non riesco a occuparmi come vorrei delle perline per cui, siccome  il blog ha sempre fame di cose nuove, propongo due oggettini pronti da tempo e che non pensavo di pubblicare.

Uno, il pendente a cuore, è stato realizzato seguendo lo schema  – istruzioni chiarissime – tratto da Aroundthebeadingtable. E’ semplice, ma fa il suo bell’effetto..da indossare tutti i giorni.

pendente a cuore

Il secondo è ancora più semplice e in rete se ne trovano parecchi esempi: si lavora con i due capi del filo in modo da formare un diametro esterno con due elementi  ed uno più interno con uno (si può giocare con le quantità). Ogni modulo è separato dal successivo tramite distanziatori:  io li ho preferiti più lineari rispetto a quelli di strass solitamente usati in questo tipo di lavorazione, e devo dire che mi piacciono di più. Il risultato è appariscente, ma simpatico e costituisce anche un buon sistema per eliminare qualche cristallo di troppo.

 

pendenteAlla prossima. T

 

 

Orecchini a brick stitch

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Questi:

orecchini_brickstitch

Sono partita dal fatto che le basi per orecchini che si possono facilmente trovare in commercio spesso sono poco resistenti, per cui preferisco lavorare con anelli senza aperture. Ho seguito questo schema, molto dettagliato, utile sia per fare un pendente che un paio di orecchini.

Una volta compreso il procedimento, siccome è ripetitivo, si può procedere come si vuole: ad esempio, mi sono fermata dopo tre giri di perline 8/0 e ho concluso con un giro di 15/0 , ovviamente piccolissime, ma luminose. Il risultato mi soddisfa e spero piaccia anche a chi è in cerca di  una qualche ispirazione.

In questi giorni preferisco tenere occupata la mente (e le mani) per cui ho rovistato tra la vecchia produzione e ho iniziato a disfare tutto quello che non mi piaceva più. Così facendo, sono tornata ai vecchi amori, come la spirale rope, e ho fatto un paio di nuove collane: ho rivisto anche il concetto di simmetria e ho preferito puntare sull’alternanza di materiali e misure.

collana spirale rope

 

Alla prossima. T

 

Bracciale con tila

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Da tempo mi girava per la testa l’idea di utilizzare un sacchettino di Tila per un braccialetto o anche un paio di orecchini. Non è stato proprio facile, qualche tentativo qua e là, ma niente che veramente mi convincesse.

Per un po’ ho lasciato perdere, ma un bel giorno sono arrivata qui e ho trovato quello che cercavo.

bracciale con tila

Allora: si tratta di un bel bracciale, direi a piastre, quindi  molto piatto, ma articolato e ricco.

E’ costruito a moduli, per cui fatto uno, fatti tutti: per di più, appunto, completato il primo, la sequenza dei passaggi è molto logica e intuitiva e le spiegazioni non servono quasi più, se non per un’occhiatina ogni tanto…

bracciale tila

Rispetto all’originale ho apportato una piccola modifica riguardo ai biconi, utilizzando due misure diverse che mi hanno permesso di creare un’alternanza sopra/sotto lungo il bordo esterno.

Non ho molto altro da aggiungere: una raccomandazione solo per il filo che deve essere della lunghezza indicata perchè la lavorazione richiede passaggi ripetuti e ne consuma parecchio.

Lo consiglio caldamente, come dicevo una volta, a chi vuole provare qualcosa di più, ma non si sente  ancora pronto per lavorazioni impegnative: è il test giusto!

Alla prossima. T

Anello con Rivoli

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L’anello è realizzato con la tecnica embroidery utilizzando delle delica 11/0 e 15/0 per l’incastonatura di un Rivoli da 12 mm e poi delle perline da 8/0 per il giro più esterno.

anello Rivoli

Comincio con il dire quello che  nella foto non si vede, cioè una base metallica che rende l’anello adattabile al dito di chi lo indossa.  Personalmente preferisco queste basi alla fascetta tutta di perline perchè mi sembrano più robuste seppure meno eleganti.

In rete ci sono tantissimi tutorial, basta cercare;  nello specifico e badando sopratutto ai particolari del montaggio ho seguito quello proposto da Offthebeadedpath. Al solito, e indipendentemente dalla lingua,  il procedimento è chiaro ed il risultato garantito. Ed è pure veloce da realizzare. Cosa desiderare di più?

