A ovest del diamante – la tanzanite

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Una pietra con tanto di papà, mamma e data di nascita. Il primo si chiama Ndugu Jumanne Ngoma, la seconda una particolare zona di origine vulcanica nelle vicinanze del Kilimangiaro e il terzo dato corrisponde a primi giorni di gennaio del 1967. Quindi una pietra relativamente nuova  e con un unico posto al mondo come luogo di estrazione, il nord della Tanzania.

Tutti gli articoli che ho letto riportano delle difficoltà che il suo primo scopritore ha dovuto affrontare prima che gli venisse riconosciuto il diritto di chiamarsi “padre” della tanzanite e del suo battesimo ufficiale con questo nome da parte di Louis Comfort  Tiffany, il famoso gioielliere americano, visto che l’esatta dicitura, “zoisite”  blu, ricordava troppo la pronuncia di “suicide”.

La pietra, ora di gran moda, ha un colore che varia dal blu al violetto ed è tipica la presenza di più colori in un singolo esemplare. Qui ci addentriamo in un campo delicato, perchè possono entrare in gioco gli interventi dell’uomo: infatti  a livello internazionale è accettato il trattamento termico che potenzia il colore blu, operazione comunque non facile perchè può provocare la rottura definitiva.

I gioielli in tanzanite vanno trattati con cura ( a parità di bellezza e colore rispetto ad uno zaffiro sono molto meno resistenti)  e non devono mai venire in contatto con acidi.

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