Flat spiral stitch

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flat spiral stitchRiprendo dopo essermi fermata per qualche giorno, potrei dire per gravi motivi familiari. Questi motivi hanno fatto sì che il corso di cesteria venisse interrotto a metà: adesso senza l’aiuto del mastro cestinatore dovrò provare a realizzare qualcosa con il materiale che molto gentilmente mi ha fatto recapitare e poi forse tra qualche tempo  riuscirò a recuperare la lezione perduta sull’impagliatura delle sedie. Lo spero tanto.

Per guardare avanti torno alle solite occupazioni. Ho notato che esperte perlinatrici spesso ripropongono tecniche basiche, molto semplici e di effetto; una di queste è la flat spiral, cioè la spirale piatta.

Ho voluto  provare anch’io e gironzolando per il web ho scoperto che le modalità di realizzazione sono almeno due. Una scuola di pensiero propone la lavorazione simultanea delle perle centrali che formano l’ossatura  e le decorazioni laterali, lasciando alla fine l’inserimento  della chiusura sulle due estremità. Rimando al tutorial di Beadholique, non perchè non ce siano altri, ma tra quelli in inglese è quello che offre la trascrizione fonetica precisa e tra l’ascoltare e il leggere esattamente  quello che viene detto a voce anche uno che mastica poco la lingua qualcosa capisce.

L’altra possibilità è invece quella di realizzare prima tutta la base del braccialetto a partire dalla prima parte della chiusura, poi infilando in sequenza tutte le perle centrali e terminando con la seconda parte. Una volta ottenuto un semplice bracciale completo si passa al sovrainserimento della decorazione: per questa tecnica rimando al video di Offthebeadedpath, molto chiaro.

Considerazioni di fondo.

1) Si tratta di una tecnica facile che permette moltissime varianti, di colori, di dimensioni e di materiali,  e questo è un punto  a favore.
2) Le perle centrali (o qualunque cosa si usi) devono avere un foro adeguato ai ripetuti passaggi di filo.
3) Ci deve essere una proporzione tra la decorazione laterale e quella centrale. Nei video si parla di 4 o 5 seed beads (cioè perline di solito 11/0 non necessariamente regolari) per la lavorazione laterale, ma nel mio caso sono dovuta scendere a tre e quindi la sequenza è risultata di 3 perline, 1 bicono da 3 mm, 3 perline, mentre quelli centrali erano cristalli da 4 mm.
4) Il filo. Se il foro delle perle centrali è bello capiente, ovviamente non ci sono problemi. Se non lo è, bisogna arrangiarsi un po’. Per il bracciale realizzato con la tecnica Offthebeadedpath ho utilizzato un filo più resistente per la base ed uno più sottile per la decorazione.

Giudizio finale: darei una leggera preferenza alla lavorazione suddivisa in due parti distinte, quella di Offthebeadedpath per intenderci, perchè a parità di risultato finale che esteriormente è identico come si vede dalla foto, il braccialetto risulta  più sostenuto e quindi più sicuro.

Alla prossima. T

Una risposta »

  1. ciao Rita
    mi spiace per questa perdita improvvisa.

    Un post ricco d spunti e buoni consigli,mi chiedo però perchè utilizzi formati piccoli per le foto.
    Dovresti valorizzare le tue creazioni,splendide.
    Lu

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