Vorrei aggiungere solo un piccolo commento che forse capirà solo chi se ne intende già un po’. Nel video si vede chiudere il lavoro con una lavorazione a  brick stitch seguita da un giro in cui  con le 15/0 si formano dei piccoli picot tra perlina e perlina in modo da nascondere il filo che altrimenti si vedrebbe: viene benissimo, solo si allarga leggermente la circonferenza dell’anello rispetto alla base su verrà incollata.  Questa tecnica non mi convinceva del tutto, proprio per la proporzione anello/base: allora ho fatto qualche ricerca e ho trovato altre possibilità. Se a qualcuno farà piacere, ne parleremo in un apposito post.

Alla prossima. T

Braccialetto (ultimo) in filo elastico

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Perchè ultimo? Perchè bisogna andare oltre e anche se è sempre piacevole fare questo tipo di oggetti (che tra l’altro piacciono e si vendono!!!), occorre tassativamente tentare nuove strade.

bracciale filo elastico

E allora perchè questo post? Risposta: perchè ho trovato l’unica indicazione veramente utile, cioè quale misura di filo elastico tagliare per ottenere un braccialetto giusto.

Ecco la ricettina magica (che mi sono permessa di tradurre  in centimetri):
misurare il proprio polso – aggiungere 1,27 cm – poi aggiungere 7,62 cm

Ad esempio il mio polso è 17 cm + 1, 27 = 18,27. Ora a 18,27 si aggiungono 7,62 cm per un totale di 25,89 cm . Quindi la misura ottimale è circa 26 centimetri di filo elastico, che ovviamente andrà riempito per circa 18/19 cm (per essere esatti, la misura del polso + 1,27 cm) con i componenti prescelti, mentre il resto, suddiviso sui due lati,  servirà per stringere con i nodi.

Sempre per dovere di correttezza vi metto il link per il bracciale in questione e relative spiegazioni.

Alla prossima con anelli! T

Orecchini ad onda

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Non saprei in quale altro modo chiamarli.

orecchini ad onda

Li ho trovati qui, tra i progetti di una creatrice americana, Jill Wiseman, dalle forme generose, ma dalle mani delicatissime… Mi hanno subito colpito perchè – diciamocelo – sono diversi dal solito ed io sono costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo  (e che rientri sempre nelle mie possibilità di realizzazione). Ebbene, in questo caso le due condizioni sono state soddisfatte.

Le spiegazioni sono chiare; anzi, direi che il lavoro è ancora più semplice di quanto non sembri, soprattutto l’inserimento – con relativo secondo passaggio per il rinforzo – delle grosse perle e la formazione dell’onda. Per di più è veloce e permette infinite variazioni. Last, but not least, indossati stanno benissimo.  

Nella foto si vede il davanti e il retro degli orecchini, vale a dire la base e la decorazione con le perline 8/0.

Per oggi è tutto, ma anticipo che, tenuto conto delle numerose richieste e delle ultime tendenze, il prossimo post riguarderà un  vistoso bracciale elastico.

Alla prossima. T

 

Orecchini Art Deco

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Suppongo che il termine Art Deco abbia a che fare con una certa aria da primo Novecento..

orecchini vittoriani

A me sembra di aver già trovato un tipo di lavorazione simile; in ogni caso,  ho visto questi orecchini, mi hanno convinto, li ho realizzati e…mi piacciono molto. Approvati! Anzi OK, perchè con questa sigla sul foglietto di appunti catalogo tutto quello che mi riesce e che mi dà una qualche soddisfazione.

Ho due o tre cosette da aggiungere. In ordine sparso:

1) Ho usato – come da istruzioni –   biconi swarovski da 6 mm e perline da 4 mm: avrei preferito utilizzare  delle perle un po’ più grosse e di un altro colore e ci ho pure provato, ma la struttura restava decisamente molle….

2) Non mi piaceva appieno il pendente, troppo “art deco” per i miei gusti e così ho aggiunto una goccia direi a trapezio: nella foto ho accostato anche altre possibilità, come una goccia classica o una sempre a trapezio, ma nera per contrasto. Ecco spiegato perchè l’orecchino è per ora figlio unico: devo decidere la versione finale per una coppia  e non è detto che non cerchi altre soluzioni.

