Sciroppo di rose

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Ricordo un negozietto della vecchia Genova, quella che cantava De Andrè  e che proprio non c’è più. Si entrava e si porgeva una bottiglietta di vetro che veniva restituita riempita con un liquido scuro, leggermente ambrato. Oggi leggi e  principi di igiene vieterebbero uno scambio così diretto, ma allora… tutto era semplice. 

Dicevo, lo sciroppo di rose, che bontà. Tanti anni dopo una fortunata coincidenza: qui in montagna c’è una tale abbondanza di rose profumate a cui non avevo mai fatto caso e la mia amica Bianca, tra una chiacchera telefonica e l’altra, mi ha rivelato la sua ricetta personale. La condivido volentieri in ricordo dei bei tempi passati.

Occorrono un bel po’ di petali di rose (non è che tutte la varietà vengano bene; da profani scegliere quelle rosse, decisamente profumate, oltre che senza pesticidi) . Purtroppo non li ho pesati ma ho riempito una ciotolona di 31 centimetri di diametro (a memoria, direi una ventina di rose almeno). Ho ripassato petalo dopo petalo per togliere qualche formica che si era intrufolata: un lavoro lungo, ma si può chiamare lavoro l’immergere le dita tra strati di petali di rose e sentirsi un po’ American Beauty??

Sopra un litro di acqua bollente e si lascia riposare per 24 ore. Non si copre, se non quando ormai il tutto si è raffreddato. Passato il tempo di infusione, usando un canovaccio si strizza con tutta la forza delle nostre braccia fino all’ultima stilla. Dovrebbe venire di nuovo circa un litro di liquido. Bianca non ha dubbi:  anche con qualche millilitro in meno ci vogliono due chili di zucchero; io, pensando alla mia linea già gravemente compromessa,  mi sono tenuta stretta, sul chilo e mezzo. Con lo zucchero e il liquido di  spremitura si prepara uno sciroppo che si mette sul fuoco: da quando bolle si calcolano 20-25 minuti. Non avendo niente di meglio a disposizione ho invasato a caldo  in vasetti Bormioli: poco dopo i tappi sono andati in pressione e  perciò mi sento abbastanza tranquilla sulla  conservazione.

Per le ETICHETTE sui vasetti o sulle bottiglie consiglio caldamente di guardare qui.

Alla prossima.  T

La curiosità ti porta a:

 

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