3) Il filo. L’autrice consiglia il Fireline. Ho voluto provare con quello di nylon  (il cosiddetto da pesca) da 0.20 e sono tornata di corsa al Fireline. Bisogna passare più volte tra le perle e i biconi e quindi occorre qualcosa di sottile e resistente.

4) In ogni modo trovo che per chi è alle prime armi sia interessante la visione del video  soprattutto per le soluzioni del pendente e dell’asolina superiore a cui attaccare la monachella, replicabili in altre occasioni.

5) Questo orecchino è ben proporzionato: la parte lavorata – veramente facile da realizzare –  è più piccola di quanto non sembri, ma con il pendente raggiunge i 5 cm di lunghezza, monachella esclusa.

MI sembra di aver scritto tutto quello che mi si agitava in mente. Buon lavoro a tutti.

Alla prossima. T

Bracciale tennis

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Sembra proprio che certe idee girino per l’aria e contagino le persone.

Da tempo avevo in mente di proporre qualcosa sul braccialetto tennis (qualcuno ricorda Chris Evert, la tennista? C’è una piccola storia dietro a lei e ad un filo di brillanti che portava al polso e da qui il nome) e per la serie “quello che riesce a me riesce a tutti” avevo cercato ispirazione e suggerimenti.  Da non credere: in almeno due continenti – Europa e America – è scoppiata la febbre del bracciale tennis e sono stata sommersa da troppi schemi e tutorial. Ho davvero faticato per restringere il campo e alla fine ho scelto due possibilità.

bracciale tennisNella foto si vede quello che ho realizzato seguendo le indicazioni dell’americana Sandra Halpenny (sui toni del miele) e dell’italiana Agape Bijouxsui toni verde/nero.

Il primo braccialetto risulta più sottile, ma secondo me resta troppo visibile il filo tra le perline, il secondo invece – leggermente più alto – ha una sequenza di castoni quadrati in cui i biconi (o le perle) si inseriscono perfettamente.

bracciale tennis particolare

Tutti e due i lavori sono  spiegati chiaramente, anche se con metodi (e lingue) diversi, facili, veloci, adatti a chi è alle prime armi e vuole realizzare qualcosa di portabile e carino.

Non vorrei apparire campanilista, ma dentro di me ho già deciso quale continuerò a produrre….

Alla prossima. T

Bracciale perline

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Oggi  – brutta giornata dal punto di vista meteorologico – mi sento invece più allegra e disposta a divagare.
Prima  le cose serie.

Ecco qua un bel braccialetto, sempre prelevato da Aroundthebeadingtable.  Si chiama Little Ditties, cioè canzoncine, e in effetti quei dischetti perlinosi si succedono uno dietro l’altro come una musichetta… Lo schema è molto chiaro, la lavorazione veloce, simpatica e si possono utilizzare vari tipi di materiale: insomma è da provare!

bracciale perline ditties

Di solito scelgo uno schema in base a determinate sue caratteristiche: un particolare per me imprescindibile è che i vari moduli siano collegati uno all’altro da dei segmenti “resistenti”, non da singole perline che potrebbero rivelarsi – letteralmente – un punto debole.

Come sempre ho leggermente modificato l’inizio e la fine rispetto all’originale, ma in tal modo il braccialetto si è un po’allungato: ne terrò conto per il prossimo già in lavorazione.
Se si digita su Google yard viene fuori la misura di 0,9144 metri: qui  per il filo ne erano richieste circa 3, vale dire quasi tre metri !! In realtà è bastato meno di un metro e mezzo. Non capisco questa abbondanza….

E ora le divagazioni. Non so se l’ho mai detto, ma amo molto l’ambiente e la cultura cinese (e una vita fa ci sono pure stata, in Cina!) e di conseguenza mi ha colpito l’esecuzione  di Roar (Katy Perry, altra mia passione  del momento e non capisco perchè mi piaccia così tanto, ma mi dà energia) da parte dell’Orchestra Nazionale Cinese. La canzone è la stessa, ma la musicalità  è indubbiamente cambiata, e poi gli strumenti! Tranne la grancassa ed i fiati tutti gli altri appartengono ad una tradizione musicale diversa da quella che siamo soliti ascoltare. Bellissima!

Alla prossima. T